Buone notizie dai giovani

TESTIMONI DIGITALI

"La centralità della dimensione relazionale" è la buona notizia che viene dallo scenario digitale abitato dai giovani. È quanto emerge da una ricerca sui giovani nello scenario digitale presentata oggi (23 aprile) al convegno Cei "Testimoni digitali", da Chiara Giaccardi, docente di sociologia della comunicazione all’Università Cattolica di Milano. "Gli spazi della rete – ha detto la sociologa – non sono luoghi utopici dove proiettare il desiderio di un mondo totalmente altro ma neppure luoghi autonomi e discontinui dalla dimensione esistenziale concreta. La costruzione di identità e la manutenzione delle relazioni rivelano, invece, una stretta relazione e continuità tra online e offline, tanto che si può dire che la diffusione dei social media inaugura un modo socialmente orientato – da parte dei giovani – di abitare il continente digitale. La continuità tra online e offline è dunque positiva". La ricerca è basata su 50 interviste telefoniche semistrutturate, della durata di 60-75 minuti, somministrate a un campione di 50 ragazzi (25 maschi e 25 femmine) tra i 18 e i 24 anni, su tutto il territorio nazionale, equamente ripartiti tra studenti e lavoratori, abitanti i piccoli centri e grandi città.

Continuità offline/online. Tra i risultati della ricerca, emerge con chiarezza la continuità offline/online come articolazione di un unico spazio di esperienza dei soggetti intervistati (senza, quindi, rapporti patologici di sostituzione o surrogato). Emerge molto chiaramente il ruolo delle precondizioni strutturali (provenienza geografica, status di studente o lavoratore, dotazione tecnologica, gender), che influiscono sugli usi e sulle pratiche: la rete, per quanto ambiente smaterializzato, risente delle condizioni materiali che caratterizzano l’esistenza dei soggetti. Gli studenti, ad esempio, sono orientati all’esplorazione ed estensione delle reti di relazione; i lavoratori, invece, sono orientati a reti sociali più ridotte, gerarchizzate e consolidate, strutturate attorno alle attività svolte dal soggetto. I primi fanno un uso ambientale delle tecnologie (connessione costante) per il monitoraggio delle cerchie amicali, l’organizzazione di eventi, l’alfabetizzazione alla vita universitaria; i secondi hanno un rapporto funzionale e strumentale con le tecnologie, avendo minore quantità di tempo da investire nell’uso.

L’età degli utenti. L’uso delle diverse tecnologie è legato anche alle fasce d’età degli utenti. L’adozione del cellulare avviene negli anni delle scuole medie, o nel passaggio tra le scuole medie e le superiori (spesso come regalo di promozione) o come regalo per la Cresima. Il computer e la connessione Internet flat, e quindi i primi servizi di comunicazione interpersonale (come Msn, e ancora prima alcune chat) arrivano durante il percorso scolastico delle superiori. E, infine, il salto tra la scuola superiore e l’università diventa il momento cruciale per l’adozione di Facebook, se non avvenuta in precedenza: ogni età sembra essere caratterizzata dalla centralità di un diverso strumento, che entra nell’universo costituito dai precedenti, integrandovisi. È la rete degli amici (nuovi e vecchi) l’ambiente all’interno del quale si articolano processi imitativi e di "consiglio" che fanno avvicinare a taluni strumenti. È quasi una "innovazione di gruppo" che porta all’adozione, per esempio, dei social network o di Msn.

La relazione prima di tutto. Ci può essere un uso specifico o indistinto delle diverse piattaforme. La specificità dei servizi è legata sia alle diverse cerchie di amicizie, sia alle caratteristiche tecniche dei servizi: su Msn sono tendenzialmente presenti gli amici più intimi, su Facebook anche quelli più lontani; Msn viene utilizzato anche per le videochiamate, Facebook per scambiarsi contenuti, attraverso la condivisione di link e segnalazioni; il cellulare continua ad avere la meglio nelle comunicazioni out-door, specie nell’utilizzo dei messaggi e soprattutto in chiave organizzativa. I giovani gestiscono le proprie relazioni online secondo quattro modalità: relazionale-organizzativa (finalizzata all’incontro offline); relazionale-denotativa (il conversare su qualcosa); relazionale-monitorante (vedere cosa fanno gli altri) e relazionale-fàtica (chiacchierare senza altro scopo che mantenere la relazione). La dimensione fàtica si è rivelata centrale nella costruzione e stabilizzazione del "luogo comune", di un senso di "essere-con" che supera sia la strumentalità sia l’individualismo. Il valore relazionale sembra avere la meglio sia sulla performance, sia sulla consultazione, sia sull’intrattenimento. La centralità della relazione è evidente anche nelle dinamiche del riconoscimento e nel ruolo della fiducia come chiave di accesso alle cerchie sociali. Detto in altri termini, non è l’ambiente tecnologico che determina i modi delle relazioni, ma è la relazione che dà forma all’ambiente, unificando spazi diversi in un unico mondo relazionale. Si registra anche una sensibilità al contesto da parte dei giovani, sia come ambiente relazionale (in cui evitare l’eccesso individuale e il conflitto) sia come spazio comune (da mantenere animato, anche attraverso una comunicazione semplicemente fatica), che si traduce in comportamenti orientati all’armonia piuttosto che al narcisismo, e nella definizione implicita di un’etichetta dell’abitare gli spazi digitali.

(23 aprile 2010)

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