Esperienza che continua (7)

DOPO VERONA

Ad un mese dalla conclusione, continua il nostro “viaggio” tra i primi bilanci e suggerimenti delle diocesi italiane su come proseguire l’impegno pastorale sul territorio dopo il Convegno ecclesiale nazionale di Verona.

“Il tanto bene che cresce”. “Una delle più profonde malattie spirituali che ci prende come singoli e come società è la mancanza di speranza”. Il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino , ha scelto di dedicare il messaggio per il tempo di Avvento al tema del Convegno. Che richiama “alla realtà concreta del nostro vissuto di ogni giorno”. Per il porporato, infatti, “ci dobbiamo interrogare sul come sta scorrendo la nostra esistenza: se con nostra soddisfazione oppure disgusto, se con impegni positivi per il bene comune oppure chiusi nel nostro egoismo, se nella gioia di sentirci amati da Dio e per questo col desiderio di amare il prossimo oppure nel degrado di quell’isolamento prodotto in noi dal peccato, se viviamo con speranza e quindi proiettati con ottimismo verso il futuro oppure se siamo già rassegnati nel nostro pessimismo, se non addirittura nella disperazione”. In particolare, il cardinale stigmatizza la tendenza ad essere “pessimisti sia sul presente che sul futuro”. “A questo – osserva Poletto – concorrono non poco i mezzi della comunicazione sociale, i quali ci trasmettono quasi esclusivamente notizie sui mali del mondo mettendo in seconda linea, o addirittura ignorando, il tanto bene che cresce intorno a noi, nelle famiglie, nella comunità cristiana come pure nella società civile”.

“A scuola” di politica. Dodici incontri, da novembre a maggio 2007, per rispondere alla “voglia di politica” che è emersa dai lavori del Convegno di Verona. A proporli e organizzarli è la scuola di formazione socio-politica promossa dall’arcidiocesi di Gaeta. Il prossimo incontro, in calendario mercoledì 29 novembre, ha per tema “La persona al centro. Libertà, laicità e bene comune”, mentre il 13 dicembre si parlerà di “Globalizzazione e mondialità; il principio di sussidiarietà”.
Un incontro per “riprendere le indicazioni e gli spunti emersi” durante l’appuntamento scaligero è stato organizzato dalla diocesi di Savona-Noli. Il primo si è svolto il 23 novembre, per definire il calendario di altri appuntamenti analoghi che scandiranno il prossimo anno liturgico.

Cittadinanza “attiva”. “Prima di tutto e soprattutto la coscienza, perché è da essa che scaturisce la oralità e ad Agrigento in questo momento si registra un forte lassismo morale. Un atteggiamento di peccato che coinvolge gli uomini sul posto di lavoro e nella loro missione, che si nota anche guardando ai funzionari nello svolgimento del proprio dovere a favore del bene pubblica”. Mons. Carmelo Ferraro, vescovo di Agrigento, lancia un appello ai fedeli “ad essere cittadini consapevoli e partecipi”, cioè a quella “cittadinanza attiva” che è stato uno degli ambiti attorno a cui si è articolato il Convegno di Verona. “È la fede che si applica alla vita – spiega il presule – perché è importante che il fedele dia un contributo alla realtà nella quale vive”.

Tradizione e testimonianza. “Abbiamo la certezza che la fede si mantiene nella misura in cui siamo disposti a testimoniarla e a diffonderla”. È questo, ha spiegato il vescovo, Dante Lafranconi, lo “spirito” con cui la diocesi di Cremona si appresta a celebrare il nono centenario della fondazione della cattedrale, all’insegna del binomio tradizione-testimonianza che è stato uno dei cardini del Convegno di Verona. “Vogliamo essere – ha spiegato il presule – pietre vive per una Chiesa missionaria, cioè per una Chiesa che non si accontenta di guardare se stessa, ma che avverte l’urgenza e la necessità di dire con chiarezza la propria fede e la propria testimonianza, in modo che sia coloro che vivono con freddezza o poca partecipazione la propria appartenenza alla Chiesa sia coloro che la ignorano o se ne sono distaccati possano trovare nella testimonianza dei cristiani un motivo per riscoprire la bellezza dell’essere cristiani”. Momento “clou” dell’intero calendario sarà domenica 26 agosto 2007, giorno esatto in cui ricorre il nono centenario dell’inizio dell’edificazione della cattedrale di Cremona, così come testimonia la pietra di fondazione (datata 26 agosto 1107): alle ore 17.30 si terrà l’eucaristia presieduta dal card. Dinigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, a cui sono stati invitati tutti i vescovi delle diocesi lombarde.

“Diluire” l’esperienza. “Dobbiamo in qualche modo diluire l’esperienza. Non è possibile rifare Verona in diocesi, ma puntiamo a coglierne la metodologia, per farne un cammino della diocesi”. Mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri, sintetizza con queste parole le impressioni ricevute dalle giornate veronesi, e annuncia un impegno preciso sul territorio: “Il convegno diocesano di gennaio 2007 sarà un’occasione per confrontarci con la comunità sull’esperienza fatta, sulle proposte che sono venute e sulla fattibilità di intraprendere, anche nella nostra diocesi, questo cammino”.

(24 novembre 2006)

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