Comece, Inghilterra e Galles, Austria, Lussemburgo

Comece: Europeinfos, allarme sull’antisemitismo
“La minaccia di un antico spettro aleggia sull’Europa: l’antisemitismo”. L’allarme arriva dai vescovi della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) nell’editoriale di Europeinfos di maggio, disponibile on-line. La presenza delle altre religioni in Europa segna il nuovo numero anche con i contributi dedicati a esplorare le domande se “il dialogo interreligioso può aiutare a lottare contro il radicalismo?” o se l’islam sarà in grado di scegliere se essere “islam europeo”, in dialogo con la cultura occidentale, o “islam in Europa” tout court. Continua inoltre la riflessione sui temi ambientali, in vista del summit di Parigi di fine anno, con un’interessante carrellata sulle iniziative delle organizzazioni cattoliche per affrontare il cambiamento climatico. Europeinfos ospita anche un contributo del superiore regionale dei gesuiti in Ucraina, David Nazar, che spiega il significato della presenza della Chiesa cattolica nella “rivoluzione della dignità” sulla Maidan a Kiev nell’inverno dello scorso anno.

Inghilterra e Galles: come vivere l’Anno della Misericordia
La Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles dà il benvenuto all’Anno santo della Misericordia annunciato da Papa Francesco pubblicando una nota nella quale si suggerisce come celebrarlo nel modo migliore. Tra le indicazioni: realizzare una Porta santa fuori dalla cattedrale londinese di Westminster, chiesa madre del cattolicesimo inglese e in alcuni santuari scelti allo scopo; pellegrinaggi come tappe di un cammino di conversione e celebrazioni speciali, il 4-5 marzo dell’anno prossimo, durante le quali ci si potrà confessare e adorare il Santissimo Sacramento. Nel comunicato si invitano i fedeli ad “avere un’attenzione particolare per i sacerdoti, che mostrano il volto misericordioso del Padre, amministrando i sacramenti alle persone a loro affidate”, e a “esplorare, in modo creativo, come raggiungere altri, soprattutto i più bisognosi, attraverso opere di misericordia”. Secondo i vescovi di Inghilterra e Galles l’Anno della Misericordia è anche “una via fruttuosa di dialogo con altri cristiani, altre religioni e non credenti” e un modo per “mostrare tenerezza nei confronti del mondo che Dio ha creato”.

Austria: in braille il libro dei canti e delle preghiere
Il nuovo libro delle preghiere e dei canti della Chiesa austriaca, il “Gotteslob” (Lode a Dio) sarà utilizzabile anche dai ciechi e dagli ipovedenti. È in corso di realizzazione l’edizione in stampa in caratteri Braille per i ciechi e la versione rimasterizzata digitale per essere compatibile con i notetakers elettronici utilizzati dai non vedenti. Tutta la progettazione e l’investimento sono del Blindenapostolat, l’Apostolato per i ciechi austriaco. Il Gotteslob sarà presto disponibile anche nel formato cartaceo A4 – con caratteri extra-large – per le persone ipovedenti. Il Blindenapostolat ha inoltre annunciato che, per la prima volta nella Chiesa austriaca, sarà una donna a guidare l’associazione: si tratta della sessantaseienne Henriette Etzenberger, ex insegnante di scuola elementare. Il Blindenapostolat è un’associazione di pastorale sociale e assistenza su base diocesana e federale, che ha come scopo la formazione di laici nei servizi religiosi per non vedenti, ipovedenti e sordo-ciechi, che offre eventi speciali liturgici e fornisce ausili alle parrocchie e alle istituzioni assistenziali.

Lussemburgo: il Granducato, la Chiesa e gli immigrati
“Oggi il 46% dei residenti non ha la nazionalità lussemburghese”, ma “tutte queste persone fanno parte della nostra società, della sua vita, ricchezza, bellezza e diversità”. Da questo dato ha preso spunto nei giorni scorsi l’arcivescovo del Lussemburgo Jean-Claude Hollerich per la lettera ai fedeli dal titolo “Insieme responsabili dell’avvenire del nostro Paese e della nostra società”. “Senza i nostri immigranti il Lussemburgo non potrebbe vivere né sopravvivere”, scrive l’arcivescovo, la cui preoccupazione è che questa fetta di popolazione “non è veramente integrata nella vita politica del Granducato”. Sullo sfondo il referendum del prossimo 7 giugno, e la domanda se dare ai residenti non lussemburghesi la possibilità di votare alle elezioni nazionali iscrivendosi su base facoltativa nelle liste elettorali. Per l’arcivescovo “altre iniziative dovranno essere sviluppate affinché questi residenti prendano coscienza delle loro responsabilità socio-politiche”: “un Paese non deve escludere dalla vita politica coloro che contribuiscono quotidianamente alla sua vita economica, sociale, culturale e religiosa”. L’invito del vescovo ai cittadini è a informarsi in vista di questo voto.

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