Per mille strade/Lombardia. Il cammino come metafora della vita: essenzialità, lentezza e condivisione

Non manca la fantasia nelle tappe dei cammini diocesani lombardi in preparazione alla due-giorni con il Papa dell’11 e 12 agosto. Anche i giovani delle dieci diocesi della Lombardia – Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Vigevano – si metteranno in strada per “preparare mente e cuore” all’incontro con Francesco, “scoprendosi fratelli, creati per essere comunione”

Gli innumerevoli luoghi storici della presenza cristiana ai piedi delle Alpi, quelli nei grandi centri urbani e quelli immersi nella pianura padana; l’abbazia di Chiaravalle e quella di Viboldone, il Passo Paradiso, sopra Ponte di Legno, o il sentiero della Valtellina. Per poi dirigersi verso Fidenza, Ortona, Assisi, Macerata, Colfiorito, Spello… Infine Roma. Certo non manca la fantasia nelle tappe dei cammini diocesani lombardi in preparazione alla due-giorni con il Papa dell’11 e 12 agosto. Anche i giovani delle dieci diocesi della Lombardia – Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Vigevano – si metteranno in strada per “preparare mente e cuore” all’incontro con Francesco, “scoprendosi fratelli, creati per essere comunione”.

“Contiamo di coinvolgere nei cammini diocesani circa duemila giovani, mentre a Roma ad agosto dovremmo giungere in tremila dalla Lombardia”. Don Samuele Marelli, incaricato della pastorale giovanile a Seregno dopo essere stato a lungo direttore della Fom (la federazione degli oratori milanesi), coordina Odielle – Oratori diocesi lombarde – ed è responsabile della pastorale giovanile per la Conferenza episcopale lombarda. A proposito di “Una Chiesa in cammino verso Roma”, afferma: “Si tratta di una bella iniziativa inedita che raccoglie insieme tanti giovani lombardi e delle altre regione d’Italia. Le diocesi lombarde hanno approntato proposte originali nella prima decade di agosto. Al centro avremo tre elementi chiave: l’essenzialità, la lentezza e la condivisione. Tutti atteggiamenti che non trovano solitamente spazio nella vita quotidiana”. Don Marelli aggiunge:

“Il cammino è metafora della vita: è sinonimo di ‘andare’, significa essere protesi verso il futuro. La vita in fondo è, o dovrebbe essere, desiderio di andare incontro, di procedere oltre… Il pellegrinaggio, il cammino è in sé segno di libertà. Ma non una libertà fine a se stessa, perché chi fa un passo, chi si mette in marcia, accetta un rischio affronta una nuova avventura, va avanti. È quello che vorremmo proporre ai nostri giovani con questa esperienza”.

Un cammino che ha per protagonisti i giovani in un’epoca, e in una Italia, che non sembra dar spazio alle nuove generazioni… Nella tradizione lombarda gli oratori hanno svolto nel tempo un ruolo educativo essenziale. Oggi, com’è la situazione? “L’oratorio rimane una tradizione preziosa che cerchiamo di custodire e di rilanciare. Ci sono però sfide nuove da considerare: solo per fare un esempio, è necessario tener conto che una volta l’età giovanile era più ‘breve’, mentre ora va progressivamente dilatandosi fino ai 30 anni; e tutto ciò a noi richiede di abitare spazi e tempi nuovi, con una pastorale giovanile e una proposta oratoriana rinnovate”.

Don Samuele Marelli (foto ITL-Mariga)

L’incontro con Papa Bergoglio guarda già al Sinodo di ottobre che avrà per tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Il sacerdote ambrosiano chiarisce:

“C’è, in queste proposte di inizio agosto, un riferimento forte alla vocazione, all’identità, al percorso di vita. Tutto questo collega gli eventi che abbiamo programmato al tema di fondo del prossimo Sinodo anche con la volontà espressa di rendere i giovani partecipi di questo evento ecclesiale, mettendo a fuoco discernimento vocazionale e fede in un cammino non certo facile eppure sicuramente entusiasmante”.

La diocesi di Milano ha definito tre proposte. La prima si intitola “La parola che illumina il cammino”, ed è un percorso che parte da Milano e tocca come tappe principali San Giuliano Milanese e Lodi, con soste presso l’abbazia di Chiaravalle e quella delle Benedettine di Viboldone, per poi giungere a Roma. La seconda proposta, “Il pane che sostiene il cammino”, sarà un pellegrinaggio che toccherà Orvieto, Bolsena, Montefiascone, Viterbo. Terza proposta, “La mappa che orienta il cammino”, si sostanzia in un percorso che passa per Ortona, Lanciano, Rapino, Manoppello e che incrocia i luoghi d’arte e di spiritualità tra cui la basilica di San Tommaso a Ortona e il santuario del Volto santo a Manoppello. La diocesi di Bergamo percorrerà il cammino di san Tommaso, da Ortona a Roma; sarà anche una forma di pellegrinaggio sulle orme di santa Brigida di Svezia, tra i patroni d’Europa, che tra il 1365 e il 1368 giunse proprio ad Ortona. I 125 chilometri di cammino saranno accompagnati dal vescovo Francesco Beschi.

La diocesi di Brescia procederà invece verso il Passo Paradiso partendo da Iseo dopo una giornata di festa e di preghiera. Como, con “Let’s go”, marcia da Chiavenna a Tirano seguendo il sentiero Valtellina di 95 chilometri. Crema ha deciso per un itinerario da Loreto ad Assisi soffermandosi sui luoghi di Francesco. Anche Cremona pone al centro dell’attenzione il “poverello di Assisi”, andando da Loreto a Roma attraverso Camerino. La diocesi di Lodi propone il tracciato da Gubbio a Roma sui passi di san Giovanni da Lodi, che fu vescovo di Gubbio. La via Francigena è scelta per i giovani di Pavia, soffermandosi su sant’Agostino come figura da approfondire (visite a Fidenza e pieve romanica di Fornovo). Da Mantova a Roma le tappe saranno Viterbo, Vetralia e Sutri. Infine la diocesi di Vigevano ha pensato a un cammino “romano” sulle orme dei santi: San Paolo fuori le mura; San Giovanni in Laterano; Santa Croce in Gerusalemme; Santa Maria Maggiore; Basilica di San Pietro.

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