Piacenza, per i giovani è più facile acquistare la casa” “

La Regione EmiliaRomagna, attraverso il mondo delle cooperative, finanzia dal 50 al 70 per cento dei costi di costruzione. Le giovani coppie entrano subito in possesso della casa con l'impegno di pagare un canone di affitto contenuto (dai 250 ai 400 euro mensili) secondo la grandezza dell'appartamento e per un periodo di 25/30 anni. A carico loro anche un anticipo fra i 10 e 15mila euro

Dopo 7-8 anni di crisi, dopo che la produzione industriale è crollata del 25%, l’edilizia ha accusato cali del 30-40%, la disoccupazione nazionale è raddoppiata dal 6 al 13%, i giovani per quasi la metà rischiano di rimanere fuori dal mondo del lavoro, è lecito chiedersi come possa fare proprio una coppia di questi giovani semi-occupati a pensare di mettere su famiglia e a trovare casa avendo pochi soldi a disposizione. Per comprarne una, se si vive in città e si è senza un lavoro stabile e ben retribuito, ci vuole assolutamente l’aiuto dei genitori. Magari è diverso nei centri minori, dove i costi sono più bassi, ma in ogni caso è sempre necessaria una certa base di partenza. Interrogandoci su quali siano oggi le possibilità abitative per le giovani coppie, ci siamo imbattuti in una inserzione sul mensile della parrocchia di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) che si intitola "L’Idea" e che è un inserto del settimanale "Il Nuovo Giornale" della diocesi di Piacenza-Bobbio. Questa inserzione parla di nuova realizzazione di alloggi in palazzina con "patto di futura vendita", classe energetica B, con un canone a partire da 350 euro mensili. Promotori dell’iniziativa sono il consorzio cooperativo Concopar che si appoggia al locale circolo Acli, aderendo a Confcooperative (le cosiddette "coop bianche"). Quella cifra di 350 euro al mese è subito parsa particolarmente stuzzicante, perché alla portata anche dei giovani. Quindi ci siamo rivolti al presidente del consorzio, Mario Spezia che, assistito dal direttore commerciale Enzo Caprioli, ha risposto ad alcune domande.

Presidente, come è possibile da voi comprare casa con 350 euro al mese?
"Noi operiamo a Piacenza e provincia dal 1980 e in oltre trent’anni abbiamo realizzato decine e decine di iniziative. Il segreto è la cooperazione e l’utilizzo degli strumenti più adeguati per rispondere a coloro che, da un lato, non sono così ricchi per poter acquistare sul mercato libero e, dall’altro, nemmeno così poveri da entrare nelle graduatorie delle case popolari. In pratica ci rivolgiamo a una grossa fascia di popolazione dai redditi medi o medio-bassi, che se non avesse strumenti come quelli da noi offerti rischierebbe di rimanere in affitto per sempre".

Ci spiega cosa è il "patto di futura vendita"?
"È uno strumento che usufruisce, nel nostro caso, delle scelte politiche della regione Emilia-Romagna di erogare a fondo perduto, alle cooperative che reputa meritevoli, fondi che vanno a coprire dal 50 al 70% dei costi di costruzione. Si tratta del programma Ers 2010. I soci che ne usufruiscono non debbono possedere nessuna altra proprietà, e questa condizione è tipica di moltissimi giovani. Quando tali richiedenti vengono accettati ed entrano nel programma si impegnano a versare una cifra iniziale che oscilla tra i 10 e i 15mila euro. A quel punto, a costruzione ultimata, pagano per 25-30 anni un canone mensile molto contenuto, tra i 250 e i 400 euro al mese, secondo la grandezza dell’appartamento, e alla fine con il riscatto divengono totalmente proprietari dell’immobile".

La formula appare molto vantaggiosa. Quali le sue caratteristiche?
"Si tratta, come dicevo, di un contratto di affitto con riscatto previsto dal patto di futura vendita. Grazie anche alla Legge Lupi, che consente di trascrivere questo contratto al registro immobiliare, il socio diviene di fatto proprietario a tutti gli effetti sin dall’inizio benché debba pagare per tanti anni questo particolare affitto. Al momento del rogito verserà le tasse relative e la proprietà sarà sua".

Dietro questa particolare tipologia contrattuale c’è quel forte contributo pubblico di cui lei ci parlava. Come lo valuta in termini di politiche sociali?
"È chiaramente una scelta politica che prende le mosse dal fatto che, purtroppo molto spesso, l’investimento pubblico nelle case popolari si rivela un onere molto pesante e per il quale ci sono grossi problemi di gestione. Ciò sia perché a volte gli inquilini non pagano i pur bassi canoni d’affitto previsti, sia perché il patrimonio si deteriora e lo Stato ha dei costi di gestione molto elevati. Nel caso nostro, invece, non c’è un finanziamento pubblico al 100 per cento, ma al massimo al 70, e gli inquilini sono fortemente motivati a divenire proprietari dell’appartamento, potendolo pagare una cifra molto contenuta".

Voi avete fatto un’inserzione sul giornale cattolico locale. Perché?
"Anzitutto perché siamo un consorzio di cooperative di area cattolica e poi perché sappiamo che ‘L’Idea’ è diffuso a Fiorenzuola gratuitamente in tutte le case, oltre 5mila copie al mese. In questo caso parrocchia e diocesi sono molto contente di poter collaborare per aiutare i giovani a farsi una famiglia. Da parte nostra, grazie all’appoggio regionale, abbiamo in buona parte le spalle coperte e ci compete solo di assicurarci che la scelta dei soci sia rispettosa dei requisiti richiesti, oltre che si tratti di persone serie e affidabili. In più, facciamo anche un’opera di solidarietà nel segno della dottrina sociale della Chiesa".

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