Passaggio cruciale

"VISITA AD LIMINA"

La fede nel quotidiano. “Nella mia esperienza tocco continuamente con mano il profondo radicamento popolare delle Chiese del Nord Est. È un dato di cui abbiamo parlato spesso in seno alla nostra Conferenza episcopale: il Nord Est rivela una sorprendente tenuta di un dinamico popolo di Dio, che vive con fede il proprio quotidiano”. È questa la percezione del card. Angelo Scola, patriarca di Venezia e presidente della Conferenza episcopale della Regione ecclesiastica del Triveneto.

“Quando celebro l’Eucaristia, almeno un quinto, se non un quarto, degli abitanti è fisicamente presente alla messa con il patriarca. Incontro persone e realtà profondamente dedite alla famiglia e all’educazione dei figli, capaci di una condivisione straordinaria verso le situazioni di sofferenza fisica e morale; altri sono impegnati con intelligente dedizione nel volontariato”. Il card. Scola riconosce, inoltre, un’attenzione speciale verso i bambini e i ragazzi. “Ma incontro anche uomini e donne impegnati negli ambienti di lavoro non senza un riferimento, talora esplicito, alla visione cristiana della vita. In Italia spesso circola un’idea superficiale di secolarizzazione che trascura questi dati, che, invece, sono reali. Certamente questo cristianesimo popolare chiede di essere ulteriormente rigenerato”.

Dalla “convenzione” alla “convinzione”. Il Triveneto del terzo millennio, tuttavia, non manca di contraddizioni e questioni aperte. “La preoccupazione più acuta che sempre emerge tra vescovi, sacerdoti e laici impegnati, è quella di saper accompagnare il nostro popolo nel passaggio travagliato, in atto da qualche decennio, da un cristianesimo vissuto come convenzione a un cristianesimo che è da guadagnare come convinzione, nella libertà di ogni persona”. Secondo il card. Scola, si tratta di un passaggio cruciale, che implica un approfondimento della esperienza cristiana che giunga fino a lasciarsi educare al pensiero di Cristo. “Non è certo casuale – spiega il patriarca di Venezia – la scelta operata in questi anni dalle nostre Chiese del Nord Est nel campo dell’iniziazione cristiana, ancora troppo spesso intesa come una sorta di dopo-scuola, per restituirla alla sua fisionomia originale: quella di essere un’introduzione ed un accompagnamento all’incontro con Cristo nella comunità cristiana”.

Sensibilità culturale nuova. In positivo, viene rilevato come sia cresciuta la consapevolezza che la comunità cristiana è un soggetto educativo per eccellenza. “La Chiesa – chiarisce il card. Scola -è chiamata a educare permanentemente, cioè ad aiutare uomini e donne ad affrontare, secondo il pensiero di Cristo, tutte le espressioni dell’esistenza. Questa prospettiva sta generando una sensibilità culturale nuova che viene a completare la solida e feconda tradizione di lavoro caritativo e sociale presente nelle nostre Chiese”. In questo quadro, il cardinale sottolinea l’importanza dell’erezione della Facoltà Teologica del Triveneto e la nascita dello Studium Generale Marcianum.

Scheda della Regione ecclesiastica Triveneto

La Regione ecclesiastica del Triveneto è composta da quindici diocesi comprese nel territorio di Veneto, Trentino alto Adige e Friuli Venezia Giulia: si tratta delle diocesi di Adria-Rovigo, Belluno-Feltre, Bolzano-Bressanone (Bozen-Brixen), Chioggia, Concordia-Pordenone, Gorizia, Padova, Trento, Trieste, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto. Vi abitano in totale 6.487mila abitanti in un territorio di oltre 40mila metri quadrati, in gran parte montagnoso. Le parrocchie sono 3.367, i sacerdoti secolari sono 4.897, i regolari 2.104, i diaconi permanenti 264.

Il presidente della Conferenza episcopale Triveneto è il card. Angelo Scola, patriarca di Venezia. La storia della Chiesa nella Regione risale all’antica città romana di Aquileia, sede vescovile sin dal III secolo, da cui partì l’attività missionaria che portò alla cristianizzazione dell’Italia nordorientale. I testimoni scelti dalla Conferenza episcopale Triveneto per il Convegno di Verona sono stati i fratelli Flavio e Gedeone Corrà, martiri nel 1945 nel campo di sterminio di Flossemburg. (20 aprile 2007)

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