Nel segno della speranza

"VISITA AD LIMINA"

Nel dna la santità. “ C’è la santità nel dna del Piemonte, profondamente segnato in tutta la sua storia dai grandi santi sociali. E non si tratta di un aspetto ormai consegnato alla storia: basta pensare alla beatificazione, in calendario per il 14 aprile, di Luigi Boccardo, fratello di Giovanni Maria Boccardo, beatificato da Giovanni Paolo II nel 1998. È la prova che si tratta di un filone ancora vivo e fecondo, che molto ha da dire ai nostri giorni”. Parte dai santi sociali il card. Severino Poletto per descrivere il Piemonte, tuttavia “anche da noi, forse in misura anche più destabilizzante che nel resto d’Italia – osserva – si stanno subendo gli effetti di una secolarizzazione spinta, ma c’è uno zoccolo duro che tiene e che si fa forza, capace di approcciarsi al futuro con uno sguardo di speranza”.

Le emergenze: “Tutto è reso più difficile dai continui cambiamenti, economici e sociali oltre che culturali. Sono processi faticosi, che per gli italiani si traducono nello spettro della precarietà, mentre per chi arriva da lontano diventano ostacoli, spesso alti, per l’inserimento nel tessuto sociale”. Dal punto di vista economico, la crisi che aveva colpito la Fiat e più in generale l’anima industriale piemontese, sembra finalmente superata, “ma non si è trattato di un passaggio indolore: molti stabilimenti sono stati decentrati all’estero, c’è stato un salto di qualità nelle professionalità richieste che inevitabilmente ha creato forti criticità nei lavoratori e nelle famiglie. Se la crisi è passata, oggi la comunità si trova ancora a combatterne gli effetti e le conseguenze”.

Rinverdire la società. Il Piemonte merita di essere svecchiato. Così la pensano i vescovi piemontesi, e non a caso il card. Poletto tra i problemi che il territorio deve risolvere parte dal “calo sensibile della natalità. Non è un fenomeno nuovo, ma ormai è diventato prolungato e dunque sempre più preoccupante”. Accanto a esso, il presidente della Cep chiama in causa la carenza di vocazioni, l’immigrazione (“un fenomeno davanti al quale non sempre ci facciamo trovare pronti”), e poi l’attenzione della Chiesa verso i giovani: “Spesso nelle parrocchie e negli oratori i giovani ci sono e si spendono in mille attività, ma sono in pochi a seguire un percorso di formazione lungo e capace di aprire loro prospettive nuove”. Infine, la crisi della famiglia, che nel costante aumento dei divorzi trova una drammatica rappresentazione numerica: “I recenti richiami del Papa alla difesa della vita e del matrimonio risultano particolarmente attuali anche per il nostro contesto”.

Laici corresponsabili. Su molte delle emergenze che il Piemonte si trova ad affrontare, il Convegno di Verona ha fornito risposte puntuali e ora si attendono i frutti. “Già a settembre, per esempio – anticipa il cardinale – organizzeremo un grande convegno sullo stesso tema del Convegno ecclesiale, per ragionare insieme su come calare i messaggi e gli stimoli del convegno sulla nostra realtà. Il tema della speranza è la risorsa che abbiamo da proporre e offrire come prospettiva e chiave di sintesi a questo territorio”.

Senza dimenticare, naturalmente, i laici: “Qui si respira una tradizione post conciliare molto forte: in molte diocesi, ad esempio, l’esperienza dei consigli pastorali ha dato origine a una sinergia autentica con i laici. Posso dire che in Piemonte, per fortuna, ci troviamo con un laicato maggiorenne, che negli anni ha saputo dare vita a un volontariato forte e variegato, sempre in fermento. In questa direzione, d’altronde, vanno le stesse unità pastorali, uno strumento finalizzato a dare una spinta alla formazione e alla redistribuzione dei ruoli: è tempo di passare dalla collaborazione alla corresponsabilità”.

Scheda della Regione ecclesiastica Piemonte

Sono 17 le diocesi che compongono la Regione ecclesiastica del Piemonte: Acqui, Alba, Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Casale Monferrato, Cuneo, Fossano, Ivrea, Mondovì, Novara, Pinerolo, Saluzzo, Susa, Torino e Vercelli. A livello geografico, la regione comprende la Valle d’Aosta e il Piemonte, con l’eccezione del Tortonese, che rientra nella confinante Liguria. Presidente della Conferenza episcopale piemontese è il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino; vice presidente è mons. Fernando Charrier, vescovo di Alessandria; segretario mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea. Le parrocchie sono 2.250, i sacerdoti secolari 2.538, quelli regolari 1.187, i diaconi permanenti 271.

La regione ecclesiastica copre un territorio di 29.544 chilometri quadrati, con una popolazione di 4.567.332 abitanti. Le Province sono nove: Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli. Fu sant’Eusebio, vercellese di nascita e oggi patrono della città, a evangelizzare la Regione, nel corso del IV secolo; dopo di lui, raccolse il testimone San Massimo, divenuto poi vescovo di Torino: è a cavallo del 400 che la religione cristiana si diffonde in tutto il territorio regionale. Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, la Conferenza episcopale del Piemonte ha scelto come testimone Gesualdo Nosengo, l’astigiano fondatore nel 1944 dell’Uciim (Unione cattolica insegnati medi).

(02 marzo 2007)

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