Portogallo, Spagna, Slovacchia

Portogallo: relazione annuale sul volontariato
La Fondazione Fede e cooperazione ha divulgato l’annuale “Relazione sul volontariato”, dalla quale si evince che nel 2014 sono stati 900 i volontari portoghesi coinvolti in attività nazionali e internazionali. Nel comunicato diffuso dall’associazione della Conferenza episcopale (Cep) si informa che, dai dati provenienti dalle 61 entità che integrano la Rete di volontariato missionario, “sono esattamente 624 coloro che hanno realizzato i loro interventi in Portogallo, mentre sono stati 276 i giovani e gli adulti che hanno partecipato a progetti di breve o più lungo termine riguardanti Paesi in via di sviluppo: il Mozambico ha accolto 74 volontari, le isole di Capoverde 71, l’Angola 38, São Tomé e Príncipe 36, il Brasile 27, la Guiné-Bissau 18 e la Repubblica di Timor Est 9; i restanti 3 operatori hanno invece prestato il loro impegno al di fuori dei Paesi lusofoni, 2 in Bolivia e uno in Perù”. Secondo il documento della Fondazione, “la maggioranza dei missionari partiti sono studenti e persone tra i 18 e i 35 anni, che hanno il lavoro, ma che dedicano le proprie ferie al volontariato internazionale; tuttavia, oltre a 12 disoccupati, 8 di essi hanno lasciato definitivamente l’occupazione per dedicarsi interamente alle attività a cui si sono dedicati”. L’azione missionaria riguarda principalmente lo sviluppo di progetti educativi e formativi, ma anche funzioni legate all’agricoltura, l’animazione socioculturale, la costruzione di infrastrutture, la pastorale, la salute, le dinamiche comunitarie: “gli obiettivi preferenziali degli stessi progetti concernono i bambini (17%), i giovani (15%), le famiglie (8%) e inoltre il miglioramento della condizione femminile (9%)”.

Spagna: cooperazione allo sviluppo in 57 Paesi
Manos Unidas, la ong della chiesa cattolica spagnola, ha presentato la Memoria 2014 nella quale descrive le attività di sensibilizzazione e di educazione per lo sviluppo realizzate, i progetti di cooperazione approvati e i dati economici. Solo nel 2014, Manos Unidas ha approvato la realizzazione di 608 progetti. Sommandoli a quelli già in atto, la ong attualmente sostiene oltre 1.300 progetti di cooperazione. Per quanto riguarda i settori dei progetti targati 2014 si tratta di agricoltura (94), educazione (224), salute (116), promozione sociale (95), promozione femminile (79). Questi progetti, ai quali sono stati destinati 39 milioni di euro, si stanno realizzando in 57 Paesi dell’Africa, dell’America e dell’Asia e ne beneficiano in maniera diretta oltre 2 milioni e mezzo di persone. Nel 2014 il 91,6% dei fondi di Manos Unidas sono stati destinati alla lotta contro la fame, la povertà e alle loro cause nel mondo, un 6,5% all’amministrazione e alla struttura e l’1,9% alla raccolta fondi. Le entrate di Manos Unidas nel 2014 sono arrivate a più di 43 milioni. Un 87,1% provengono da fonti private e il 12,9% dal settore pubblico. I soci di Manos Unidas, con un 40,2% delle donazioni, sono il pilastro, ma Manos Unidas è anche la ong di sviluppo della chiesa cattolica in Spagna, da cui viene una percentuale importante di risorse. La colletta annuale che realizzano le parrocchie a favore di Manos Unidas la seconda domenica di febbraio, insieme alle donazioni di altri enti religiosi, costituiscono nel 2014 il 26,1% delle entrate. Altri fondi arrivano da eredità e legati e da scuole.

Slovacchia: in bici e ai piedi a favore della vita
“Invitiamo tutti a dedicare almeno una giornata di luglio al servizio della vita. I bambini sono un segno di speranza e di gioia… di cos’altro ha bisogno il nostro mondo contemporaneo, pieno di paure e di incertezze?”. È questa la domanda di padre Dusan Skurla, uno degli organizzatori della seconda Marcia nazionale per la vita in programma il 20 settembre a Bratislava, in relazione al “ciclo-pellegrinaggio” per la vita che si sta svolgendo nell’ambito dei preparativi per l’evento di settembre e che ha preso il via il primo weekend di luglio a Kezmarok con un ambizioso obiettivo: attraversare 54 città slovacche per promuovere l’idea della protezione della vita sin dal concepimento. “Vogliamo incontrare la gente locale di buona volontà e pregare insieme nei luoghi in cui i bambini diventano vittime innocenti dell’aborto”, ha spiegato Jan Hudacek, coordinatore del pellegrinaggio, esprimendo l’auspicio che gli abitanti di queste città sapranno ascoltare il “gioioso messaggio della dignità umana dal concepimento fino alla morte naturale”. I partecipanti più giovani hanno 13 anni mentre il più anziano ne ha 67. Il percorso, di 2.000 chilometri, culminerà il 31 luglio a Bratislava con la possibilità di aggregarsi a qualsiasi tappa.

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