Si respira aria da Gmg

Fra i giovani in Plaza de Majo. Si preparano a una lunga veglia di preghiera e musica, in attesa della messa del Papa. "È una persona exelente - dice Luis Alberto - che per noi argentini significa una persona grande, capace di grande amore..."

L’abbraccio dei giovani a Papa Bergoglio. Tutto è pronto nella Plaza de Mayo dove questa sera l’arcidiocesi di Buenos Aires ha dato appuntamento alla città per accompagnare durante tutta la notte Papa Francesco alla messa di inizio Pontificato. Sarà una veglia di preghiera, ma anche una festa con musica e spettacolo, e poi un momento di impegno solidale con i più poveri. Si respira già in queste ore per le strade della città l’aria dei grandi eventi, l’atmosfera tipica di una imminente Gmg: l’avenida de Majo che congiunge Plaza de Majo all’Obelisco è tutta tappezzata delle bandiere bianche e gialle del Vaticano e bianche azzurre dell’Argentina. Segno che i due mondi divisi dall’Oceano battono ora all’unisono nell’unico cuore del Papa. Ai lati della cattedrale sono stati allestiti oggi due maxi schermo che già proiettano da stamattina immagini di Papa Francesco. I pulmini satellitari stazionano attorno alla piazza: centinaia giornalisti di tutto il mondo – sono arrivati qui anche dal Giappone – presidiano la cattedrale e l’arcivescovado, il palazzo dove al terzo piano il cardinale José Maria Bergoglio ha vissuto – ripetono in tanti – in una stanza piccola ed essenziale.

Il programma della festa. L’appuntamento è alle 21 e 30 nella Catedral Primada, dove uno dei vescovi ausiliari di Buenos Aires, monsignor Vincent Bacalic, celebrerà una messa. Un’ora dopo alle 22 e 30 nella piazza antistante inizierà la festa. "Recen y hagan rezar por mi" (pregate e fate pregare per me), chiedeva sempre il cardinale Bergoglio ai suoi più stretti collaboratori. E "in questo spirito", l’arcidiocesi ha invitato il Popolo di Dio e il popolo di Buenos Aires a condividere con la Chiesa universale questo momento storico della sua vita. I giovani quindi: saranno loro a dare il benvenuto al cardinale Bergoglio divenuto Papa. E i giovani amano la festa. Sul palco della Plaza de Majo si alterneranno per tutta la notta complessi musicali come La Tranquera, Kyrios Emmanuel, Efata, Carlos Seoanne, Filocalia, Banuev. Il momento clou è la partecipazione annunciata come "speciale" del cantante Axel, artista di musica popolare argentina molto amato anche per il suo impegno nel sociale e che – dice l’arcidiocesi – ha accettato di cantare per il Papa "con generosità, ben sapendo l’importanza di questo evento storico". E "in sintonia" con papa Bergoglio, la festa non sarà solo musica e canzoni: sarà anche solidarietà. Ai giovani l’arcidiocesi ha chiesto di portare con sé un alimento da donare ai più poveri: i pacchi saranno raccolti da un camion della Croce Rossa e portati nelle villas miserias che circondano la città di Buenos Aires. Per manifestare poi concretamente la gioia della piazza in modo da essere ripresa dalle telecamere e arrivare a Roma, i giovani questa sera porteranno con sé dei foulard bianchi, gialli e celesti da sventolare nei momenti più importanti della festa. Ovviamente non può mancare il mate – l’infusione tipicamente argentina, preparata con le foglie di erba Mate – che riscalderà i giovani durante la lunga notte in attesa della messa.

La voce dei giovani. Intanto in cattedrale c’è un intenso via vai di gente. Luis Alberto Aversa è di Buenos Aires e parteciperà questa notte alla veglia e alla festa per il Papa. "È una persona exelente – aggiunge – che per noi argentini significa una persona grande, capace di grande amore. Non sono cattolico praticante. Ma il nostro cardinale era il cardinale di tutti". Julia, al suo fianco, prende la parola: "La Chiesa con Bergoglio ha davanti a sé un futuro di avvicinamento ai poveri. Qui in Argentina la differenza sociale tra ricchi e poveri è sempre più forte. E Papa Francesco ci ha promesso che non dimenticherà i poveri". Questa mattina, nei bar della città le televisioni erano accese e la gente si radunava sotto i teleschermi per seguire in diretta Tv l’incontro di papa Bergoglio e la presidente dell’Argentina Cristina Kirchner: e mentre la televisione rimandava le immagini del Papa che riceveva il Mate dalla presidente Ramon commentava: "quello che manca qui nella classe politica Argentina è il riferimento a valori etici alti. La politica ha bisogno di orizzonti alti, di valori come l’onestà, la sobrietà, la coerenza. La speranza è che con un Papa argentino, il Paese ritrovi questo orizzonte".

Il dono dell’Argentina al mondo. "Salutiamo la partenza del cardinale Bergoglio come vescovo e abitante di Buenos Aires e diamo il benvenuto a Papa Francesco per donarlo al mondo intero". A parlare al Sir dalla Plaza de Mayo di Buenos Aires è padre Alejandro Russo, rettore della cattedrale, emozionato e pressato dai preparativi per la veglia dei giovani di questa sera. "Siamo pieni di gioia – dice padre Russo -, sarà una vera festa del cuore per ringraziare Dio di aver scelto il nostro vescovo come successore di Pietro". "Per noi sarà un buon esperimento per iniziare a presentare il Papa al mondo giovanile", precisa. Il rapporto del card. Bergoglio con i giovani, racconta padre Russo, "è molto informale e pieno di spirito": "È sempre pronto alla battuta, usa con loro un linguaggio diretto, come se fosse giovane anche lui". Il rettore della cattedrale, che abita nello stesso edificio a fianco della cattedrale dove ha vissuto tanti anni il card. Bergoglio (due piccole stanze al terzo piano), si commuove ancora nel ricordare il momento dell’elezione. "Ho provato una emozione fortissima – dice -, dentro di me c’era una certezza interiore che non so spiegare, come se sapessi già che sarebbe stato eletto lui". La partenza dell’arcivescovo, confida, "non sarà vissuta come una assenza quotidiana e una mancanza a livello personale perché il Papa è di tutti e siamo felici di condividerlo con il mondo". Padre Russo auspica quindi che lo stile pastorale dell’arcidiocesi di Buenos Aires, che è quello della "presenza missionaria della Chiesa nelle strade, si rifletta sulla Chiesa universale". E in cuor suo spera che, quando andrà a Rio de Janeiro per la Giornata mondiale della gioventù di luglio, Papa Francesco colga l’occasione per tornare qualche giorno a Buenos Aires. Nel frattempo la sede diocesana, divenuta sede vacante, sarà gestita da un amministratore diocesano che sarà scelto tra giovedì e venerdì dal collegio dei consultori, fino alla nomina del nuovo arcivescovo da parte del Papa.

da una delle nostre inviate a Buenos Aires, Maria Chiara Biagioni

(18 marzo 2013)

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