La ricerca faticosa del bene concreto

Volendo dettagliare le norme etiche fino al concreto delle situazioni, occorre mettere in atto un rinnovato sforzo comune di discernimento morale...

A poco meno di due settimane dall’inizio del Sinodo straordinario dei vescovi che incentrerà i suoi lavori su "Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione", completiamo la riflessione sul tema della legge morale naturale in rapporto ad alcune problematiche concernenti la famiglia e il matrimonio nel contesto socio-culturale odierno, prendendo spunto dalla sintesi offerta a proposito dall’Instrumentum Laboris. In due precedenti articoli, avevamo focalizzato l’attenzione dapprima sul concetto di natura, in particolare su quello di "natura umana", e successivamente sulla nozione di legge morale naturale, riconsiderando l’interpretazione della Tradizione morale e delle correnti filosofiche e teologiche contemporanee.Alla luce dei punti fermi già sottolineati in quei passaggi, possiamo ora tentare di condividere alcuni ulteriori spunti di riflessione, adottando però una prospettiva più concreta (esistenziale) e legata alle problematiche messe in evidenza proprio dal documento di lavoro del Sinodo. Come primo passo, val la pena richiamare quanto l’Instrumentum Laboris rileva, facendo sintesi dei contributi ricevuti, circa le difficoltà di comprensione e accettazione della nozione stessa di legge morale naturale. "La perplessità, oggi in atto su vasta scala intorno al concetto di legge naturale, tende a coinvolgere in modo problematico alcuni elementi della dottrina cristiana sul tema. In realtà, ciò che soggiace alla relazione tra Vangelo della famiglia e legge naturale non è tanto la difesa di un concetto filosofico astratto, quanto il necessario rapporto che il Vangelo stabilisce con l’umano in tutte le sue declinazioni storiche e culturali". Quello che è in gioco, quindi, non è la sterile disputa teorica su una nozione astratta, bensì le importanti conseguenze etiche circa l’interpretazione e applicazione nella vita quotidiana degli elementi della dottrina cattolica ad essa correlati. In particolare, nell’ambito ampio del matrimonio e della famiglia, emergono così numerosi temi cruciali e attualissimi che manifestano dimensioni etiche problematiche in relazione alla visione di legge naturale cui si fa riferimento. Basti pensare a questioni di grande impatto "umano" e sociale, come l’identità sessuale (gender theory), significati e finalità della sessualità umana, omosessualità, matrimonio e famiglia come istituzioni "naturali", fecondazione artificiale, trattamento degli embrioni, aborto, ecc. È evidente a chiunque quanto sia decisiva l’idea di "natura" e di legge morale naturale che si adotta per individuare valori e finalità legati a questi ambiti e per definire le direttrici etiche da seguire nei comportamenti. Abbiamo già avuto modo di ricordare come per "natura umana" in senso largo sia da intendere l’essenza globale dell’uomo, di cui fanno parte le sue coordinate essenziali: la componente biologica, l’autodeterminazione, la creatività (libertà e ragione). Allo stesso modo, abbiamo già potuto rilevare come la legge morale naturale non sia da comprendere come un elenco prefissato di norme, ma piuttosto come la capacità razionale dell’uomo di conoscere e comprendere il bene e il male, nell’operare le sue libere scelte concrete, secondo ragione e in coerenza con la sua natura umana.A tal proposito, è anche bene richiamare qui il precetto primo della legge morale naturale, "fa’ il bene, evita il male" e, accanto ad esso, l’esistenza di alcuni altri precetti ‘generalissimi’, che la nostra esperienza morale quotidiana ci fa dedurre immediatamente dalle nostre tendenze o inclinazioni naturali, o dalla stessa definizione di uomo come animale razionale: conservazione della vita nella consapevolezza del suo valore, procreazione ed educazione della prole, ricerca della verità e socialità. Probabilmente basterebbero già queste direttrici valoriali fondamentali, come guida etica comune agli uomini nella ricerca del bene e della verità, per poter inquadrare in modo coerente una riflessione morale essenziale concernente i temi problematici sopra citati. In quest’ottica, è da promuovere eticamente ogni comportamento che conservi, promuova o difenda la vita umana, mentre è da riprovare ogni azione che la distrugga, la danneggi o la offenda nella sua dignità. È eticamente meritorio l’impegno a vivere la propria sessualità in modo aperto alla vita e alla procreazione (e ciò richiede ovviamente l’unione fra un uomo e una donna), nell’ambito di una comunione d’amore stabile e responsabile (matrimonio) che permetta l’accoglienza e l’educazione dei figli, mentre risulta riprovevole ogni atteggiamento e azione che contraddica quest’orientamento. Proseguendo, va sempre coltivato l’impegno etico a cercare con dedizione la verità delle realtà esistenti, a cominciare da noi stessi, mentre è da biasimare moralmente ogni gesto che intenzionalmente ci allontana dalla ricerca del vero e ci consegna alla menzogna. E per concludere, riconoscendo la natura sociale della persona umana, è eticamente buona ogni iniziativa e scelta che orienti verso la costruzione di relazioni interpersonali autentiche e rispettose della dignità propria ed altrui, in un orizzonte di solidarietà disinteressata, mentre è da riprovare ogni atto che tenda a rinchiudere la persona in se stessa, disconoscendo il legame solidale che si basa sulla comune natura.Tutti questi sono evidentemente orientamenti etici di base. Ma non v’è dubbio che, volendo dettagliare le norme etiche fino al concreto delle situazioni, per di più di fronte alla complessità delle problematiche rilevate anche dall’Instrumentum Laboris, occorre mettere in atto un rinnovato sforzo comune di discernimento morale, "hic et nunc", incarnato nella storia delle persone, che sia caratterizzato dall’ascolto e dal rispetto reciproco delle coscienze sinceramente dedite alla costante ricerca del vero bene. Un cammino spesso faticoso, sempre perfezionabile, ben consapevole dei limiti che segnano esistenzialmente la nostra capacità reale di conoscere il bene concreto nelle singole evenienze della vita. Maurizio Calipari (23 settembre 2014)

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