La domanda dei giovani

"VISITA AD LIMINA"

Confermare nella fede. La fede è la chiave della visita ad limina , ma anche “il problema centrale” dell’Emilia Romagna secondo il presidente della Conferenza episcopale regionale, card. Carlo Caffarra. “Per noi vescovi emiliano-romagnoli la visita è la realizzazione della parola che il Signore ha detto a Pietro: Conferma i tuoi fratelli . Andiamo da Pietro perché ci confermi nella fede, cosicché a nostra volta, in unione con lui, sappiamo confermare nella fede i nostri fedeli”.

Sulla realtà della Regione, il porporato osserva che “una certa forma di anticlericalismo appartiene ormai solo alla storia, ma resta il problema di una disponibilità ad ascoltare e accogliere l’annuncio cristiano non come una delle tante proposte che meritano attenzione in ordine a una soluzione dei problemi umani, ma come una proposta di salvezza radicale e totale dell’uomo”. Un relativismo a cui si contrappone il compito della Chiesa di “donare a ogni uomo che vive in questa regione la possibilità di incontrarsi realmente con la persona di Gesù”.

La domanda dei giovani. Grande attenzione va posta nei confronti dei giovani. “La nostra Chiesa sta vivendo un momento di grazia assolutamente unico”, precisa il card. Caffarra, con “una grande disponibilità del mondo giovanile, al di là di tutte le apparenze”. Una disponibilità, e al tempo stesso una domanda, che si può riassumere nella richiesta: “Ridateci la voglia di vivere, il diritto di sperare”.

“Non nella teoria, ma nel concreto”, aggiunge il porporato, “nella scuola, nell’università e nel lavoro, in famiglia e nei rapporti affettivi, facendomi capire , chiede il giovane, che sto compiendo un gesto che ha un senso per la mia vita, e non è una perdita di tempo“. Egli, sottolinea Caffarra, “sta vivendo una contraddizione lacerante: da una parte guarda al futuro più con paura che con speranza; dall’altra questa condizione esistenziale, se accettata, significa morire prima del tempo, estinguere in sé la gioia di vivere”. Ma se “l’adulto può rassegnarsi”, ciò non deve essere possibile per i giovani. Eppure oggi “nessuna istituzione gode più di una fiducia vera da parte loro, come ricordano diverse indagini fatte in regione. Nessuna, eccetto la Chiesa”. Spetta a questa, dunque, essere “capace di rispondere a questa domanda, che c’è ed è molto urgente”.

Poche vocazioni. Il presidente dei vescovi dell’Emilia Romagna evidenzia poi il problema delle vocazioni, connesso alla “difficoltà di penetrazione del messaggio evangelico dentro ai nodi dell’esperienza di fede”, mentre si registra una ricchezza di ministeri di servizio come il diaconato permanente, nato proprio in Emilia, che tuttavia “non può essere una risposta a questo problema”. Mancano “non solo le vocazioni sacerdotali, ma anche quelle di consacrazione verginale”, che rappresentano, secondo l’arcivescovo, un “test” per le comunità di fedeli: “Laddove va in crisi la verginità cristiana, è segno che non c’è una forte evangelizzazione”. A tal proposito, Caffarra ricorda “il grande sì che Dio dice all’uomo, nodo centrale del Convegno ecclesiale di Verona, ripreso anche da Benedetto XVI”. “Una regione come la nostra, che si trova in un’atmosfera di secolarismo – conclude – ha particolarmente bisogno di sentire questo sì”.


Scheda della Regione ecclesiastica Emilia Romagna

La Regione ecclesiastica Emilia Romagna comprende 15 diocesi: Bologna, Carpi, Cesena-Sarsina, Faenza-Modigliana, Ferrara-Comacchio, Fidenza, Forlì-Bertinoro, Imola, Modena-Nonantola, Parma, Piacenza-Bobbio, Ravenna-Cervia, Reggio Emilia-Guastalla, Rimini e San Marino-Montefeltro. Presidente della Conferenza episcopale emiliano-romagnola è il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna; vicepresidente è mons. Benito Cocchi, arcivescovo di Modena-Nonantola, mentre il segretario è il vescovo ausiliare di Bologna, mons. Ernesto Vecchi.

Le parrocchie sono 2.688, i sacerdoti secolari 2.437, quelli regolari 807; 353 i diaconi permanenti. La Regione ecclesiastica si estende su un territorio di 25.167 kmq, con 4.113.051 abitanti. Nove le Province: Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza in Emilia; Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini in Romagna; 341 i Comuni. Il cristianesimo in Emilia Romagna partì da Ravenna, sede diocesana fin dal II secolo e poi capitale dell’Impero romano d’Occidente, con la predicazione di sant’Apollinare.

La figura più significativa del cristianesimo dei primi tempi è san Petronio, vescovo di Bologna dal 432 al 450 e ora patrono della città e della diocesi. Il testimone scelto dalla Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna per il IV Convegno ecclesiale nazionale (Verona 2006) è stato Annalena Tonelli: forlivese, missionaria laica, visse per 17 anni in Kenya, poi in Somalia e Somaliland, dove venne uccisa da due sicari nel 2003.

(19 gennaio 2007)

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