Una certa vivacità

"VISITA AD LIMINA"

Terra secolarizzata. “La Toscana è una Regione che gode di un buon livello di benessere, ma è anche una terra molto secolarizzata, quindi ci sono indubbiamente delle difficoltà per quanto riguarda la pratica religiosa, la tenuta della famiglia, le vocazioni: queste sono le preoccupazioni principali che abbiamo, come vescovi toscani”. A tracciare un quadro della situazione in Regione è il card. Ennio Antonelli.

“I seminaristi toscani – spiega il presidente della Conferenza episcopale toscana – sono in totale 118, distribuiti tra le varie diocesi in proporzione abbastanza variabile. In Toscana c’è poi ancora un numero considerevolissimo di religiosi e religiose, ma sono in gran parte anziani, per questo alcune congregazioni sono costrette a chiudere diverse case. Dovremo parlare quindi di come ripensare la presenza dei religiosi, perché sia una presenza significativa”.

“A proposito degli incontri che faremo durante la visita ad limina – prosegue il cardinale – ci sarà quello con la Congregazione per la dottrina della fede: il tema sarà il confronto tra la fede e la mentalità del nostro tempo, la difficoltà nel trasmettere i valori cristiani all’interno della cultura corrente, le realtà con cui dobbiamo fare i conti come il relativismo, la secolarizzazione, il pluralismo…”. Alcune priorità. Riguardo la partecipazione alla Messa i dati sono diversificati. “Nella diocesi di Firenze – spiega – si aggira intorno al 15%. In altre zone è leggermente più alta: Lucca, Pistoia, Prato, Fiesole, Arezzo. Credo che sia leggermente più bassa invece nella fascia costiera: Pisa, Livorno, Grosseto, anche Siena. Credo anche che, in generale, nelle diocesi più piccole la situazione sia migliore che in quelle grandi”. Se si considerano alcuni “indicatori”, come la frequenza dell’ora di religione o la percentuale di matrimoni religiosi, la Toscana appare piuttosto indietro rispetto ad altre zone d’Italia.

Su questo il cardinale indica quali sono le strade da battere: “Il nostro compito è soprattutto quello di evangelizzare e far conoscere e amare il Signore Gesù. Una delle priorità è senz’altro la pastorale della famiglia, il coinvolgimento delle famiglie nell’iniziazione cristiana dei bambini, l’accompagnamento dei fidanzati… E poi la pastorale universitaria (60mila studenti solo a Firenze), il coinvolgimento dei giovani con strumenti nuovi, come abbiamo fatto a Firenze aprendo su Internet il forum Iabbok.it, e l’impegno di una presenza cristiana nelle scuole”. Una certa vivacità. Cosa caratterizza la nostra religiosità? C’è un modo “toscano” di vivere la fede? “In generale – risponde mons. Antonelli – c’è una certa vivacità nella partecipazione alla vita della Chiesa, c’è il desiderio del confronto, del dibattito. Ci sono parrocchie molto attive, c’è grande impegno nel volontariato, nelle attività caritative. Forse ci sarebbe bisogno di una testimonianza cristiana più forte negli ambienti di vita: nella scuola, nel lavoro, nella vita culturale, sociale, politica. Una testimonianza coraggiosa, capace di iniziativa, di proposta: ed è un compito che spetta in particolare ai laici. Sarebbe auspicabile da parte dei cattolici un maggiore coraggio, una maggiore capacità di fare opinione, di intervenire nei dibattiti pubblici, di offrire una lettura cristiana dei problemi e delle situazioni”.

L’appuntamento centrale della “visita ad limina” è l’udienza generale del Papa di mercoledì 18 aprile. “Dalla Toscana sono previsti oltre diecimila pellegrini, una bella cifra. Dopo l’incontro con il Papa celebreremo la Messa in San Pietro: questo è il cuore della visita, il suo significato più profondo. L’unità della Chiesa intorno a Pietro, alla roccia posta dal Signore: Pietro che, come diceva San Leone Magno, continua a vivere e ad agire attraverso i suoi successori. La tomba di Pietro è simbolo dell’unità della Chiesa, dell’unità della fede, della comunione ecclesiale. Io ho avuto la fortuna di celebrare la mia prima Messa a Roma nelle grotte di San Pietro: è stata un’esperienza molto emozionante, un brivido che ancora ricordo”.

Scheda della Regione ecclesiastica Toscana La Regione ecclesiastica Toscana è composta da 18 diocesi: Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Fiesole, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara-Pontremoli, Massa Marittima-Piombino, Monte Oliveto Maggiore, Montepulciano-Chiusi-Pienza, Pescia, Pisa, Pistoia, Pitigliano-Sovana-Orbetello, Prato, San Miniato, Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, Volterra. Presidente della Conferenza episcopale toscana è il card. Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze; vicepresidente è mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia.

Le parrocchie sono 2.475, i sacerdoti secolari 2.142, quelli regolari 849, i diaconi permanenti 246. La regione ecclesiastica copre un territorio di 22.500 chilometri quadrati; gli abitanti sono 3.653.061. Le Province sono 10: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato Siena; i Comuni 287. Il testimone scelto per il Convegno ecclesiale di Verona è stato Giorgio La Pira.

(12 aprile 2007)

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