Per mille strade/Triveneto. Alla scoperta della santità “della porta accanto”

Il Triveneto è una terra particolare, che abbraccia mare e monti, che racconta storie di confini e di repubbliche marinare. “Ogni diocesi ha organizzato un proprio percorso, con l’obiettivo di valorizzare le storie di santità della propria terra”, spiega don Nicola Ban, incaricato regionale per la pastorale giovanile

In viaggio verso Roma, partendo dalla scoperta della “santità della porta accanto”. Protagonisti di questa avventura saranno i circa 3.500 giovani che dalle diverse regioni del Triveneto si metteranno in cammino ai primi di agosto per partecipare a Roma all’incontro con Papa Francesco, l’11 e 12 agosto. Il Triveneto è una terra particolare, che abbraccia mare e monti, che racconta storie di confini e di repubbliche marinare. “Ogni diocesi ha organizzato un proprio percorso, con l’obiettivo di valorizzare le storie di santità della propria terra”, spiega don Nicola Ban, incaricato regionale per la pastorale giovanile. 

Come una grande tela fatta di storia e di vite. Un filo conduttore, questo, che unisce come in una grande tela, le storie e le iniziative delle diverse Chiese locali. Storie di vita e di fede che si intrecciano anche con i grandi fatti di storia del secolo passato. “Come diocesi di Gorizia – racconta don Ban – abbiamo voluto ricordare la fine della prima Guerra mondiale, di cui quest’anno ricorre il centenario. Lo faremo andando in Slovenia, dove un tempo c’era il fronte. Lo faremo passando il confine,  un gesto che non avrà solo un significato “geografico”, ma che vuole essere anche uno spunto di riflessione quanto mai attuale”. I ragazzi di Gorizia inizieranno il loro cammino verso Roma partendo dal sacrario dei caduti della prima guerra mondiale a Caporetto. Ci saranno poi quattro tappe in territorio sloveno: Tolmino/Tolmin, Canale d’Isonzo/Kanal, Montesanto/Svetagora e Montegrado/MIrenski Grad. Il gruppo farà quindi ritorno in territorio straniero e sosterà a Redipuglia, dove c’è il grande sacrario militare. Arrivo del percorso diocesano sarà Aquileia. “Da dove è partita l’evangelizzazione del nostro territorio”, spiega don Ban. Ed è proprio dalla basilica di Aquileia che la diocesi di Treviso ha deciso di iniziare il pellegrinaggio diocesano. La sera del 6 agosto (in pullman) i ragazzi raggiungeranno quattro punti ai confini della diocesi, da dove partiranno il giorno successivo per arrivare, il 10 agosto, – tracciando col loro cammino una croce simbolica – fino alla cattedrale di Treviso. Due gli itinerari proposti dalla diocesi di Adria-Rovigo: uno salesiano che attraverserà l’Alto Polesine e uno che passerà per Ravenna e abbraccerà il Basso Polesine. “I giovani della diocesi di Vittorio Veneto – prosegue don Ban – cammineranno insieme sulle strade di diverse città e paesi significativi del territorio. Motta di Livenza, Sacile, Vidor i punti di partenza dei tre percorsi proposti, che arriveranno tutti alla cattedrale di Vittorio Veneto”.

Storie di confine e di evangelizzazione. Partirà dal passo del Brennero il pellegrinaggio dei giovani della diocesi di Bolzano-Bressanone. Da questo luogo, assai significativo per la storia di ieri e di oggi, i giovani cammineranno alla volta di Salorno, raggiungendo così il confine meridionale della provincia di Bolzano, percorrendo “controcorrente” la via che oggi molti richiedenti asilo sognano e sperano di poter fare per raggiungere i Paesi del nord Europa. Poco più a sud di Salorno, i giovani dell’arcidiocesi di Trento partiranno da Cavalese, Trento, Vermiglio e Castel Tesino e si ritroveranno a Sanzeno. “È un luogo simbolico per la chiesa trentina – spiega don Nicola Ban – perché vi sono conservate le reliquie dei santi Sisinio, Martirio e Alessandro, che furono i primi missionari nella chiesa di Trento”.

Sui passi di Maria. “La diocesi di Udine ha scelto di mettersi in cammino, sulle orme di Maria e lo farà attraverso un pellegrinaggio mariano”, spiega don Ban. I giovani partiranno dalle parrocchie di Campoformido e Buttrio, dai santuari di Ribis e di Reana e dalla chiesa ospedaliera di S. Maria della Misericordia. I quattro percorsi convergeranno al santuario della Beata Vergine delle Grazie a Udine, dove è previsto un momento di preghiera con l’arcivescovo. Lungo il cammino verso Roma, anche i giovani di Udine faranno tappa ad Aquileia, per visitare i luoghi da dove è partito il cammino di evangelizzazione della Chiesa delle origini. E nello spirito mariano che contraddistinguerà l’intero pellegrinaggio, prima di giungere all’incontro con il Papa, i giovani faranno tappa a Loreto, dove visiteranno la basilica e sosteranno in preghiera nella Santa Casa. 

Passi all’insegna concordia e della solidarietà. “La diocesi di Concordia-Pordenone – spiega don Ban – proporrà il ‘Cammino della concordia’, che partirà da Concordia per giungere a Pordenone”. Circa un centinaio di chilometri, che sarà possibile percorrere anche in sella alla bicicletta. Saranno, invece, passi all’insegna della solidarietà quelli che vedranno protagonisti i giovani vicentini. In pullman i giovani raggiungeranno le zone del terremoto dell’Emilia del 2012 e attraverseranno a piedi strade e paesi lacerati dal sisma. Sui passi di san Benedetto e nella terra ferita dal terremoto del 2009, si metteranno i giovani di Chioggia, che da Norcia a Cascia incontreranno le diocesi terremotate e sosteranno in luoghi significativi quali il santuario della Madonna della Carità, l’abbazia benedettina e il santuario di S. Rita Farà, invece, tappa nei monasteri della Toscana (Vallombrosa, Romena, Camaldoli e La Verna) il percorso scelto dalla diocesi di Trieste. Pellegrini per le strade della Toscana anche i giovani bellunesi che partiranno da San Miniato e San Giminiano e giungeranno a Siena.

Pellegrini… non solo a piedi. La storia delle regioni del Triveneto non è stata scritta solo attraverso le strade, ma anche lungo i fiumi, antiche vie di comunicazione. Ed è proprio lungo i fiumi che si svilupperanno alcuni percorsi individuati dalle diocesi di Padova e Verona. “La Chiesa patavina propone diversi itinerari a livello vicariale – racconta don Ban – che convergeranno tutti alla basilica del Santo a Padova, dove i giovani si ritroveranno il 10 agosto. I giovani pellegrini che andranno da Limone su Garda a Verona potranno scoprire la figura di Daniele Comboni, quella di san Benedetto andando da Correzzola a Santa Giustina e quella di s. Antonio, percorrendo in tre giorni i 72 chilometri che separano S. Urbano da S. Antonio.  Tra i vari cammini, c’è anche il cammino di s. Francesco, da Casacorba di Vedelago a Isola del Deserto, 46 chilometri tra canoa, kayak e a piedi”. E tra i sei pellegrinaggi che la diocesi di Verona propone ai suoi giovani ce n’è anche uno in canoa lungo il Tevere.

“Controcorrente” per comprendere che esiste qualcosa di veramente prezioso. Quella del “pellegrinaggio” è una proposta controcorrente per i “nativi digitali”. “Non è stato certo così facile e scontato coinvolgere i ragazzi – ammette don Ban –.

Quella del pellegrinaggio è una proposta che va controcorrente rispetto alla cultura digitale e del comodo.

Sono profondamente convinto che l’idea di rilanciare il pellegrinaggio sia una proposta educativa grandissima. Il camminare riassume molto bene l’attenzione educativa della Chiesa e ci parla concretamente di una Chiesa in cammino. Mettersi in movimento trasforma la propria vita e questo vale anche per la Chiesa. Il cammino, inoltre, ci permette di imparare la pedagogia dell’accompagnamento.  Camminare costa fatica, e questo spesso frena i giovani. Ma quando si riesce a cogliere che camminare ti mette a contatto con la concretezza e la realtà della vita, con la storia della tua terra, allora si intuisce che c’è qualcosa di veramente prezioso, per cui vale la pena anche affrontare la fatica del cammino”.

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