Un laboratorio di speranza

SETTIMANA SOCIALE

Nella riflessione sui 150 anni dell’Unità d’Italia e sul futuro del nostro Paese c’è stato un frequente richiamo al territorio, alle sue dimensioni culturali, sociali e religiose.
L’intrecciarsi fecondo di relazioni, di pensieri e di esperienze non è venuto e non viene meno nelle “piccole” realtà neppure nel tempo della globalizzazione.
Per il movimento cattolico, in particolare, quella del territorio è sempre stata la cultura della responsabilità, dell’impegno, della solidarietà.
Riprenderla oggi significa rielaborare la memoria per progettare una nuova presenza del laicato cattolico nella vita pubblica.
L’imminente Settimana Sociale, tappa di un percorso che al Convegno ecclesiale di Palermo 1995 ha visto l’aprirsi di un comune e condiviso orizzonte culturale, approfondirà il tema e offrirà un contributo alla crescita del nostro Paese.
Il territorio, come già è nel documento preparatorio, sarà presente in tutta la sua vivacità e con la consapevolezza di essere stato e di essere determinante per la tenuta non solo economica della società.
Questa “piccola” realtà si sente, pur nelle rapide e profonde trasformazioni, responsabilmente dentro la vita del Paese, dell’Europa e del mondo.
Come la tessera di un mosaico.
La tessera non ha ragione d’essere senza il mosaico e il mosaico non può essere senza tessera.
Ogni tessera ha confini che si pongono accanto a quelli di altre tessere.
Anche l’armonia di questi confini forma il mosaico, mostra la bellezza del particolare e la bellezza dell’insieme.
L’immagine è per dire che come il movimento cattolico all’inizio del secolo scorso vide nel territorio il luogo primo per la realizzazione del bene comune così oggi è chiamato a vedere nello stesso territorio il luogo di una cultura capace di rispondere in positivo alle sfide di pensieri deboli, tristi o confusi.

In questa prospettiva le nuove generazioni possono trovare qui un laboratorio di speranza per un realistico impegno sociale e politico.
Un luogo in cui, condividendo la fatica e le attese della gente e ugualmente riamando la fatica e la bellezza della ricerca, può prendere sostanza e forma quell’atto di amore alla città a cui chiama una fede pensata e vissuta.
Dal territorio, libero da interpretazioni riduttive, da ideologie e da paure vengono già segnali che le mille iniziative fiorite in vista della Settimana Sociale hanno messo in luce.
Segnali che si colgono anche grazie ai media cattolici locali, tra i quali gli oltre 180 giornali della Federazione italiana settimanali cattolici.
La cultura del territorio di cui essi sono fin dalle loro origini espressione e stimolo sta conoscendo una nuova primavera, una stagione delicata e promettente.
Lo confermano molti volti, tra gli altri quelli di migliaia di amministratori locali al servizio delle loro comunità con rettitudine e lungimiranza. Alcuni hanno pagato con la vita la loro coerenza.
Sono testimoni preziosi anche per i giovani: non a caso nei giorni scorsi il presidente della Repubblica additava agli studenti come esempio da imitare Angelo Vassallo, il sindaco ucciso dalla criminalità organizzata.
Il territorio, spesso in prima pagina per la cronaca nera, ha questa straordinaria ricchezza umana e culturale.
Tacerla significa rubare qualcosa di importante ai giovani e dire loro che una politica pulita è impossibile. Una menzogna che si continua a pagare a caro prezzo.
Ecco perché la presenza dei giovani alla Settimana Sociale per scrivere con gli adulti un’agenda della speranza sarà un dono prezioso che soprattutto il territorio offre alla Chiesa e al Paese.

Paolo Bustaffa

(24 settembre 2010)

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