Tra fatica e fiducia

"VISITA AD LIMINA"

Crocevia di popoli. “La Sicilia è il trattino di unione tra l’Europa e l’Africa, punto d’incrocio di culture e civiltà. Proprio la capacità di tolleranza, accoglienza e integrazione nel rispetto della propria identità e dell’altrui dignità costituiscono il carattere predominante, sociale e culturale, della nostra terra e della nostra Chiesa siciliana”. Così l’arcivescovo mons. Paolo Romeo, presidente della Conferenza episcopale di Sicilia. “La ricchezza che vogliamo condividere con il Papa, accanto al culto della famiglia e all’attaccamento al lavoro propri della Sicilia è appunto l’esperienza di questa nostra capacità d’accoglienza – dice Romeo – l’incontro tra noi e chi è venuto a conquistare ha generato grandi opere, che ancora oggi sono simbolo dell’integrazione. Ma mai i siciliani sono stati schiavi, mai un muro contro muro, mai arroccati dentro le fortezze. E questo continua tuttora: con i musulmani, ad esempio, il rapporto è meno doloroso che in altre zone, e questo da entrambe le parti”. E gli esempi sono tanti: “A Mazara da circa 15 anni, è attiva una scuola araba intorno alla quale non si è registrato mai alcun problema e la Facoltà teologica di Sicilia ha fatto del dialogo interreligioso un appuntamento ormai fisso”.

Un cuore di carne. Tra i problemi della Sicilia, mons. Romeo sottolinea in particolare la mancanza di lavoro: “Che fatica trovare un impiego! E questo porta a una continua emorragia. La fuga dei cervelli, lo sradicamento appare l’unica soluzione, mentre la povertà diventa terreno fertile per la criminalità e vince il vizio, il guadagno facile”. E se “economicamente la Sicilia ha seri problemi che si ripercuotono sulla convivenza e legalità” è breve il passo verso l’illegalità e le sue forme più dure e cruente, che mietono vittime. “Una situazione endemica”, come la definisce mons. Romeo. “Quale contributo dà la Chiesa? Da Agrigento il Papa ha detto: Convertitevi! E solo la Chiesa può farlo, solo la Chiesa può dare all’uomo un cuore di carne che conosca il rispetto, la fratellanza. Certo ci sentiamo piccoli, ma l’oceano è fatto di gocce. Noi ci facciamo portatori di solidarietà, rispetto, condivisione”.

Chiese domestiche. Dopo il Convegno di Verona, per il presule, appare sempre più urgente l’esigenza di portare la Parola di Dio. “È una questione di stile di evangelizzazione – dice Romeo – dobbiamo tornare per le vie del mondo, convocare e dare spazio ai laici, e farlo per le loro potenzialità, non certo per delega o per supplire: c’è uno spazio da occupare e un ruolo da riscoprire”. Questo, in primo luogo, in un settore definito dall’arcivescovo “di emergenza pastorale”. “La famiglia è il pilastro portante – dice il presidente della Cesi – ora la crisi che la investe non esonera neanche la Sicilia, anzi ci interpella. Ed è in questo campo che proponiamo con ancora più forza una rievangelizzazione”.

Sulla strada tracciata da Verona una proposta concreta. “Vorremmo formare formatori – spiega Romeo – a preparare ai sacramenti i giovani potrebbe essere una coppia che si occupi delle famiglie del proprio palazzo, o del proprio isolato o quartiere. Si devono creare Chiese domestiche. Come possiamo pensare di rilanciare la fede se non attraverso una task force capillare che raggiunga tutti?”. Laici motivati, dunque; e in tal senso nomi siciliani di chi ha segnato gloriosamente la via della santità non mancano. “Che Lucia e Agata, venerate in Sicilia – dice Romeo – ci siano d’esempio”.

Scheda della Regione ecclesiastica Sicilia

La Regione ecclesiastica Sicilia è composta da 18 diocesi: Acireale, Agrigento, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Cefalù, Mazara del Vallo, Messina-Lipari-S.Lucia, Monreale, Nicosia, Noto, Palermo, Patti, Piana degli Albanesi, Piazza Armerina, Ragusa, Siracusa e Trapani. Presidente della Conferenza episcopale siciliana (Cesi) è mons. Paolo Romeo, arcivescovo metropolita di Palermo; vicepresidente è mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo metropolita di Siracusa; segretario mons. Salvatore Di Cristina, arcivescovo di Monreale. Le parrocchie sono 1.810, i sacerdoti secolari 2.397, quelli regolari 1.128, le religiose 6.532. La regione ecclesiastica copre un territorio di 25.764 chilometri quadrati; gli abitanti sono 5.280.000. Le Province sono nove: Agrigento, Caltanisseta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani.

I Comuni sono 390. Dal punto di vista ecclesiale, la Buona Notizia è giunta nell’isola con l’inizio dell’evangelizzazione degli apostoli attraverso vie ordinarie e quotidiane come quelle del commercio e delle altre forme di comunicazione da sempre in corso tra i Paesi mediterranei. Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, il testimone scelto dalla Conferenza episcopale della Sicilia è stato Rosario Livatino, giudice di Canicattì (Ag) morto a 38 anni, il 21 settembre 1990, in un agguato mafioso, definito da Giovanni Paolo II “martire della giustizia e, indirettamente, della fede”.

(28 marzo 2007)

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