Domenica 18 agosto

Cristiani di fronte alla storia: potrebbe essere il titolo che sintetizza compiutamente la parola di Dio che si legge nella Messa di oggi.
Il brano di Geremia ci riporta ai giorni tragici precedenti la caduta di Gerusalemme nelle mani dei Babilonesi (586 a.C). Il profeta, di fronte alla catastrofe che sta per accadere, chiama alla conversione del cuore come unica via di salvezza. Per questo è perseguitato dai prepotenti che hanno assoggettato l’imbelle re Sedecia e condannano il profeta a morire in una cisterna piena di fango. A salvarlo giunge la solidarietà di un uomo senza potere: un eunuco etiope a servizio del re.
Nel brano di Luca, Gesù dichiara che la sua missione provocherà divisione e scandalo e preannuncia la sua passione e la condanna a morte – il battesimo di fuoco nel quale sarà “battezzato” – e si dichiara angosciato di fronte a questa previsione, ma desidera che si compia la volontà di Dio. Sa che la sua missione porterà divisione, a partire dal suo popolo e nelle famiglie stesse. Il mondo sarà diviso tra chi accetta il fuoco portato da Gesù e chi lo rifiuta. 
La lettera agli ebrei, ricordando l’esperienza di Gesù che “ha sopportato una così grande ostilità dei peccatori, invita i credenti a non perdersi d’animo, ma a “correre con perseveranza… tenendo fisso la sguardo su Gesù”, che “si sottopose alla croce”.
A partire da momenti storici diversi, la parola di Dio ci dona un messaggio fondamentale: come la storia terrena di Gesù, così la storia della sua Chiesa sarà sempre segnata da divisioni e persecuzioni. Queste ultime provenienti da chi è contro la fede cristiana, ma le divisioni frutto di scelte contrastanti nella Chiesa stessa.
È quanto constatiamo noi stessi guardando con attenzione all’oggi della Chiesa: il male viene dai nemici, ma anche dai credenti che si mettono gli uni contro gli altri, rifiutando l’insegnamento dei “profeti” veri di cui anche oggi Dio arricchisce la sua Chiesa.
Come Geremia, così oggi la Chiesa invita a non fondare la speranza della salvezza sulle certezza umane, ma sulla conversione del cuore. E quindi a  non avere paura della storia, ma a “correre con perseveranza… tenendo fisso la sguardo su Gesù”.
Un ultimo messaggio: la salvezza di Geremia venne da uno schiavo straniero che non conosceva Dio; anche oggi noi cristiani siamo chiamati ad ascoltate messaggi di bene provenienti a volte da non cristiani. Ascoltare Dio significa anche ascoltare la Storia, nella quale il Signore parla a volte attraverso uomini e vicende da cui non ce lo aspetteremmo.

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