Un Papa in famiglia

omenica a Portacomaro Stazione, città d'origine della famiglia Bergoglio, si comincerà a far festa di ringraziamento a Dio per questo inatteso dono e di preghiera per il Papa Bergoglio, come lui stesso ha chiesto, con una solenne messa festiva alle 11

La confusione dei nomi è andata a tutto danno di Portacomaro Stazione a vantaggio di Portacomaro paese per cui quasi tutti gli inviati di giornali e televisioni nella fredda mattinata di giovedì in cerca di notizie foto e interviste sulle origini della famiglia del nuovo papa Bergoglio sono saliti al paese invece di fermarsi alla stazione. La famiglia di Papa Francesco in effetti ha le sue radici a Bricco Marmorito, in territorio della parrocchia di Portacomaro Stazione, territorio del comune di Asti, anche se ai tempi del nonno Giovanni Angelo Bergoglio che con altri tre fratelli comprò nel 1854 la cascina Marmorito, che poi sarà battezzata il bricco dei Bergoglio, tutto faceva capo alla parrocchia del paese di Portacomaro, dai registri di battesimo a quelli dei defunti.

Ad ogni modo è stato un vero assalto al bricco e al paese, poi anche alla stazione, mercoledì sera perlopiù in via telefonica, giovedì mattina con telecamere, microfoni e macchine fotografiche in quantità, alla ricerca dei siti, delle persone e dei paesaggi che Jorge Mario Bergoglio non ha frequentato molto ma sono sempre stati nel suo cuore di astigiano quasi doc, essendo tali suo padre e sua madre, sposati – sembra- nel 1931. I contatti erano e sono perlopiù via telefono e via lettera con i cugini Armando e Delmo, con la cugina Martinengo a Torino e con molti altri in territorio astigiano.
Nelle varie interviste tutti hanno espresso la loro sorpresa e la loro gioia per questo evento, un Papa in famiglia, sempre tuttavia con la debita riservatezza tipicamente piemontese. Più esplosivo invece l’entusiasmo dei responsabili astesi, dal sindaco di Asti Brignolo a quello di Portacomaro Pierini, fino a Mariangela Cotto che più di tutti ha conosciuto il cardinale Bergoglio nella sua veste di arcivescovo di Buenos Aires, quando visitò più volte quel paese nella ricerca di aprire una strada al ritorno di immigrati italiani in gravi difficoltà per la crisi economica terribile che colpì l’Argentina una quindicina di anni fa.

In ogni caso il nome di Asti e di Portacomaro è risuonato sulle tv nazionali a partire da Porta a Porta dove è arrivato il saluto di Brignolo e il nome di Giancarlo Libert che nel suo libro "Astigiani nella Pampa" tratta in un’ampia nota la storia astigiana del cardinale Bergoglio ora Papa Francesco. Tutti naturalmente, portacomaresi e astigiani, sperano di vederlo presto, qualcuno già a Roma per la festa dell’insediamento, tutti una visita ufficiale, ben più risonante di quella capatina a cui era stato recentemente invitato, restando cardinale.

Per il momento, domenica a Portacomaro Stazione si comincerà a far festa di ringraziamento a Dio per questo inatteso dono e di preghiera per papa Bergoglio come lui stesso ha chiesto con una solenne messa festiva alle 11, concelebrata (assente per pellegrinaggio a Lourdes il parroco don Francesco Salas) dal vicario generale don Vittorio Croce e dal parroco emerito don Evasio Capra con specifico invito a tutti i parenti Bergoglio, almeno nel territorio. Ma certamente la festa non si fermerà qui.

Vittorio Croce – direttore della “Gazzetta d’Asti”

(15 marzo 2013)

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