Segni di un futuro migliore

"VISITA AD LIMINA"

Fede e semplicità. “La Sardegna è una bellissima Isola, e chi come me viene dal Continente nota molto bene le particolarità dell’essere sardi con tutti i valori e limiti dell’isolamento – osserva mons. Giuseppe Mani -. A livello socio-culturale, la Sardegna vive un momento di apertura e di sviluppo che sta cominciando ora e, a livello religioso, vive un momento molto ricco, perché qui non è arrivata l’ondata della secolarizzazione che ha portato via tutto in tanti altri posti”. “In Sardegna – aggiunge il presule – davvero ho trovato una fede vera, teologale, che salva, l’ho trovata nelle persone semplici, nelle persone umili e povere che vivono quotidianamente nell’abbandono totale a Dio, soprattutto in certe zone, dove c’è maggiore persistenza di famiglie numerose”.

Questa particolarità sociale si manifesta nella “semplicità, sobrietà, dignità assoluta sostenuta dalla fede e nelle proprie profonde convinzioni e tradizioni. È straordinaria l’immagine degli anziani – continua mons. Mani – i centenari sono molti in Sardegna, credo che nella sola diocesi di Cagliari ce ne siano almeno una cinquantina, tutta gente che vive di fede e preghiera. È stato fatto uno studio internazionale, nel paese dove c’è maggiore longevità, Orroli, ed è risultato che denominatore comune di tutti i centenari sono l’ottimismo e la serenità che deriva dalla fede e dalla pace interiore”.

In cammino con i santi.
Industrializzazione nel rispetto della tradizione: è uno dei punti focali della società sarda d’oggi. “La Sardegna è ad un passaggio epocale: da una cultura agro-pastorale, con tutti i suoi valori, entra nell’era dell’industrializzazione dopo alcune esperienze del passato, con industrie non andate bene ed oggi in grossa difficoltà – sottolinea mons. Mani- ed è indubbio che anche la realtà agro-pastorale si muove verso una fase industriale. La qualità della vita in Sardegna è molto più alta che in Continente, proprio perché si porta dietro questa componente del contatto diretto con la natura che qualifica tutti gli abitanti dell’Isola, anche quelli delle città”.

La Sardegna, per l’arcivescovo di Cagliari, a livello religioso non ha subito l’ondata di secolarizzazione che caratterizza la società odierna: “Reggono le tradizioni di devozione pia, non vuote di senso, ma profondamente serie e radicate. Basta pensare che ci sono ancora le devozioni dei grandi santi portati dai vescovi esiliati dall’Africa e tutti i padri della Chiesa sono molto valorizzati e pregati”. Per mons. Mani “c’è anche un grande culto dei martiri. L’evangelizzazione cammina sulla devozione ai Santi, ci sono feste che fanno rimettere a posto la propria fede, aiutano a ridiventare cristiani.”.

Terra della speranza.
“Il Convegno di Verona che ha avuto al centro la speranza si incarna in Sardegna, terra della speranza – conferma l’arcivescovo – quando esploderà l’Isola non solo a livello turistico, diverrà l’Isola dell’Europa. Per questo cerchiamo di preparare un clero adatto, seguendo i seminaristi, facendo studiare loro le lingue, per affrontare un domani che sarà diverso, quando arriverà il grande turismo”. I segni di un futuro migliore “si intravedono, non ultimo per il grande lavoro vocazionale che produce ottimi frutti (35 teologi a solo a Cagliari) – conclude mons. Mani – e c’è l’impegno forte da parte di tutti di rifarsi ai santi sardi odierni: come Nicola da Gestori e Ignazio da Laconi, due cappuccini analfabeti, grandi mistici, in cui la gente si riconosce, con una devozione impressionante, specchio migliore della Sardegna. Grazia Deledda descrisse Sant’Ignazio da Laconi con il viso affilato, magro, oscuro in volto, curvo, con la barba ricciuta, la vera immagine del pastore sardo: in Sant’Ignazio, pastore sardo, grande mistico, a mio avviso, c’è la sintesi della terra, della cultura, della fede dei sardi”.

Scheda della Regione ecclesiastica Sardegna Sono dieci le diocesi della Regione ecclesiastica Sardegna: Cagliari, Iglesias, Lanusei, Nuoro, Oristano, Ales-Terralba, Sassari, Alghero-Bosa, Tempio-Ampurias, Ozieri. Presidente della Conferenza episcopale sarda (Ces) è l’arcivescovo metropolita di Cagliari, mons. Giuseppe Mani, vice-presidente è l’arcivescovo metropolita di Sassari, mons. Paolo Atzei, il segretario è l’ausiliare di Cagliari, mons. Mosè Marcia. Su una superficie di 24.452 chilometri quadrati, e per una popolazione di 1.682.054 abitanti, nella Sardegna ci sono 618 parrocchie, con 849 sacerdoti secolari, 310 sacerdoti regolari e 64 diaconi permanenti.

Le Province sono 8: Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, e dal 2001, istituite dalla Regione autonoma, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra, Olbia-Tempio, con complessivi 377 Comuni. L’Isola fu evangelizzata dai cristiani che, qui esiliati già all’inizio del III secolo, quali Callisto – futuro Papa – e Papa Ponziano, trovarono il luogo adatto per l’apostolato. Tra i primi vescovi si ricorda Lucifero di Cagliari che lottò contro l’arianesimo. Il testimone scelto dalla Ces per il Convegno ecclesiale di Verona è stata Antonia Mesina, martire della purezza a quindici anni.

(16 marzo 2007)

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