Assunzione della B.V.Maria

Ap 11,19; 12,1-6.10; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-56

L’Assunzione al cielo di Maria non è narrata nella Sacra Scrittura, ma è in tutta la Tradizione Cattolica: la madre di Gesù, al termine della sua vita terrena, è stata associata in anima e corpo alla risurrezione di Cristo e alla sua gloria nel paradiso.

Già le letture della Messa della vigilia della solennità ci presentano in sintesi il significato di questo mistero e della sua celebrazione. Il brano di Luca annuncia che Maria è “beata” non solo perché ha dato alla luce il Figlio di Dio, ma soprattutto perché ha dedicato la sua vita all’ascolto e all’osservanza della Parola di Dio; il brano del libro delle Cronache, che parla dell’arca dell’Alleanza, ci è proposto dalla Chiesa, per indicare che Maria è colei che, portando Cristo in grembo, è diventata l’arca della nuova alleanza; e il brano della lettera ai Corinzi profetizza la vittoria finale dei credenti sulla morte: in essa la Chiesa ci invita a leggere la fine della vita terrena di Maria come piena partecipazione alla risurrezione di Cristo.

Le letture bibliche della Messa del giorno si presentano come profezia del destino ultimo della storia della salvezza. L’Apocalisse narra della “donna vestita di sole”, “incinta”, che combatte con il “drago”, il demonio: questi le fa guerra, vuole “divorare il bambino” che nasce, ma Dio li salva. La voce dal cielo garantisce che la vittoria finale non sarà del drago, ma del Figlio partorito dalla donna. San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi, annuncia che tutti coloro che “sono di Cristo” parteciperanno alla sua risurrezione e alla sua vittoria nell’eternità.

Nel “Magnificat”, dal Vangelo di Luca, Maria legge la propria vicenda terrena, inserendola nella storia universale della salvezza: quello che Dio ha fatto per lei è “per tutti quelli che lo temono”, per coloro che non sono “superbi nei pensieri dei loro cuori”, per gli umili e gli affamati, per il nuovo “Israele”, servo del Signore, il cui popolo è chiamato ad essere partecipe “della sua misericordia”.

Tutte e tre le letture hanno come tema la Chiesa, e presentano profeticamente la storia della salvezza, che noi oggi leggiamo alla luce della vicenda di Maria. Come Maria, la Chiesa è la donna incinta che sconfigge il drago, portando Cristo nel mondo. I cristiani sono chiamati a vivere guardando a Maria: come lei devono “temere” Dio, liberandosi dalla superbia, facendosi umili, liberi dalla fame di cose solo terrene, per essere partecipi della misericordia di Dio. Seguendo Cristo sulla strada che Maria ha percorso anch’essi, – indica Paolo – “quando questo corpo mortale” dopo la vita terrena, “sarà vestito d’immortalità”, parteciperanno alla vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte.

Un messaggio profetico, quello della festa dell’Assunzione di Maria, che celebra la madre di Gesù come prima tra i salvati, indicando a tutti i fedeli la strada della salvezza, al seguito di Cristo, sull’esempio di Maria.

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