La saggezza on line

Testimoni digitali

“Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola”. È il titolo del messaggio di Benedetto XVI per la 44ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (16 maggio 2010). Nel testo il Papa “pone in primo piano la riflessione su un ambito pastorale vasto e delicato come quello della comunicazione e del mondo digitale, nel quale vengono offerte al sacerdote nuove possibilità di esercitare il proprio servizio alla Parola e della Parola”. Una riflessione da tempo condotta dal Papa, dal Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali e dalla Chiesa italiana. Vi contribuirà anche il convegno “Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era cross mediale”, che si terrà a Roma, dal 22 al 24 aprile, per iniziativa della Cei. Tra le diverse esperienze di sacerdoti on line, che raccolgono documentazione, contatti, testi utili per l’approfondimento personale e pastorale, un punto di riferimento è don Giovanni Benvenuto, parroco della diocesi di Genova, ideatore di Qumran2.net (banca dati di materiale per la pastorale) e Pretionline.it (dove oltre 800 presbiteri italiani si mettono a disposizione per consulenze on line). In preparazione al convegno Cei il SIR lo ha intervistato.

Quali sono le attese per il convegno “Testimoni digitali”?
“L’attesa è che possa costituire un momento per assimilare l’appello che il Papa rivolge nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2010, invitando, ancora una volta, ad utilizzare lo strumento informatico per veicolare il Vangelo. La speranza è che l’appuntamento di aprile sia un’ulteriore conferma della volontà di camminare sul tema della ‘testimonianza digitale’, come il titolo del convegno appunto recita”.

Cosa significa essere “testimone digitale”?
“Significa desiderare di comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, con ogni strumento di comunicazione. È chiaro che, quando parliamo di testimonianza, intendiamo un qualcosa che va oltre alla semplice trasmissione di contenuti. Per questo, l’espressione ‘testimone digitale’ non può essere slegata da una testimonianza di vita. Ora sappiamo che nell’ambito digitale non sempre è possibile testimoniare la propria vita perché i contatti sono a distanza, non ci si conosce direttamente. Però già soltanto il fatto di mettersi in discussione ed entrare in questo nuovo contesto è una bella testimonianza all’uomo d’oggi: essere disposti a percorrere queste nuove strade senza paure, prendendole come un’opportunità di conoscere e incontrare nuove persone”.

Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie sono tante, ma altrettanti sono i rischi…
“Questo è tipico di qualunque strumento che, per definizione, è qualcosa di cui ci si serve. Per cui può essere utilizzato bene o male. Il Vangelo dice che i figli delle tenebre a volte sono più scaltri dei figli della luce. Quindi, è importante essere presenti in questi nuovi strumenti di cui non bisogna avere assolutamente paura. Anzi: occorre educare i sacerdoti e gli operatori pastorali ad utilizzare bene questi mezzi che rappresentano una grande opportunità per diffondere il Vangelo”.

Nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali il Papa invita, tra l’altro, i sacerdoti ad annunciare il Vangelo attraverso le nuove tecnologie. Ha già avuto modo – e come – di sperimentare questa indicazione?
“Nel 1997 ho creato il sito Pretionline.it, poiché tanti sacerdoti erano già presenti in Internet. C’era il desiderio di mettersi in contatto e, nello stesso tempo, rendersi disponibili ad essere contattati da chiunque. Lo scopo del sito è duplice: dare la possibilità ai sacerdoti d’incontrare altri preti e religiosi ed essere contattati da chi ne abbia desiderio. Attualmente i sacerdoti e i religiosi iscritti sono circa 800: per ogni presbitero sono indicate le rispettive competenze, e anche il tempo in cui s’impegna a inviare una risposta a chi gli scrive. Un modo per dire: ecco, noi ci siamo, siamo disponibili se volete dialogare, se volete parlare; noi siamo qui a disposizione”.

Come utilizzare il web per l’evangelizzazione e la catechesi? Il trovare tutto e subito nella rete non può penalizzare lo studio, la ricerca, la creatività?
“Da sempre esistono i sussidi pastorali, ora facilmente reperibili in Internet: in diversi siti si trovano commenti al Vangelo, omelie, schemi per incontri di preghiera, per attività con i bambini ecc. Sicuramente questa grande disponibilità di risorse on line può impigrire; comunque sia, sta sempre all’intelligenza di una persona servirsi di questi strumenti adattandoli alla propria realtà. Non bisogna, però, dimenticare le tante e nuove opportunità: ad esempio, Qumran2.net, che è una banca dati di materiale per la pastorale, è consultato da tanti missionari, che ci ringraziano perché altrimenti non avrebbero a disposizione sussidi per approfondire certe dinamiche, per trovare nuove idee per la pastorale”.

I diversi “linguaggi” dell'”era crossmediale” chiedono anche un nuovo linguaggio per comunicare?
“Chiedono un nuovo sforzo di apertura, di disponibilità. Però, credo che la cosa più importante sia cercare di calarsi in questa nuova mentalità con uno stile partecipativo, collaborativo, disposto al dialogo e all’incontro”.

(10 febbraio 2010)

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