Il tempo forte della Quaresima

“Non vedo l’ora che arrivi Pasqua”. Quest’anno il tempo forte della Quaresima l’ho atteso più del solito e per almeno tre motivi. Il primo è perché la Quaresima ci prepara alla Pasqua, la festa della risurrezione. Il fondamento della speranza umana e cristiana. La vera, unica novità della storia: il Figlio è morto ed è risorto e con Lui risorgerò anch’io, anche noi! Non è il ricordo di un morto. Cristo è vivo e si fa sentire ogni giorno. Lo sento e lo ascolto nelle preghiere e sempre Lui agisce nella mia e nostra storia.

foto SIR/Marco Calvarese

“Non vedo l’ora che arrivi Pasqua”. Quest’anno il tempo forte della Quaresima l’ho atteso più del solito e per almeno tre motivi. Il primo è perché la Quaresima ci prepara alla Pasqua, la festa della risurrezione. Il fondamento della speranza umana e cristiana. La vera, unica novità della storia: il Figlio è morto ed è risorto e con Lui risorgerò anch’io, anche noi! Non è il ricordo di un morto. Cristo è vivo e si fa sentire ogni giorno. Lo sento e lo ascolto nelle preghiere e sempre Lui agisce nella mia e nostra storia. Il secondo è per il ricordo delle ceneri del 2020: indelebile! Esattamente 24 mesi fa, celebrammo il Mercoledì delle Ceneri con numeri ridotti in Chiesa. Ci sentivamo strani, impauriti. Ho riletto l’appello del 28 febbraio 2020 in cui, tra l’altro, dicevo: “Abbiamo tutti avvertito una realtà che spesso tendiamo a nascondere: siamo fragilissimi”.Le ceneri del mercoledì ci ricordano ogni anno la nostra fragilità, ma noi lo dimentichiamo! In quell’appello sottolineavo: “Ci siamo resi conto, in questa situazione, che non siamo soli”. Al contagio del virus, ha risposto il contagio diffuso da tanti uomini e donne che si sono attivati per la salute e il soccorso di tutti. E concludevo così: “Coltiviamo il desiderio di apprendere dalle cose che capitano, non basta sperare che finiscano”.
Infine, terzo, attendevo questa Quaresima soprattutto perché possiamo iniziarla con una fiducia nuova. Due anni fa non siete potuti venire in chiesa. L’anno scorso sì, ma con tanta cautela. Quest’anno non ci sono motivi per non venire. Con prudenza e responsabilità (parole d’ordine che ci hanno guidato in questi 24 mesi), ma finalmente possiamo viverla insieme. Sono piccoli segni, che infondono in noi fiducia e speranza. Non dimentichiamo mai chi ci ha lasciato in questi mesi e ringraziamo chi ha fatto il suo dovere. Impariamo la lezione, ma riprendiamo a vivere. Siamo tutti cambiati, ma abbiamo, spero, imparato la lezione. E se non l’abbiamo imparata, abbiamo la Quaresima per far tesoro di quello che abbiamo vissuto.
Abbiamo scoperto l’importanza della fede vissuta in famiglia, la solidarietà degli altri, la responsabilità delle scelte personali che ricadono positivamente o negativamente sugli altri. C’è anche un cammino di riconciliazione da compiere. Tante tensioni, divisioni, accuse, allontanamenti, attacchi sconsiderati. Cattive parole e cattivi pensieri. Mettiamoci in cammino, tutti, per convertirci. Altri problemi, purtroppo, ci attendono. È scoppiata la guerra in Ucraina, il caro-carburante grava pesantemente su famiglie e imprese; i conflitti familiari e sociali sono in aumento… Con la preghiera, la solidarietà e la misericordia riusciremo a sconfiggere anche quelli!
“Non vedo l’ora che arrivi Pasqua!”.

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