Generazione in ricerca

TESTIMONI DIGITALI

"I profili della generazione digitale" è il titolo della tavola rotonda che si è tenuta durante la seconda giornata del convegno "Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era cross mediale" (Roma, 22/24 aprile). Relazioni e socialità. I "riservati" che ne fanno un uso "limitato e disincantato"; gli "ipersocievoli" sempre "connessi con la propria rete di contatti"; i "collezionisti", con un uso "quasi compulsivo" per esibire i propri contenuti e allargare la cerchia di amicizie; i "conviviali" che vogliono "incrementare" e "approfondire" le proprie relazioni: questi i quattro profili dei giovani che utilizzano i social network, soprattutto Facebook, delineati in una ricerca condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e presentata ieri. Lo studio illustra la centralità dei social network nella costruzione di relazioni e socialità, soprattutto tra i giovani, per i quali sono sempre più "indispensabili". Secondo lo studio "i ragazzi sono più intelligenti e moderati nell’utilizzo di tali strumenti di quanto certe rappresentazioni mediali vogliano far passare": "Spesso le critiche ai sociali network risentono, da una parte di un velato conservatorismo e luddismo – ha affermato Simone Carlo, uno degli autori della ricerca -, dall’altra di un certo pregiudizio da parte degli adulti nei confronti di un mondo che ancora capiscono in parte". Infatti, per la maggior parte dei giovani, i social network "sono acceleratori e organizzatori di relazioni e socialità", con "la capacità di arricchirsi di affettività e significati profondi".Generazione digitale. Sono giovani tra i 14 e i 29 anni: dimostrano una progressiva disaffezione per la lettura e la stampa come strumento informativo, e se la tv resta centrale come fonte privilegiata per informarsi su avvenimenti ed attualità politica, al tradizionale canale televisivo, i giovani amano affiancare altri media come pagine web, blog, forum e social network. Ecco il profilo della "generazione digitale" che emerge dalla relazione presentata da Massimo Scaglioni, ricercatore dell’Università Cattolica di Milano. Nella fascia di età analizzata sta prendendo piede quello che il ricercatore ha definito come il "media multi-tasking", una "cultura della convergenza" intesa come utilizzo contemporaneo di tv e rete, di vecchi e nuovi strumenti di connessione. Indicativo da questo punto di vista è anche l’utilizzo di Facebook, impiegato sempre più spesso dai giovanissimi (17-19 anni) come luogo di scambio di spezzoni divertenti o significativi di fiction o estratti di reality e dai soggetti di fascia 25-30 anni come strumento per commentare i momenti salienti di alcuni programmi. Quali? I dati Auditel sulle 100 emissioni in chiaro più fruite dai giovanissimi (15-24 anni) mette ai primi posti "I Cesaroni", "Grande Fratello", "Striscia la notizia". A seguire "Scherzi a Parte" e "Amici di Maria de Filippi".Rischi e opportunità. Cellulari, Microsoft Messanger e Facebook. Rischi e opportunità delle piattaforme mediatiche attraversate dai giovanissimi sono stati al centro dell’intervento di Matteo Tarantino, dell’Università Cattolica di Milano. Questi mezzi mediatici "pongono il soggetto nella condizione di esprimersi liberamente, senza timore di essere giudicato" e "creano intorno al soggetto un ambiente sicuro, protetto in cui possa sentirsi a proprio agio" perché "mettono il soggetto nella condizione di creare dei processi relazionali". Nel campione analizzato, ha aggiunto Tarantino, emergono però anche una serie di rischi. C’è anzitutto "il rischio di pubblicità di azioni e comportamenti"; attenzione, poi, al "rischio di fuga di notizie di natura privata". Per non parlare del "rischio per il soggetto di divenire oggetto di commenti e giudizi". Il ricercatore ha anche stilato una "gerarchia di massima" del grado di "intimità" garantito dalle diverse piattaforme mediatiche. In questa gerarchia al cellulare è attribuito il primato di intimità; Msn viene considerato come "territorio di mezzo" (comunque la più intima fra le piattaforme web) e Facebook come lo strumento meno intimo e più problematico di tutti. Quest’ordine replica anche la cronologia dei percorsi di adozione che vedono l’impiego del cellulare nella preadolescenza, di Msn durante l’adolescenza e di Facebook intorno ai 18-20 anni.

(23 aprile 2010)

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