Dentro la storia

LA NOTA

Trarre conclusioni o tracciare bilanci dopo un Convegno dedicato alla speranza non spetta a noi. Si possono certamente mettere in fila discorsi, dichiarazioni, commenti e volti ma il pensiero inevitabilmente va altrove, torna soprattutto alle comunità che sono sul territorio. Da queste era partito il cammino verso Verona e a queste si torna con quelle attenzioni che hanno accompagnato la loro fatica e la loro gioia da Palermo a oggi.

Nessuna lettura trionfalistica delle cinque giornate veronesi, solo l’umile e fiera consapevolezza che questa Chiesa è viva ed è profondamente dentro la storia di un Paese. Questa Chiesa ha vissuto a Verona un momento di raccoglimento, ascolto e confronto per tornare a casa un po’ cambiata, con la voglia di andare avanti. Ora si tratta di tradurre nelle scelte di ogni giorno le parole ascoltate e dette.

Non cadranno nel vuoto grazie anche alla capacità di chi non solo fisicamente presente a Verona, vorrà tradurle in gesti visibili e invisibili. Con il linguaggio di una fede e di una ragione che continuamente si cercano e si confrontano. In questo allargare gli spazi della razionalità si gioca la partita decisiva per il futuro dell’uomo, della sua dignità, dei suoi diritti.

Verona rilancia il messaggio della Chiesa italiana di voler stare con amore nella storia e di impegnarsi, senza la pretesa di essere sempre capita, perché la speranza che il tempo non consuma diventi esperienza per ogni uomo e ogni donna. Con parole altre, fuori dal vocabolario delle apparenze, ma dentro il cuore di chi alla speranza ogni giorno cerca di dare un volto.

Da Verona viene, infine, la proposta di una comunicazione nuova dove anche il silenzio diventa compagnia e domanda.

(20 ottobre 2006)

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