Ecumenismo, una dimensione essenziale

A leggere il “Documento di lavoro per la Tappa Continentale” (DTC) del cammino sinodo universale della Chiesa cattolica si coglie con grande evidenza come una delle dimensioni più essenziali sia proprio quella dell’ecumenismo.

A leggere il “Documento di lavoro per la Tappa Continentale” (DTC) del cammino sinodo universale della Chiesa cattolica si coglie con grande evidenza come una delle dimensioni più essenziali sia proprio quella dell’ecumenismo. Del resto, lo ha ben confermato papa Francesco dopo la preghiera dell’Angelus, domenica scorsa, quando ha annunciato per sabato 30 settembre 2023, alla vigilia della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, appunto sul tema della sinodalità, in programma in ottobre, una “Veglia ecumenica”, un grande raduno del Popolo di Dio, a cui sono invitati “i fratelli e le sorelle di tutte le confessioni cristiane”. Il DTC, che reca il significativo titolo “Allarga lo spazio della tua tenda”, nelle sue 45 pagine contiene il frutto delle sintesi nazionali risultanti dalla consultazione del Popolo di Dio (quindi anche della nostra Chiesa diocesana nella sintesi redatta dalla Chiesa italiana) nella prima fase del processo sinodale e sarà al centro del tempo di ascolto, dialogo e discernimento delle Assemblee Sinodali Continentali (in programma in questi mesi, da gennaio a marzo 2023). A livello diocesano, è stato preso in esame dai componenti della Commissione per il cammino sinodale, che ne hanno rilevato alcuni aspetti essenziali da mettere in comunione poi con il vescovo. Concorde è stata la sottolineatura, emergente in numerose delle citazioni dalle varie Chiese nazionali, dell’aspetto ecumenico, cioè dell’urgenza e della necessità di dialogo tra tutte le confessioni o Chiese cristiane per un’autentica sinodalità. Occorre dire che questa dimensione e sensibilità nella nostra comunità diocesana è piuttosto marginale e labile. Un motivo scontato è la scarsa o nulla presenza di cristiani di altre confessioni: esistono infatti a Chioggia e in diocesi – oltre alla presenza di greco-cattolici con i quali però c’è già la piena comunione – alcune piccole comunità di ortodossi-rumeni; non è segnalata alcuna presenza significativa di persone o comunità evangeliche; per allargare il campo al dialogo interreligioso, c’è qualche sporadica presenza di persone aderenti all’ebraismo a titolo personale, e qualche altra persona affascinata (e talora aderente-praticante) dalle religioni orientali (buddhismo o induismo). E’ segnalata invece una consistente presenza di Testimoni di Geova che da decenni sono presenti e circolanti per le strade e le case in città e in diocesi; ma, com’è noto, essi non possono essere ritenuti “cristiani” in senso proprio poiché non credono all’uguale dignità divina del Figlio e del Padre, né al mistero della SS. Trinità; e, d’altra parte, si guardano bene dall’aderire ad ogni sorta di dialogo con le confessioni cristiane. In questo panorama è comprensibile che non sia spiccata nei nostri cattolici e nelle nostre parrocchie una propensione esplicita al tema ecumenico, che, tuttavia, dovrebbe essere nel cuore di ogni credente in Cristo e di ogni comunità cristiana. In ogni caso, è necessario e urgente vivificare e rilanciare questa dimensione anche nella nostra Chiesa diocesana e in ciascuno di noi, almeno maturando maggiormente una mentalità di “dialogo” con le diverse confessioni, informandosi e informando, magari anche incontrandone esponenti dai territori vicini (come s’era fatto in qualche occasione), sentirsi “uniti” pure nelle differenze (da conoscere e comprendere), avere il massimo rispetto per tutti senza incorrere in pregiudizi, purtroppo ancora serpeggianti, che, ad esempio, definiscono in modo sospetto o sprezzante qualche atteggiamento come “protestante”; nutrire grande stima per tutte le peculiarità di ciascuna confessione, valorizzare i carismi e i ministeri di ognuna… E’ pur vero che anche tra gli evangelici, ad esempio, non mancano sottodistinzioni e divisioni; come pure tra gli ortodossi, ancor più accentuate in questi ultimi difficili tempi; ma ancor di più allora è necessario pregare concordemente sull’esortazione che tutti ci accomuna “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia”, come recita il tema della Settimana al cui centro cade questa domenica. E non solo in questa settimana: una sensibilità che va coltivata e promossa sempre.

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