Le esagerazioni” “del signor Erdogan

Quanto sono lontani i tempi dei poster 6 metri x 3 con la faccia sorridente del Cavaliere nostrano! Oggi apparirebbero dei "santini elettorali" se solo fossero messi a confronto con il poster grande 4.709 metri quadri che il partito Akp, quello del presidente turco Erdogan per intenderci, ha voluto preparare per i suoi leader. Il megaposter, esposto lo scorso 30 maggio in piazza Yenikapi, a Istanbul, in occasione della cerimonia per i 562 anni dalla conquista di Costantinopoli, ritrae il presidente turco in compagnia del premier Ahmet Davutoglu. Sotto le facce dei due governanti campeggia in grande la scritta: "A noi basta la gente". Un poster da Guinnes dei primati che non sarà certamente dispiaciuto ai grandi amici di Erdogan, ma che ha fatto infuriare i partiti di opposizione che hanno puntato il dito contro quella che considerano un’altra manifestazione di megalomania da parte del presidente, e denunciato lo sfruttamento della commemorazione del 30 maggio, a fini elettorali. Il voto del 7 giugno è, infatti, alle porte.
I partiti di minoranza hanno più volte accusato Erdogan di non rispettare la neutralità imposta dalla sua carica e di fare spudoratamente campagna a favore dell’Akp. Presunta megalomania che sarebbe avvalorata anche dalla scelta del leader turco di dotarsi di una enorme dimora, ad Ankara, contenente almeno 1150 stanze. Anche qui i numeri sono da Guinness: la magione presidenziale occupa 150mila metri quadri di terreno, è dotata di centro congressi, di una residenza per gli ospiti, di un giardino botanico e di un parco. E c’è chi giura che ci sia anche un bunker antiatomico. Il tutto per la modica cifra di 490 milioni di euro (ma il costo reale non si conosce) che in tempi di crisi non passano certo inosservati. A confronto la Casa Bianca, Buckingham Palace e il Cremlino appaiono come dei dignitosi appartamenti di due camere, bagno e cucina abitabile.
Singolare che a varcare per primo (28 novembre 2014) la soglia del nuovo sontuoso palazzo presidenziale di Ankara sia stato proprio Papa Francesco che nel suo discorso alle autorità ebbe modo di ricordare un’altra casa, quella povera, modesta e piccola che si trova vicino ad Efeso e che "una venerata tradizione considera la casa di Maria", la madre di Gesù. Quel discorso poi proseguiva: "la Turchia… ha una grande responsabilità: le sue scelte e il suo esempio possiedono una speciale valenza e possono essere di notevole aiuto nel favorire un incontro di civiltà e nell’individuare vie praticabili di pace e di autentico progresso". "Fuge magna", fuggi le mire troppo alte, scriveva Quinto Orazio Flacco nelle sue Epistole, specialmente se queste non sono le "vie praticabili di pace e di progresso" indicate da Francesco. E non solo alla Turchia.

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