Appunti per l’agenda

SETTIMANA SOCIALE

Il lavoro delle assemblee tematiche alla Settimana Sociale ha trovato un momento di sintesi nella conferenza stampa di sabato 16 ottobre. I coordinatori delle cinque assemblee tematiche (impresa, educazione, inclusione, mobilità sociale, istituzioni) hanno proposto una sintesi dei rispetti incontri.

No all’evasione fiscale. "Una forte denuncia sulla troppa evasione fiscale che c’è in Italia, la richiesta di attenzione per il regime fiscale delle famiglie e del lavoro, un notevole interesse per il mondo delle imprese": sono gli aspetti centrali emersi dal gruppo di lavoro su "Intraprendere nel lavoro e nell’impresa". Ne ha parlato Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori. "Oltre a una significativa attenzione del mondo cattolico alla presenza e alla realtà delle imprese – ha spiegato Costalli – molto interesse ha suscitato il tema della precarietà del lavoro, della flessibilità, delle difficoltà lavorative e occupazionali soprattutto nel Sud Italia". Costalli ha parlato anche di alcuni "antagonismi" che sono stati dibattuti: "Giovani e anziani, nord-sud, lavoratori garantiti e precari: queste realtà fanno emergere sofferenze, soprattutto nelle zone meridionali del Paese, anche se l’aspetto più rilevante mi pare sia costituito dalla forte richiesta di una maggiore legalità nei comportamenti collettivi, a partire dall’evasione fiscale".

Giovani e politica. "Recuperare il ruolo della persona adulta come riferimento per i giovani". È stato questo uno dei temi discussi nell’area tematica "Educare per crescere". L’adulto come "persona da ascoltare – ha spiegato Paola Stroppiana, presidente del Comitato nazionale dell’Agesci – deve essere credibile e dare risposte adeguate ai giovani per aiutarli a crescere". Anche "il tema della cittadinanza deve essere posto in un progetto educativo". La "legalità" deve essere vista come "valore importante per la crescita dei giovani nella società e nella cultura di oggi". Si tratta di valorizzare anche il loro ruolo di "cittadini attivi" aiutandoli a "ri-amare la politica, quella con la P maiuscola". Un richiamo è stato fatto, sempre in ambito culturale e politico, anche al ruolo dei media e ai "valori o non valori che vengono trasmessi ai giovani" attraverso questi strumenti.

Ripartire dalla cittadinanza. "Cittadinanza" e "protagonismo". Sono due parole-chiave nella riflessione del gruppo dedicato all’immigrazione. "Il tema della cittadinanza – spiega Andrea Olivero, presidente delle Acli – è fortemente condiviso, come l’attenzione ai figli degli stranieri nati in Italia. Si accompagna alla riflessione su come organizzare quella ‘seconda fase’ del fenomeno migratorio ricordata anche dal messaggio del Papa, nel segno della legalità". Per Olivero, è emersa "la necessità di realizzare un incontro vero tra culture e per questo l’importanza che gli stessi stranieri si sentano protagonisti, abbiano spazi per esserlo, anche all’interno della comunità ecclesiale. Allo scopo sono decisive le politiche formative da mettere in atto, così come deve trovare spazio un lavoro sulle tradizioni, di chi arriva e di chi accoglie".

Mobilità e sviluppo. "La mobilità sociale non deve andare a scapito delle regole di una cultura democratica". È una delle richieste fatte nell’area tematica su "slegare la mobilità sociale", illustrata da Franco Miano, presidente dell’Azione Cattolica italiana. "Uno dei fatti che bloccano lo sviluppo è sicuramente la criminalità organizzata in tutte le sue forme", è stato detto. "Far crescere la cultura della qualità e del merito", ad esempio, "comporta ri-legare la cultura della democrazia, della legalità, della giustizia", così come "slegare il mercato" vuol dire "trovare forme per facilitare l’accesso al credito, favorire gli investimenti con modalità diverse di fiscalizzazione", ma anche "investire di più sull’occupazione femminile, rinnovare il patto del lavoro".

Federalismo solidale. "Il federalismo in Italia è già una cosa decisa, a cominciare dalla riforma del titolo quinto della Costituzione e dai decreti approvati. Noi cattolici ci siamo presi e assunti questa realtà, che cerchiamo di qualificare di più come federalismo solidale". Lucia Fronza Crepaz, responsabile del Movimento per l’Unità dei Focolari, ha illustrato così uno dei temi dibattuti nell’area tematica dedicata a "Completare la transizione istituzionale". Il federalismo solidale, ha spiegato, richiede "il rispetto della soggettività delle autonomie locali" e della sussidiarietà "verticale e orizzontale". "Che ci sia un grave disagio di fronte a questa legge elettorale – ha aggiunto – è stato detto", ma "è del cattolico stare dentro a una situazione, e da dentro cercare di cambiare. Tutti ci facciamo carico della partecipazione, non solo i cattolici impegnati in politica". Sul tappeto, inoltre, "la questione della rappresentanza come questione democratica, importante per tutti noi" e sulla quale occorre "fare pressioni al Parlamento perché renda più chiara la delega".

(17 ottobre 2010)

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