Impegno missionario

"VISITA AD LIMINA"

Notevoli trasformazioni. “Come altre Regioni italiane, anche la Lombardia sta vivendo una fase di notevole trasformazione sotto diversi profili, a cominciare da quello demografico che registra un progressivo innalzamento dell’età della popolazione, una contrazione della natalità e una forte immigrazione di cittadini extracomunitari”. A tracciare un quadro della situazione in Regione il card. Dionigi Tettamanzi. “Anche il mondo del lavoro – prosegue il porporato – è profondamente cambiato, passando dalla fase di una forte concentrazione industriale a quella di un terziario avanzato e commerciale ancora in evoluzione”.

In maniera consistente, spiega l’arcivescovo di Milano, “troviamo i fenomeni della modernità e della postmodernità, che da un lato favoriscono una vivace spinta creativa in particolare nei settori più avanzati della finanza, dell’editoria, della piccola impresa, dell’università; e dall’altro lato causano il crescere di un diffuso senso della precarietà e accentuano una frammentazione sociale e culturale che si esprime nella tendenza al prevalere degli interessi particolari rispetto a quelli comuni, nello smarrimento dei tradizionali valori di riferimento, nella crisi del matrimonio e della famiglia”. Sotto il profilo religioso “si conferma il fenomeno della secolarizzazione, pur permanendo alcune aree di forte tradizione cristiana”.

Slancio missionario. Tra i nodi che suscitano preoccupazioni e sollecitano interventi nelle Chiese lombarde, “il consistente calo delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata”; la questione riguardante la trasmissione della fede in quanto “si è molto indebolito, quando non spezzato, il canale educativo fondamentale da una generazione all’altra da parte della famiglia, della scuola, della società, e talvolta della stessa comunità cristiana”; “il crescente affermarsi di un senso religioso individualistico, che conduce a una partecipazione alla vita della Chiesa (in particolare alla vita sacramentale) discrezionale, episodica e a volte occasionale” e comunque “poco o nulla influente sulle scelte concrete della vita quotidiana, che rischiano di essere mutuate più o meno acriticamente dalla cultura dominante”, segnata “dalla secolarizzazione e pertanto esposta al ‘culto dell’opinione e del desiderio dei singoli individui’ in un clima antropocentrico e relativistico”.

A ciò, “le Chiese della Lombardia cercano di rispondere rinnovando il loro impegno missionario di evangelizzazione”. Di qui “il rilancio di una fede più convinta e responsabile, colta nella sua inscindibile unità di fede professata-celebrata-vissuta, avvertita come forza di verità e di trasformazione della stessa realtà storica”. Nell’ambito più specifico dell’azione pastorale, “la riconfermata centralità della parrocchia trova la sua collocazione storica, secondo le attuali esigenza, in una più ampia pastorale di insieme: si cerca così di favorire uno stile di comunione-collaborazione-corresponsabilità in tutti i membri della comunità cristiana e di promuovere un’autentica testimonianza dei laici nei diversi ambienti di vita”.

Impegno laicale. Slancio viene anche dal Convegno di Verona che, osserva il cardinale, “ci ha fatto vivere l’esperienza concreta di una Chiesa italiana viva, vivace e popolare”, pronta “a rilanciare la responsabilità tipiche dei credenti: essere testimoni di Gesù crocifisso e risorto, vera e piena speranza per l’uomo in un mondo che cambia”. La partecipazione ai cinque ambiti di lavoro sono servite a mostrare a tutti “la necessità di sviluppare, nelle nostre comunità, una pastorale non più frammentata e settoriale, ma integrata, unitaria, trasversale”.

L’appello del Convegno rivolto in modo specifico ai laici “spingerà le nostre diocesi a riscoprire la loro fortissima tradizione di impegno laicale: una tradizione che si è espressa con numerose figure di laici dall’eroica testimonianza di fede e dalla vita veramente santa e che ora è posta nelle nostre mani”. “La dobbiamo riscoprire, nel senso di recuperarla e di inciderla di nuovo nella realtà sociale e culturale d’oggi, ripartendo con slancio dai contenuti e dallo spirito di Verona”, conclude il card. Tettamanzi.

Scheda della Regione ecclesiastica Liguria

La Regione ecclesiastica Lombardia è composta da 10 diocesi: Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Vigevano. Presidente della Conferenza episcopale lombarda è il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano; vicepresidente è mons. Roberto Amadei, vescovo di Bergamo. Le parrocchie sono 1.633, i sacerdoti secolari 5.347, quelli regolari 1.629, i diaconi permanenti 137. La regione ecclesiastica copre un territorio di 22.699 chilometri quadrati; gli abitanti sono 9.032.544.

Le Province sono 11: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, varese, a cui si aggiunge la nuova provincia di Monza e della Brianza, istituita ufficialmente nel 2004, ma pienamente attiva con le elezioni previste nel 2009; i Comuni 1546. Dal punto di vista ecclesiale, la Chiesa lombarda acquistò una precisa fisionomia nell’età di Ambrogio, vescovo di Milano.

(02 febbraio 2007)

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