Sui giornali inglesi

JOHN HENRY NEWMAN

Liberale o conservatore, a favore del Papa o campione del dissenso, omosessuale o eterosessuale. È vicino ormai il momento – sarà il 19 settembre prossimo – in cui papa Benedetto XVI proclamerà beato John Henry Newman e una carrellata degli articoli comparsi negli ultimi mesi mostra che la stampa gli ha dato ampio spazio. Persino il quotidiano di “sinistra” “Guardian” ha difeso Newman dall’accusa di omosessualità con un articolo firmato da Jack Valero, l’addetto stampa della beatificazione. Da Ruth Gledhill, corrispondente religiosa del “Times”, a Christopher Howse, commentatore del “Telegraph”, la stampa britannica racconta un Newman profondissimo, difficile da capire per la nostra epoca. Ecco alcuni spunti.

Una battaglia per l’anima di Newman. Nel suo articolo pubblicato ormai quattro mesi fa Ruth Gledhill ha tracciato le linee principali del dibattito che sarebbe seguito sulla stampa. In “Church factions locked in theological battle for the soul of Cardinal Newman” (Le fazioni della Chiesa impegnate in una battaglia teologica per l’anima del cardinale Newman), uscito il 7 maggio scorso, la corrispondente religiosa spiega che Newman è conteso tra conservatori e liberali e per prima rilancia nel dibattito anche l’idea che Newman fosse omosessuale perché aveva voluto essere seppellito col suo amico di lunga data Ambrose St. John.

No all’opposizione tra dogma e coscienza. Nel cuore del dibattito riguardo al card. Newman conteso tra dogma e coscienza, entra Christopher Howse, con un articolo pubblicato il 10 luglio sul “Daily Telegraph”, il più venduto quotidiano britannico. Alla domanda se Newman fosse un dissidente – questo è proprio il titolo dell’articolo, “Was Newman a dissident?”, “Era Newman un dissidente?”- Howse risponde di no. Nel 1870, proprio quando fu proclamato il nuovo dogma della infallibilità papale che avrebbe potuto attirare il suo dissenso, Newman aveva affermato che tale dogma “era una verità necessaria da credere”. La coscienza porta al dogma. Il giornalista del “Telegraph” spiega nel suo articolo che una coscienza retta dovrebbe essere aperta ad accogliere la luce gettata dai dogmi di fede, come dice il catechismo della Chiesa Cattolica.

La tomba inquieta. Recensita ampiamente dalla stampa britannica, è stata pubblicata in questi mesi dall’editore Continuum una nuova biografia del card. Newman dal titolo, “Newman’s unquiet grave. The reluctant saint”, ovvero “La tomba inquieta di Newman. Il santo riluttante”. Per l’autore, John Cornwell, il card. Newman era un dissidente. Un cattolico, spesso polemico nei confronti della Chiesa, autore di un volume “Hitler’s Pope” nel quale accusa Pio XII di aiutare la legittimizzazione del regime nazista in Germania. Ragione per cui, il biografo Cornwell sostiene che “Newman era sicuramente un dissidente”.

Il sospetto di omosessualità. A chiarire perché Newman non possa essere considerato un omosessuale è invece Jack Valero, responsabile dei rapporti con i media per la beatificazione, in un articolo pubblicato dal quotidiano Guardian l’8 luglio scorso, intitolato “The sad demise of celibate love”, “La triste scomparsa dell’amore celibatario”. L’esumazione ha avviato l’accusa di omosessualità. Valero spiega come è nato il sospetto di omosessualità e ricorda che risale al tempo della esumazione della salma. Nell’ottobre di due anni fa, la Chiesa decise di trasferire i resti di Newman in un sarcofago di marmo nell’oratorio di Birmingham per dare ai fedeli che volevano rendergli omaggio un facile accesso al futuro beato. Poichè Newman aveva chiesto di essere sepolto con l’amico Ambrose St.John, l’attivista gay Peter Tatchell insinuò subito che l’esumazione fosse dovuta alla volontà di nascondere l’omosessualità di Newman. Secondo Valero però, per il card. Newman era persino impossibile concepire l’idea dell’omosessualità, una categoria a lui sconosciuta. Ripercorrendo gli scritti e la vita di Newman, Valero scopre che il futuro beato era convinto che Dio voleva che conducesse una vita da celibe. La triste verità – commenta Valero – è che le intense amicizie che Newman coltivava con altri uomini sono impensabili per la nostra epoca che sospetta subito si tratti di rapporti omosessuali. “Questo tipo di amore celibatario ha sfidato molte epoche, ma la nostra sembra aver abbandonato la battaglia”, scrive Valero.

Un ottimo pastore. A spiegare il lato pastorale di Newman, di solito famoso come teologo, è mons. Michael Sharkey in un articolo intitolato “Cardinal John Henry Newman. A very English saint”, apparso sul numero di settembre della pubblicazione mensile”Bible alive”. Erano in centinaia a sentire le sue prediche ad Oxford. Sharkey spiega che, già da vicario anglicano della chiesa di St.Mary’s ad Oxford, Newman attirava centinaia di studenti con le sue prediche. Riformò poi la Chiesa di Inghilterra ricordando ai suoi pastori, che erano impegnati come intellettuali ma trascuravano la cura spirituale e pastorale delle anime a loro affidate, che dovevano rispondere a Dio e non allo stato della loro missione.

(08 settembre 2010)

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