Soprattutto con i giovani

SETTIMANA SOCIALE

"Auspico che la ricerca del bene comune costituisca sempre il riferimento sicuro per l’impegno dei cattolici nell’azione sociale e politica": a conclusione della 46a Settimana sociale il Papa autorevolmente sottolinea il cuore del discorso svolto a Reggio Calabria. L’"agenda di speranza" è innanzi tutto fondata su una nuova declinazione dell’impegno per il bene comune, bussola certa della dottrina sociale.
In questo senso nella Settimana sociale si è cominciato a scrivere un capitolo molto importante dell’impegno educativo assunto dalla Chiesa italiana come asse del prossimo decennio. Si è messa a fuoco la politica, nei suoi limiti e nelle sue potenzialità, e si è cominciato a delineare il cammino per dare corpo all’invito del Papa e dello stesso presidente della Cei per una nuova generazione di cattolici formati adeguatamente e protagonisti della vita sociale e politica. È un appello esigente che punta soprattutto sui giovani e richiede un preciso investimento.Si tratta di un traguardo di medio periodo, che ha come presupposto un vero respiro ecclesiale.
Al di là delle mutevoli e sempre incerte vicende della cronaca politica infatti sta crescendo una questione di fondo, per l’Italia e per l’Europa, riguardo al futuro a medio termine. Si parla tanto di "transizione", nell’incertezza radicale sui suoi esiti. In questo quadro l’Italia deve rilanciare la propria soggettività, con la consapevolezza che nel quadro della cosiddetta "multi level governance" nulla è più scontato, a partire dallo stesso livello statale.
Non è un caso che i lavori di Reggio Calabria non abbiano avuto una eco significativa sulla stampa e nel dibattito pubblico, che pure avrebbe tanto bisogno di contenuti. Non c’era ovviamente una "notizia" di immediata spendibilità politica, nel senso così limitato degli schieramenti. Perché non fa "notizia" un evento che invece è di grande importanza, diverse centinaia di persone autorevoli, provenienti da tutta Italia, che prendono la parola articolando concretamente la prospettiva del "bene comune" e sono pronti a farla rifluire a 360 gradi.
Questo tessuto assolutamente unico ha ormai chiara la consapevolezza di un passaggio, della necessità di misurarsi con una nuova fase, ben espressa dai ripetuti inviti del Papa e della stessa Cei. Si tratta di un impegno che non può che essere ecclesiale, cioè di tutti i soggetti e corale, e per questa strada occorre offrire un contributo a tutto il Paese. Oggi è necessario riflettere e investire.
In questa direzione molti fili collegano i risultati della Settimana sociale con l’appuntamento di dicembre del forum del progetto culturale, che ha come tema: "Nei 150 anni dell’unità d’Italia. Tradizione e progetto". Sarà un contributo a situarci e così sviluppare quei nuovi traguardi che vanno preparati con grande serietà e determinazione, puntando sui fondamentali, con la consapevolezza, sottolineata dal presidente della Cei, che la radice della speranza è proprio e sempre ripartire da Dio.

SIR

(19 ottobre 2010)

Altri articoli in Dossier

Dossier

Informativa sulla Privacy