Il viaggio come incontro

Nel discorso al Corpo Diplomatico della Santa Sede papa Francesco ha affrontato molti temi. Ha parlato della crisi politica, economica, sanitaria, ambientale e, infine, di quella dei rapporti umani. Tutti temi che meritano un approfondimento. Al primo posto va messa la maestria del Papa nel realizzare i suoi viaggi apostolici, a partire dal prossimo in Iraq, come esempio dei possibili rapporti fraterni nella politica internazionale. Egli gioca brillantemente fra le due realtà: la fede cristiana cattolica e la Santa Sede.

(Foto Vatican Media/SIR)

Nel discorso al Corpo Diplomatico della Santa Sede papa Francesco ha affrontato molti temi. Ha parlato della crisi politica, economica, sanitaria, ambientale e, infine, di quella dei rapporti umani. Tutti temi che meritano un approfondimento. Al primo posto va messa la maestria del Papa nel realizzare i suoi viaggi apostolici, a partire dal prossimo in Iraq, come esempio dei possibili rapporti fraterni nella politica internazionale. Egli gioca brillantemente fra le due realtà: la fede cristiana cattolica e la Santa Sede. Questa è l’ultima eredità del potere temporale dei papi di un tempo non lontanissimo (la breccia di Porta Pia è del settembre 1870). Da allora è cambiato il modo di presentarsi della Chiesa e dei papi alle realtà politiche. Giovanni XXIII affermò che la perdita dello Stato Pontificio fu opera della divina provvidenza. L’equilibrio lo troviamo al §42 della Gaudium et spes: “La missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa non è d’ordine politico, economico o sociale: il fine, infatti, che le ha prefisso è d’ordine religioso. Eppure, proprio da questa missione religiosa scaturiscono compiti, luce e forze, che possono contribuire a costruire e a consolidare la comunità degli uomini secondo la legge divina”. Francesco ha sottolineato: “I viaggi costituiscono … un aspetto importante della sollecitudine del Successore di Pietro per il Popolo di Dio sparso in tutto il mondo, come pure del dialogo della Santa Sede con gli Stati”. Egli compie viaggi apostolici, con lo scopo di stabilire relazioni “fraterne” con Stati, popolazioni e culture. Nella Fratelli tutti, al §271, riferendosi al dialogo interreligioso dice: “Le diverse religioni, a partire dal riconoscimento del valore di ogni persona umana… offrono un prezioso apporto per la costruzione della fraternità e per la difesa della giustizia nella società… L’obiettivo del dialogo è stabilire amicizia, pace, armonia e condividere valori ed esperienze morali e spirituali in uno spirito di verità e amore”. Così ha potuto ricordare gli accordi con la Repubblica del Congo, con il Burkina Faso, con la Repubblica di Austria e, infine, quelli con la Repubblica Popolare Cinese. La Santa Sede è il soggetto che rende ogni Papa indipendente e capace di autonome scelte che, pur avendo scopi apparentemente politici come la giustizia e la pace, vengono proposti come valori evangelici e universali. Sono, infatti, universali e inclusivi perché profondamente umani, per questo accettabili da chiunque e punto di incontro e dialogo fra le religioni, gli Stati e le popolazioni. Nel prossimo viaggio papa Francesco vuole mettere in pratica ancora una volta la Fratelli tutti.

(*) direttore “Il Momento” (Forlì)

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