Il collegio a Pavia Intuizione femminile

L'idea di Montini fu quella di affiancare a Pavia, accanto alla secolare tradizione dell'Almo Collegio Borromeo, fondato da San Carlo, un'istituzione rivolta alle donne, anche a quelle con meno disponibilità economica

È il più importante collegio universitario femminile di Pavia, città profondamente legata al suo Ateneo da solide radici storiche (è uno dei più antichi d’Italia) e da ragioni economiche e sociali: sono più di 25mila gli studenti che lo frequentano. Un collegio inaugurato poco più di 40 anni fa per volontà di Paolo VI. Un luogo di cultura e umanesimo cristiano, nel quale tante ragazze si sono preparate ad affrontare il loro futuro. Tra le numerose ex allieve del Santa Caterina (ospitato in via San Martino, nel cuore di Pavia) figura anche l’attuale ministro dell’istruzione Stefania Giannini, che recentemente ha ricordato con nostalgia gli anni di studio trascorsi a Pavia. Il collegio, come detto, nacque nel 1973 per iniziativa della Diocesi di Pavia, in adempimento a un desiderio di Papa Paolo VI. L’idea di Montini fu quella di affiancare a Pavia, accanto alla secolare tradizione dell’Almo Collegio Borromeo, fondato da San Carlo, un’istituzione rivolta alle donne, anche a quelle con meno disponibilità economica, a cui fosse data la possibilità di una formazione culturale, accademica e spirituale di alto livello. Una volontà che espresse quando era ancora cardinale di Milano. A ricordare quegli anni è il professor Sigfrido Boffi, presidente della “Fondazione Collegio Universitario Santa Caterina da Siena”. “Papa Montini – sottolinea il professor Boffi – ebbe un rapporto privilegiato con la madre, Giuditta Alghisi, donna di buona formazione culturale: era stata educata dalle Suore Marcelline. Ma fu anche una donna di grande pietà. Paolo VI curò la sezione femminile della FUCI, intrattenendo con le universitarie rapporti profondi e duraturi. Ammise donne come uditrici al Concilio e nominò Santa Caterina da Siena dottore della Chiesa, la prima donna ad avere questo titolo. Il “messaggio alle donne” del 1965, dimostrò sin dall’inizio del suo pontificato la straordinaria attenzione al mondo femminile, alla missione e alla ministerialità della donna nella società e nella Chiesa”.

In occasione del quarantennale del collegio, celebrato nel 2013, il Santa Caterina ha ospitato la giornata di studi dal titolo «Papa Montini, Caterina, le donne» Al convegno sono intervenute – moderate da Giulia Galeotti – Elsa Antoniazzi, suora marcellina, che ha studiato la figura della beata Sala, educatrice della mamma di Montini; Adriana Valerio, storica e teologa che ha affrontato il ruolo delle donne al Concilio; Lucetta Scaraffia, storica e giornalista che ha approfondito la figura di Santa Caterina; Maria Pia Sacchi, già rettrice del collegio che ha presentato la corrispondenza tra Montini e sua madre. È stata un’occasione importante per ricordare anche l’attenzione con la quale Paolo VI seguì l’iter burocratico e i lavori che portarono all’apertura del Santa Caterina.

Oggi il Santa Caterina, eretto in Fondazione nel 1991, è membro della Conferenza dei Collegi Universitari riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e figura tra gli Enti consorziati fondatori dell’Istituto Universitario di Studi Superiori (I.U.S.S.) di Pavia, promosso in collaborazione tra Università, Collegi e Ministero dell’Università e riconosciuto dal Ministero stesso come Scuola Normale. “Quarant’anni di vita sono tanti e, allo stesso tempo, ancora pochi – afferma il professor Boffi -. Sono pochi se si confrontano con i 650 anni dell’Università e con i 4 secoli e mezzo di Collegi storici come il Borromeo e il Ghislieri. Però quarant’anni costituiscono una data significativa per un’istituzione che è sorta per volere di Paolo VI, che l’ha voluta con grande determinazione facendo superare alla Diocesi di Pavia tante difficoltà, con la collaborazione dell’allora vescovo Antonio Giuseppe Angioni. E finalmente, dopo un lungo percorso, nel 1973 il Collegio era pronto”.Elia Belli – “Il Ticino” (Pavia)

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