Da ogni angolo della terra

L'udienza ai cardinali indicati come "i preti del Papa". Un pensiero ai cardinali anziani e al cardinale Mejia ricoverato per un infarto. Nuovo "grazie" a Benedetto XVI. Prima di tutto l'evangelizzazione. Mai pessimisti o scoraggiati

"In questi giorni abbiamo avvertito quasi sensibilmente l’affetto e la solidarietà della Chiesa universale, come anche l’attenzione di tante persone che, pur non condividendo la nostra fede, guardano con rispetto e ammirazione alla Chiesa e alla Santa Sede". Con queste parole Papa Francesco, entrando oggi nella Sala Clementina alle 11 in punto, accolto da un caloroso applauso del Collegio cardinalizio e dal saluto del cardinale decano, ha descritto, rivolgendosi ai sui "fratelli" cardinali, questo periodo "carico di significato, non solo per il Collegio Cardinalizio, ma anche per tutti i fedeli". "Da ogni angolo della terra – ha proseguito – si è innalzata fervida e corale la preghiera del popolo cristiano per il nuovo Papa, e carico di emozione è stato il mio primo incontro con la folla assiepata in Piazza San Pietro". "Con quella suggestiva immagine del popolo orante e gioioso ancora impressa nella mia mente", Papa Francesco ha manifestato la sua "sincera riconoscenza ai vescovi, ai sacerdoti, alle persone consacrate, ai giovani, alle famiglie, agli anziani per la loro vicinanza spirituale, così toccante e fervorosa". Poi il ringraziamento diretto al Collegio cardinalizio: "Sento il bisogno di esprimere la mia più viva e profonda gratitudine a tutti voi, venerati e cari fratelli cardinali per la sollecita collaborazione alla conduzione della Chiesa durante la Sede Vacante". "A ciascuno", Papa Francesco ha rivolto "un cordiale saluto", ad iniziare dal decano del Collegio Cardinalizio, cardinale Angelo Sodano, che ha ringraziato "per le espressioni di devozione e per i fervidi auguri che mi ha rivolto a nome vostro", e dal cardinale Tarcisio Bertone, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, "per la sua premurosa opera in questa delicata fase di transizione".

Un pensiero ai cardinali anziani e a un cardinale ricoverato. "Il mio pensiero va con particolare affetto ai venerati cardinali che, a causa dell’età o della malattia, hanno assicurato la loro partecipazione e il loro amore alla Chiesa attraverso l’offerta della sofferenza e della preghiera", ha proseguito il Papa, che ha poi abbandonato il testo per informare i suoi fratelli che il cardinale Jorge María Mejia "ha avuto un infarto, è stato ricoverato alla clinica Pio XI, ma si crede che la sua salute sia ancora stabile, vi ha mandato un saluto a tutti". Il "grazie" del Papa si è infine esteso "a quanti, nelle diverse mansioni, si sono adoperati attivamente nella preparazione e nello svolgimento del Conclave, favorendo la sicurezza e la tranquillità dei cardinali in questo periodo così importante per la vita della Chiesa".

Affetto e gratitudine a Papa Benedetto XVI. "Un pensiero colmo di grande affetto e di profonda gratitudine rivolgo al mio venerato predecessore Benedetto XVI, che in questi anni di pontificato ha arricchito e rinvigorito la Chiesa con il suo magistero, la sua bontà, la sua guida, la sua fede, che rimarranno un patrimonio spirituale per tutti". Per la seconda volta, dopo l’affaccio alla Loggia delle Benedizioni, Papa Francesco ha rivolto un pensiero a Benedetto XVI: "Il ministero petrino, vissuto con totale dedizione – le sue parole – ha avuto in Lui un interprete sapiente e umile, con lo sguardo sempre fisso a Cristo risorto, presente e vivo nell’Eucaristia". "Lo accompagneranno sempre la nostra fervida preghiera, il nostro incessante ricordo, la nostra imperitura e affettuosa riconoscenza", ha assicurato il Santo Padre: "Sentiamo che Benedetto XVI ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma: essa continuerà ad ardere perché sarà alimentata dalla Sua preghiera, che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino spirituale e missionario".

Servire il Vangelo e portare Gesù all’uomo. "Servire il Vangelo con rinnovato amore" e "rispondere fedelmente alla missione di sempre nella Chiesa: portare Gesù Cristo all’uomo e condurre l’uomo all’incontro con Gesù Cristo Via, Verità e Vita, realmente presente nella Chiesa e contemporaneo di ogni uomo". Questo il doppio impegno preso oggi dal Papa insieme ai cardinali, "stimolati" dall’Anno della Fede. "Tale incontro – ha spiegato – porta a diventare uomini nuovi nel mistero della grazia, suscitando nell’animo quella gioia cristiana che costituisce il centuplo donato da Cristo a chi lo accoglie nella propria esistenza". Il Papa ha definito l’incontro nella Clementina "quasi un prolungamento dell’intensa comunione ecclesiale sperimentata in questo periodo", in cui "animati da profondo senso di responsabilità e sorretti da un grande amore per Cristo e per la Chiesa, abbiamo pregato insieme, condividendo fraternamente i nostri sentimenti, le nostre esperienze e riflessioni. In questo clima di grande cordialità è così cresciuta la reciproca conoscenza e la mutua apertura" ha detto il Papa citando "l’autentico affetto collegiale che unisce il Collegio Cardinalizio", che aiuta la Chiesa "a diventare sempre più in Cristo e con Cristo, la vite feconda del Signore.

Trasmettere ai giovani la "sapienza" della vecchiaia. Ha citato il poeta tedesco Holderlin, tra i suoi autori preferiti, per una delle parte "improvvisate" del discorso, che si sta dimostrando in questi primi giorni una consuetudine. "Cari fratelli, forza! La metà di noi siamo in età avanzata", ha detto ai suoi fratelli: "la vecchiaia è – mi piace dirlo così – la sede della sapienza della vita. I vecchi hanno la sapienza di avere camminato nella vita, come il vecchio Simeone, la vecchia Anna al Tempio. E proprio quella sapienza ha fatto loro riconoscere Gesù" "Doniamo questa sapienza ai giovani", l’invito del Papa: "come il buon vino, che con gli anni diventa più buono, doniamo ai giovani la sapienza della vita". "Mi viene in mente quello che un poeta tedesco diceva della vecchiaia: ‘Es ist ruhig, das Alter, und fromm’: è il tempo della tranquillità e della preghiera. E anche di dare ai giovani questa saggezza".

Né pessimismo, né scoraggiamento. "Non cediamo mai al pessimismo e allo scoraggiamento: abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra". È l’invito rivolto oggi ai cardinali, ai quali il Papa ha oggi ricordato che "la verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dell’esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l’unico Salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini". Un "annuncio", questo, che "resta valido oggi come lo fu all’inizio del cristianesimo, quando si operò la prima grande espansione missionaria del Vangelo". Il punto di partenza del suo invito, è stato, ancora una volta, l’esempio del Papa emerito: "Come ci ha ricordato tante volte nei suoi insegnamenti e, da ultimo, con quel gesto coraggioso e umile, il papa Benedetto XVI – le parole di Papa Francesco – è Cristo che guida la Chiesa per mezzo del suo Spirito. Lo Spirito Santo è l’anima della Chiesa con la sua forza vivificante e unificante: di molti fa un corpo solo, il Corpo mistico di Cristo".

Armonia e affidamento a Maria. E allo Spirito Santo il Papa ha dedicato un altro fuori testo, dopo quello dedicato ai cardinali. Dopo aver citato la "cordialità" e la "reciproca conoscenza" dei vescovi in questi giorni di Conclave, il Papa ha infatti commentato: "è buono, perché noi siamo fratelli, i cardinali sono i preti del Santo Padre. Questa comunità, amicizia, vicinanza, ci farà bene a tutti". Poi l’aggiunta a braccio sullo Spirito Santo, che "fa tutte le differenze nella Chiesa, ma dall’altra parte è quello che fa l’unità delle differenze, non nella ‘ugualità’ ma nella armonia". "Tornerete ora nelle rispettive sedi per continuare il vostro ministero, arricchiti dall’esperienza di questi giorni, così carichi di fede e di comunione ecclesiale", ha detto il Papa ai cardinali: "Tale esperienza unica e incomparabile, ci ha permesso di cogliere in profondità tutta la bellezza della realtà ecclesiale, che è un riverbero del fulgore di Cristo Risorto, rafforzando il nostro impegno ad essere sapienti testimoni di speranza e di pace". Prima della benedizione, il Papa ha affidato il suo ministero, "come pure le attese e le speranze di tutto il popolo di Dio", alla "potente intercessione di Maria, Madre della Chiesa". "Sotto il suo sguardo materno, ciascuno di voi possa camminare lieto e docile alla voce del suo Figlio divino, rafforzando l’unità, perseverando concordemente nella preghiera e testimoniando la genuina fede nella presenza continua del Signore", il congedo di Papa Francesco dai "suoi preti".

(15 marzo 2013)

Altri articoli in Dossier

Dossier