Le e-mail in monastero

Testimoni digitali

L’annuncio campeggia sulla home page del sito della diocesi di Bolzano (www.bz-bx.net): “Preghiamo per voi”. Sopra, una foto delle monache cistercensi del “Mariengarten” di San Paolo/Appiano (Bz); sotto, alcune domande: “Cosa vi preoccupa? Che cosa volete chiedere al Signore? Cosa vi procura gioia? Per che cosa volete ringraziare il Signore?”. E poi un link per mandare in automatico la mail alle 12 sorelle che, ricevutala nella casella di posta elettronica, la stampano e la mettono in bacheca. E ogni, giorno, all’ora del vespro pensano la loro preghiera che poi destineranno durante la messa ai fedeli che si rivolgono a loro in questa forma nuova e originale di comunicazione. Anche nell’estrema periferia a nord dell’Italia, dunque, l’Alto Adige, si sperimentano le nuove forme di comunicazione via web. La badessa di Appiano, suor Irmengard Senoner, spiega che “effettivamente il servizio è attivo da cinque anni, ma solo nelle ultime settimane, per via del rifacimento del sito internet della diocesi, la notizia è stata messa in bella evidenza”.

Molti chiedono una preghiera. Chi sono le persone che indirizzano le loro mail alle suore di Appiano? “Sono uomini, donne, padri e madri di famiglia che hanno un familiare malato – risponde la superiora – o per i motivi più disparati, perché magari hanno perso il lavoro oppure perché cercano marito o moglie. È uno spaccato di umanità”. Perché chiedere, allora, a delle suore di pregare per i propri affanni? “Questo è sempre accaduto – ammette suor Irmengard – solo che prima le intenzioni le si ricevevano in modalità diverse, magari venivano lasciate sulla porta del convento, oppure in portineria, non è cambiato niente, solo il mezzo, dato che se si crede nella preghiera, se si è convinti che Dio ci ascolta, occorre pregare, ma alcuni non sanno farlo o credono di non saperlo farle, e allora chiedono aiuto a noi”.
Queste monache altoatesine, sono di clausura, secondo le costrizioni dell’ordine cistercense: preghiera, lectio divina e lavoro. Anche se il canto dell’Ufficio divino resta l’opera principale. Parlano in tedesco le suore nel monastero, gestiscono una scuola media in lingua tedesca e un convitto per convittrici e semiconvittrici.
Il loro monastero è nato nel 1883 dall’abbazia cistercense di Lichtenthal a Baden-Baden in Germania con un motivo storico ben preciso: le consorelle di Lichtenthal temevano giustamente la soppressione, che era prevista al tempo di Bismarck negli anni del “Kulturkampf”. Trovarono un posto nell’Impero austro-ungarico, dove vigeva maggiore tolleranza e qui sono rimaste.

Ogni giorno 12 richieste. Con questa scelta di internet dimostrano di avere un occhio attento alla modernità. “L’idea di ricevere le intenzioni via mail – riprende suor Irmengard – non è stata nostra ma del responsabile dell’Ufficio stampa della curia, Martin Pezzei. Noi abbiamo accettato di buon grado”. Non c’è pericolo che possa esserci in questo modo una spersonalizzazione? “Direi proprio di no – risponde la badessa – perché la forma anonima esisteva già prima di internet. Piuttosto, è un modo per raggiungere più persone. E poi – aggiunge – forse è anche meglio non rimanere in contatto, perché Dio sa di che cosa le persone che ci chiedono di pregare hanno bisogno. Noi ci mettiamo la nostra preghiera, il resto lo farà lui”. Da quando il sito della diocesi ha messo in evidenza questa iniziativa sono aumentate le mail: “Generalmente sono 3 o 4, ma in questi giorni siamo arrivati anche a 12 in un giorno”. Internet, insomma, non è visto come uno strumento pericoloso: “Anche il Papa – aggiunge suor Irmengard – ha detto che deve essere visto come un dono di Dio. È uno strumento importante e raggiunge tante persone. Credo che tutto quello che si può fare per diffondere la fede e per dare testimonianza si deve farlo. Una volta c’erano solo i libri e i giornali, ma oggi ci sono anche questi strumenti dai quali non si può prescindere”.

È sempre una comunità orante. Ma il mezzo informatico può cambiare anche il modo di essere comunità per un gruppo di suore? “Direi proprio di no, noi siamo quelle che eravamo prima – dice la badessa – solo che usiamo internet, tutto qui”. È successo solo con una persona di rimanere in contatto: “Era un caso molto particolare, in cui si è instaurata corrispondenza. Altrimenti rispondiamo con un ‘tanti auguri, preghiamo per te'”. E per dimostrare che con il mezzo informatico ci sanno fare hanno anche un sito (www.mariengarten.it), che in questi giorni è in fase di ristrutturazione e si possono trovare solo delle informazioni generali.

(24 marzo 2010)

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