Lettera ai bambini

Testimoni digitali

Una “lettera aperta ai bambini digitali” per preparare anche loro al convegno Cei “Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale” (Roma, 22-24 aprile 2010). A scriverla è don Fortunato Di Noto, parroco e presidente dell’associazione “Meter onlus” (Associazionemeter.org). “Cari bambini – spiega il sacerdote nel testo, disponibile sul portale ufficiale dell’evento (Testimonidigitali.it) – ho pensato di scrivervi questa lettera per comunicarvi che voi più piccoli (o, come vi chiamano gli esperti ‘nuovi nati digitali’), sarete i nuovi annunciatori e portatori di Gesù nel web. Perché è proprio vero, e ne sono convinto: i bambini salveranno la bellezza del web e la vera comunicazione del Vangelo nell’era digitale”.

Un incontro per… “La Chiesa italiana – fa sapere don Di Noto ai bambini – si sta preparando a vivere un momento d’incontro a Roma dal 22 al 24 aprile”; questo evento “culminerà nell’udienza da papa Benedetto XVI, il quale si rivolgerà ai ‘testimoni digitali’, cioè a tutti coloro che utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione per annunciare il Vangelo all’uomo globalizzato”. Durante il convegno, prosegue il sacerdote, “si rifletterà insieme su come utilizzare bene tutti gli strumenti di navigazione che la tecnologia ci offre, non solo per chattare (perdendo solo del tempo!), ma soprattutto per lo studio e per la didattica, per la solidarietà e per l’annuncio dell’amico Gesù, il Figlio di Dio, che tutti voi (come noi) avete incontrato e al quale siete felici di appartenere”.

Attenzione ai falsi amici. Tanti bambini, ricorda il parroco, “hanno ormai il cellulare e navigano su Internet (circa il 90% dei minori, solo in Europa). Si naviga e si gioca, si scrive e si studia, si guardano i film e si leggono libri e riviste. Ci s’incontra con gli amici, quelli veri (vi ricordate il detto ‘chi trova un amico, trova un tesoro’?, ma attenzione, capita spesso che su Internet si facciano incontri di falsi amici che vogliono farvi del male), e se ne cercano tanti altri”. Insomma una “cosa bellissima”: “Chi di noi non vorrebbe avere un amico, e in casi significativi qualche minore ha trovato anche la gioia di essere ascoltato nelle giornate di profonda solitudine e amarezza”.

Tante opportunità. Il mondo digitale, prosegue don Di Noto, “è bello veramente. Su Internet si può incontrare anche Gesù, che parla attraverso la Parola di Dio (chi di voi sa che esistono tanti siti adatti a questo?) oppure attraverso le pagine web della tua parrocchia, del tuo gruppo. Pensate a una chat solo per voi, fatta per incontrarvi e discutere delle ‘cose del Padre mio’ (come dice Gesù stesso), o sui social network dove possiamo creare dei ‘gruppi per stare insieme’, e anche su Youtube per caricare dei filmati su attività di solidarietà e diffondere un messaggio di pace”.

Nuovi linguaggi. “Chi di voi, cari bambini – chiede don Di Noto -, non ha un profilo su Facebook o non sa tradurre le faccine (linguaggio universale) chiamate anche ‘emoticons’? Per dire che sto pregando, oppure che ho incontrato il vescovo ed anche che ti voglio tanto bene”. Si tratta, spiega il sacerdote, di “nuovi linguaggi”: “Attraverso le immagini si comunica pensando e parlando di Gesù”. È quanto accadeva, afferma il presidente di “Meter onlus”, “anche ai primi cristiani, i quali comunicavano attraverso dei segni che rimandavano al significato dell’Eucaristia e della preghiera. E li incidevano dovunque: sui muri, nelle pergamene, nelle tombe e nelle case”. Erano “emoticons” del “2° e 3° secolo dopo Cristo”, che “rimandavano al senso della vita, della fede, della resurrezione. Non solo una semplice emozione: raccontavano la vita cristiana”.

Il reale non esclude il virtuale. I bambini, secondo don Di Noto, sono “i primi ad essere coinvolti in questo nuovo e affascinante mondo digitale e noi adulti dobbiamo responsabilizzarci per aiutarli ad incarnare, attraverso Internet, col vivere bene con gioia ed entusiasmo, l’essere di Gesù”. Per il parroco, “sarà una bella e nuova avventura essere ‘bambini che diffondono Gesù’ nelle chat, attraverso un sito (magari quello della parrocchia), ed anche attraverso un sms mattutino agli amici, non solo per dire ‘ciao’, ma per scrivere una frase del Vangelo”. I “bambini digitali”, conclude, “saranno i portatori di Gesù nel web. Perché è proprio vero: i bambini salveranno la bellezza del web e la vera comunicazione del Vangelo”. Un’ultima raccomandazione: “Non dimenticate mai di andare a Messa (in parrocchia), confessarvi (con il parroco e non on line), pregare e vivere insieme realmente. Perché il reale non esclude il virtuale”.

(05 febbraio 2010)

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