Quotidiani nazionali del 19/10

RASSEGNA STAMPA

L’attesa del papa a Verona domina i titoli dedicati al convegno ecclesiale dai quotidiani nazionali del 19 ottobre. “A Verona la Chiesa attende la linea da Ratzinger” scrive LA STAMPA; “Parla il Papa, il futuro della Chiesa passa da Verona” per IL MESSAGGERO, “Il richiamo del Papa: un dovere difendere la famiglia attaccata” titola IL GIORNALE, mentre EUROPA apre la pagina su “Oggi la rotta del papa per la Chiesa italiana” e AVVENIRE, che dedica all’evento ancora una volta l’apertura della copertina e ampio spazio all’interno, punta su “La grande attesa”. Tengono banco anche i lavori dei gruppi di studio e le voci dei partecipanti: “Cei, dal welfare alla pace sfida sull’identità cristiana” è il titolo del CORRIERE DELLA SERA, mentre REPUBBLICA sceglie “Cattolici ‘attirati’ dalla politica tornano le scuole di formazione” e L’UNITÀ “La Cei: no ai ‘boss devoti’, lotta alla mafia a viso aperto”. Grande fermento per le parole del Papa. A Verona si attende che il suo intervento “indichi la strada alla Chiesa italiana”, scrive Gian Guido Vecchi del CORRIERE DELLA SERA. Attesa ripresa da Andrea Tornielli de IL GIORNALE, secondo il quale “quello che Ratzinger pronuncerà oggi non sarà un discorso di circostanza, ma un testo programmatico”, dove “in una società che spesso considera illegittima ingerenza certi interventi delle gerarchie ecclesiastiche, il Pontefice rivendicherà il ruolo pubblico della Chiesa nella società aperta e pluralista”. Tornielli ricorda anche l’intervento del card. Ruini al termine dei lavori, che “può essere considerato una sorta di ‘testamento’ con linee guida che toccherà al suo successore realizzare”. Le indicazioni del Papa “riguarderanno tutte le dimensioni dell’impegno dei cattolici nel nostro Paese” per Marco Tosatti, che dalle colonne de LA STAMPA mette in evidenza come dai lavori si stia levando “una grande autocoscienza collettiva, uno tsunami di parole e di proposte”. Clima frizzante anche per Marco Politi di REPUBBLICA: “Dietro le quinte – scrive – sta emergendo una nuova classe di cattolici impegnati nelle parrocchie e nelle associazioni, che vuole trovare un suo posto nella società e nell’istituzione ecclesiastica. Riemerge, dopo anni di disamore per tutto ciò che puzzasse di partiti, la voglia di agire nella sfera politica”, come dimostra la rinascita “un po’ ovunque” delle scuole di formazione all’impegno politico. “Dopo una partenza segnata da tanta documentazione, che ha suggerito l’idea che la strada della discussione fosse transennata, che il confronto potesse restare solo sulla carta, Verona al terzo giorno di dibattito appare un vulcano in esplosione”, osserva Maria Galluzzo di EUROPA. Mentre un corsivo di Marco Conti sul MESSAGGERO, dando un’interpretazione politica, parla di “‘fase nuova’ della Chiesa in Italia”. “La sfida che viene da Verona – scrive Conti – riconsegna ai laici dei due schieramenti lo scettro della politica. In una perfetta equidistanza che nel centrosinistra si considera già una conquista”. Su un aspetto trattato durante i gruppi di lavoro sulla cittadinanza si concentra Roberto Monteforte dell’UNITÀ. “A Verona – sottolinea – è sentita l’emergenza criminalità, che rappresenta una reale minaccia per i diritti civili e democratici”. E, riprendendo le parole dell’arcivescovo di Taranto, mons. Papa, e la testimonianza di lotta alla mafia del vescovo di Locri, mons. Bregantini, aggiunge che “uno dei problemi posti” è rappresentato da “quei boss mafiosi con i santini in mano, quei devoti dalla fedina sporca con gli altari nei loro bunker”. Controtestimonianze che “possono sconcertare, scandalizzare”. Parla di “passaggio molto delicato” al vertice della Chiesa italiana Mimmo de Cillis sul MANIFESTO, osservando che “il post-Ruini genera un fermento a tutti i livelli: nei vescovi perché fra loro vi sarà un prescelto e perché vorranno avere voce in capitolo sul successore; nelle associazioni e nei movimenti, fin qui spesso compressi nell’ingombrante pensiero unico ruiniano, perché la personalità e le idee del nuovo presidente determineranno gli orientamenti dei prossimi cinque anni”, mentre per IL FOGLIO “l’impressione che si raccoglie” è che “Ruini ha governato, ha vinto sfide importanti, ha tenuto insieme un corpo ecclesiale oggi molto meno sfilacciato di prima, ma il processo di transizione non si è avverato, non ha modificato in profondità la Chiesa”. Riporta all’essenza dell’appuntamento l’editoriale su AVVENIRE di Giuseppe Savagnone. “Un convegno ecclesiale – scrive – è anzitutto un evento di comunione e di preghiera”, per cui “ridurre quanto sta accadendo ad altre logiche, come qualche osservatore fa dall’esterno, rischia di oscurarne il senso”. L’impegno centrale è quello di “tradurre nell’italiano di oggi l’annuncio del Vangelo”, uscendo “dai propri schermi mentali per entrare in quelli dell’altro”. “I cattolici italiani si rimettono in discussione perché hanno grandi risorse da offrire al Paese”: si va riscoprendo “l’insostituibile valore di una sana laicità”, ma ancora “bisogna fare molta strada”. “La riuscita del convegno – conclude – si potrà realmente misurare solo dopo, dai suoi effetti sulle comunità cristiane e sulla società”.

(19 ottobre 2006)

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