Il volto della verità

PAPA NEL REGNO UNITO

"Con i progressi della medicina ed altri fattori legati alla accresciuta longevità, è importante riconoscere la presenza di un crescente numero di anziani come una benedizione per la società. Ogni generazione può imparare dall’esperienza e saggezza della generazione che l’ha preceduta". È il saluto rivolto da Benedetto XVI agli ospiti della Casa di riposo St Peter’s Residence a Londra, nel terzo giorno del viaggio apostolico nel Regno Unito (16-19 settembre). Il Santo Padre ha ribadito che "la Chiesa ha sempre avuto grande rispetto per l’anziano" e questa opera "per gli anziani e gli infermi non offre loro solamente amore e cura, ma è anche ricambiata da Dio con le benedizioni che egli ha promesso alla terra in cui questo comandamento viene osservato". Per il Pontefice, "la vita è un dono unico, ad ogni stadio, dal concepimento fino alla morte naturale, e spetta solo a Dio darla e toglierla". Nel fare memoria dell’esempio di Giovanni Paolo II, che "ha sofferto pubblicamente negli ultimi anni della sua vita", il Papa ha sottolineato che "mentre cresce il nostro normale periodo di vita, le nostre capacità fisiche spesso vengono meno; e tuttavia questi periodi possono essere fra gli anni spiritualmente più fruttuosi della nostra vita".

Contributo vitale. Durante la visita alla Casa di riposo, Benedetto XVI ha incontrato anche un gruppo di protezione dei bambini: "La Chiesa ha una lunga tradizione di cura dei ragazzi, dai primi anni di vita fino all’età adulta", ha affermato il Santo Padre, e "il vostro lavoro, portato avanti sulla scorta delle raccomandazioni elaborate in una prima fase dal ‘Nola Report’ e in seguito dalla Commissione ‘Cumberlege’, ha offerto un contributo vitale alla promozione di ambienti sicuri per la gioventù" ed "aiuta ad assicurare che le misure preventive messe in campo sono efficaci, che esse sono mantenute con attenzione, e che qualsiasi accusa di abuso è trattata con rapidità e giustizia". Il Pontefice si è poi soffermato sul fatto "deplorevole che, in così marcato contrasto con la lunga tradizione della Chiesa di cura per i ragazzi, questi abbiano sofferto abusi e maltrattamenti ad opera di alcuni preti e religiosi". Ora, ha chiosato, "siamo tutti diventati molto più consapevoli della necessità di proteggere i ragazzi e voi costituite una parte importante della vasta risposta della Chiesa al problema".

Verità. Una serata di "immensa gioia spirituale". È quella vissuta da Benedetto XVI nell’Hyde Park, uno dei più ampi parchi del centro di Londra. Durante la veglia di preghiera per la beatificazione del card. John Henry Newman, il Papa ha ricordato l’"influsso importante nella mia vita e nel mio pensiero" del cardinale inglese, "come lo è stato per moltissime persone al di là di queste isole". Secondo il suo stesso racconto, Newman "ha ripercorso il cammino della sua intera vita alla luce di una potente esperienza di conversione, che ebbe quando era giovane" e alla fine della sua esistenza "avrebbe descritto il proprio lavoro come una lotta contro la tendenza crescente a considerare la religione come un fatto puramente privato e soggettivo, una questione di opinione personale". In questo senso, ha precisato il Pontefice, "quando un relativismo intellettuale e morale minaccia di fiaccare i fondamenti stessi della nostra società, Newman ci rammenta che, quali uomini e donne creati ad immagine e somiglianza di Dio, siamo stati creati per conoscere la verità, per trovare in essa la nostra definitiva libertà e l’adempimento delle più profonde aspirazioni umane". Senza dimenticare che "la passione per la verità, per l’onestà intellettuale e per la conversione genuina comportano un grande prezzo da pagare".

Luce gentile. "Il prezzo da pagare per la fedeltà al Vangelo non è tanto quello di essere impiccati, affogati e squartati – ha aggiunto il Santo Padre -, ma spesso implica l’essere additati come irrilevanti, ridicolizzati o fatti segno di parodia". Tuttavia, "Newman ci insegna che se abbiamo accolto la verità di Cristo e abbiamo impegnato la nostra vita per lui, non vi può essere separazione tra ciò che crediamo ed il modo in cui viviamo la nostra esistenza". Dalla lezione del card. Newman si evince che "la verità non viene trasmessa semplicemente mediante un insegnamento formale, pur importante che sia, ma anche mediante la testimonianza di vite vissute integralmente, fedelmente e santamente; coloro che vivono della e nella verità riconoscono istintivamente ciò che è falso e, proprio perché falso, è nemico della bellezza e della bontà che accompagna lo splendore della verità, ‘veritatis splendor’". Il teologo e filosofo inglese, ha spiegato il Papa, ha insegnato che "la ‘luce gentile’ della fede ci conduce a renderci conto della verità su noi stessi, sulla nostra dignità di figli di Dio, e sul sublime destino che ci attende in cielo". Il Pontefice ha poi affermato: "Nessuno che guardi realisticamente al nostro mondo d’oggi può pensare che i cristiani possano continuare a far le cose di ogni giorno, ignorando la profonda crisi di fede che è sopraggiunta nella società, o semplicemente confidando che il patrimonio di valori trasmesso lungo i secoli cristiani possa continuare ad ispirare e plasmare il futuro della nostra società".

Parola speciale. Ciascuno di noi, ha proseguito il Papa, "secondo il proprio stato di vita, è chiamato ad operare per la diffusione del Regno di Dio impregnando la vita temporale dei valori del Vangelo" e "ciascuno di noi ha una missione, ciascuno è chiamato a cambiare il mondo, ad operare per una cultura della vita, una cultura forgiata dall’amore e dal rispetto per la dignità di ogni persona umana". Benedetto XVI ha quindi rivolto una "parola speciale" ai molti giovani presenti, rammentando che "solo Gesù conosce quale ‘specifico servizio’ ha in mente per voi"; per questo, "siate aperti alla sua voce che risuona nel profondo del vostro cuore: anche ora il suo cuore parla al vostro cuore". Dopo aver ricordato tutto ciò di cui ha bisogno Cristo per realizzare l’uomo e servire la Chiesa, il Santo Padre ha concluso invitando i giovani ad unirsi a lui nella Gmg di Madrid 2011: "Chiedete a Dio cosa ha in mente per voi! Chiedetegli la generosità di dirgli di sì! Non abbiate paura di donarvi interamente a Gesù. Vi darà la grazia necessaria per adempiere alla vostra vocazione".

(18 settembre 2010)

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