Spagna, Portogallo, Bosnia, Germania

Spagna: dalla Caritas uno “stop” al razzismo
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, che si è celebrata il 21 aprile, la Caritas spagnola ha fatto appello a rivedere gli atteggiamenti personali e collettivi. La frequenza con la quale si ascoltano commenti a sfondo razzista rivela, secondo la Caritas spagnola, “la persistenza di pregiudizi, stereotipi e comportamenti di esclusione” che “sono spesso il risultato di ignoranza”. Non solo: “Molte decisioni politiche non contribuiscono positivamente a stroncare questi sintomi sociali di discriminazione”. La Caritas segnala il calo delle risorse di bilancio destinate a sostenere l’integrazione degli immigrati e a rafforzare l’intervento in ambito scolastico. Denuncia inoltre la mancanza di sostegno alle attività dell’Osservatorio permanente dell’immigrazione e l’Osservatorio spagnolo del razzismo e della xenofobia, le cui continuità sono in pericolo. Se non bastasse, denuncia la Caritas, “il diritto di asilo alle nostre frontiere appare soggetto a restrizioni a seconda della provenienza geografica, senza prendere in considerazione né trattati né convenzioni internazionali”. Per la Giornata, la Caritas fa appello anche alla responsabilità di coloro che cercano di ottenere il sostegno elettorale con messaggi xenofobi e razzisti rovinando il clima di convivenza sociale. “Non possiamo dimenticare – afferma la Caritas – che le condizioni di precarietà e vulnerabilità che colpiscono nel nostro Paese migliaia di famiglie peggiorano ulteriormente quando le relazioni sociali si impregnano di atteggiamenti razzisti e di esclusione che, nella vita quotidiana, rovinano in molti casi la possibilità di creare reti di vicinato solidali”.

Portogallo: attenzione ai problemi legati a vita e demografia
In chiusura dell’Assemblea plenaria dei vescovi portoghesi, svoltasi la scorsa settimana a Fatima, in riferimento alle prossime elezioni legislative, il presidente della Conferenza episcopale (Cep) ha dichiarato che “qualunque organismo politico responsabile dovrà urgentemente affrontare le tematiche riguardanti l’aborto e il sostegno alla natalità”. Mons. Manuel Clemente ha spiegato che “l’attuale uso della legislazione sull’interruzione volontaria della gravidanza si traduce spesso in un mezzo di regolazione delle nascite, in quanto molte donne ricorrono a essa più volte l’anno”. La denuncia, proveniente da organizzazioni confessionali, da cittadini, da medici, da professionisti della salute, dimostra che “la legge in vigore non risponde agli scopi per i quali era stata redatta”, ha aggiunto il patriarca di Lisbona. “Più che un nuovo referendum, occorre cercare di agire maggiormente sulle coscienze delle persone, per costruire una società dove la vita costituisca il primo di tutti i diritti”. In relazione all’importanza del sostegno alla natalità, il nuovo cardinale ha invece ricordato le previsioni che indicano che a metà del XXI secolo il Portogallo avrà una popolazione di sei milioni di abitanti rispetto ai dieci attuali: “Tale problematica non è affatto irrilevante; anzi, in una parallela situazione di progressivo invecchiamento della popolazione deve essere approfondita e analizzata seriamente”.    

Bosnia: Mostar, lettera ai fedeli per la visita del Papa
Una lettera ai fedeli, al clero e ai consacrati per invitarli a prepararsi e a partecipare all’incontro con Papa Francesco il 6 giugno, a Sarajevo. A scriverla il vescovo di Mostar-Duvno e amministratore apostolico di Trebinje-Mrkan, monsignor Ratko Peric. “Chiedo a tutti coloro che possono partecipare di essere presenti alla messa nello stadio Koševo – scrive il vescovo – e di pregare per le intenzioni del Pontefice. La sua visita sarà per tutti noi un segno di incoraggiamento alla fraternità, un lievito di pace, di dialogo e di amicizia”. Proseguono nel frattempo i preparativi per la visita. Le suore clarisse di Brestovsco e quelle francescane da Gornja Tramošnica stanno confezionando le ostie della celebrazione allo stadio cui sono attesi migliaia di fedeli. Alle suore francescane di Mostar spetta invece il compito di cucire la pianeta di Papa Francesco e dei concelebranti. A buon punto è anche la lavorazione del “trono” papale che sarà usato dal Pontefice nella messa allo stadio e nell’incontro con i consacrati in cattedrale. La poltrona è un dono della parrocchia di Zavidoviæ e per la sua realizzazione, con intarsi a mano, hanno contribuito anche fedeli musulmani.

Germania: giovani cattolici su lavoro e migrazioni
L’assemblea generale della Bdkj – Federazione dei giovani cattolici tedeschi si è chiusa domenica 19 aprile, presso il castello di Rothenfels am Main con l’elezione dei nuovi organismi nazionali. Presidente federale è stato eletto il sacerdote Dirk Bingener, già alla presidenza diocesana della Bdkj di Colonia. Prende il posto di don Simon Rapp, per sei anni a capo della federazione. Confermata la presidente nazionale Lisi Maier, con delega agli interessi dei bambini adolescenti e giovani adulti. Rinnovato anche il consiglio federale. Durante i lavori sono stati trattati i temi del lavoro precario, dell’importanza teologica delle associazioni. Ma soprattutto è stato presentato un appello per la sicurezza dei migranti perché abbiano accesso sicuro, trasparente ed equo all’asilo nell’Ue.

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