Un carmelo tra fede e arte

Dopo 12 anni di lavori è giunta la dedicazione della chiesa di Snagov, del complesso monastico dei Carmelitani. Sintesi tra Oriente e Occidente

Si dice in Romania che le cose buone richiedono tempo. Ebbene, per il complesso monastico dei padri Carmelitani scalzi di Snagov, costruito a circa 30 chilometri da Bucarest, ci sono voluti 12 anni di lavori, conclusi solennemente sabato 30 maggio, con la dedicazione della chiesa e la consacrazione dell’altare. Alla celebrazione, presieduta dall’arcivescovo metropolita di Bucarest, mons. Ioan Robu, hanno preso parte il vescovo greco-cattolico di Bucarest mons. Mihai Fratila, 50 sacerdoti diocesani e religiosi, mille fedeli dalle parrocchie di Bucarest e dintorni, un gruppo di fedeli e sacerdoti dall’Italia e una delegazione della Provincia veneta dei Carmelitani scalzi.

Cercare l’intimità con Dio. Arrivati in Romania nel 2000 dalla Provincia veneta (Italia), un gruppo di Carmelitani dopo aver abitato inizialmente in un appartamento a Bucarest hanno acquistato un terreno in un villaggio vicino alla capitale e nel 2003 hanno iniziato i lavori di costruzione del carmelo. “Abbiamo voluto creare un ambiente bello dove le persone possano ritrovare se stesse nell’intimità di Dio”, ha dichiarato padre Antonio Prestipino, il quale ha coordinato i lavori. E ci sono riusciti. L’architettura, i mosaici, le vetrate, i fiori, i chiostri e tutto il complesso nel suo insieme esprimono accoglienza, pace e bellezza e invitano a elevare il cuore a Dio.
 
Opera ecumenica. L’intera costruzione abbina in modo unico e armonioso elementi dell’architettura occidentale con quelli tradizionali romeni, ed è opera comune di un architetto ortodosso romeno, Tudor Radulescu, e di uno cattolico sloveno, Andrej Stepancic. “Trovandoci in un Paese con grandi tradizioni, ma diverse, abbiamo desiderato realizzare un monastero nel quale le due culture si abbracciassero e s’intrecciassero”, ha spiegato padre Prestipino. Il complesso monastico è formato da una chiesa, una torre, un convento e una casa d’accoglienza, che insieme creano due chiostri: uno riservato ai frati, l’altro pubblico. La casa di accoglienza, che dispone di cappella, alcune aule, refettorio e stanze per 2, 3, 4 e 5 persone, per un totale di 150 posti letto, ospita ritiri, conferenze, incontri ecclesiali, eventi religiosi e culturali a carattere nazionale e internazionale.

Il lavoro di Rupnik. Le vetrate e i mosaici della chiesa sono stati realizzati da padre Marko Rupnik, gesuita sloveno, insieme alla sua équipe di artisti: 24 persone di 10 nazionalità, romano-cattolici, greco-cattolici e ortodossi, i quali nel corso di una settimana hanno realizzato i mosaici. Nell’altare, da una parte e dall’altra della scena centrale con l’incoronazione di Maria da parte di suo figlio, l’artista ha inserito due gruppi di santi, in parte della famiglia carmelitana, in parte santi legati in qualche modo alla Romania e altri onorati anche dalla Chiesa ortodossa romena: accanto a Giovanni della croce, Teresa d’Avila, Teresa di Lisieux ed Edith Stein, ci sono il beato Vladimir Ghika (romeno), Giovanni Paolo II, san Giovanni Cassiano e santa Elena.

Chiesa unica in Europa. La chiesa dei Carmelitani scalzi di Snagov è talmente ricca di significati teologici che ogni elemento di architettura, ogni finestra, ogni mosaico, ogni scelta degli architetti e degli artisti raccontano una storia, parlano di Dio e del suo amore per l’uomo. Le 12 colonne sui quali si appoggiano i balconi interni della chiesa sono come le arpe degli angeli; il pavimento della chiesa è a strisce bianche e grigio chiaro e scuro che finiscono con il marmo bianco di Carrara dell’altare, tutto inteso come una via di purificazione; l’altare è quadrato, perché ad esso si nutrono i popoli dei quattro angoli del mondo; il portone all’entrata nella chiesa riporta il tema dell’Annunciazione, con bassorilievi in bronzo realizzati da uno dei padri carmelitani, Tarcisio Favaro, e le maniglie sono le lettere “da” (cioè la parola “sì”) perché con l’entrare nella chiesa il fedele decide di diventare anch’egli parte della storia della salvezza. Nel consegnare i mosaici, Marko Rupnik ha detto che è “la migliore delle chiese moderne dell’Europa dal punto di vista architettonico e teologico”.

Il grazie dell’arcivescovo. “Ringrazio i padri Carmelitani scalzi perché sono venuti in Romania, nella nostra arcidiocesi; li ringrazio per il loro esempio di coraggio, perseveranza e fede. E li ringrazio anche per il dono di questo bella chiesa, luogo di pace, di pellegrinaggio e di incontro con Dio”, ha detto durante la messa mons. Ioan Robu. La nuova chiesa è stata dedicata alla Madonna del Carmelo e dichiarata dall’arcivescovo di Bucarest santuario mariano diocesano.

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