L’Internet delle cose” “che ci cambia la vita

L'esistenza quotidiana è sempre più on line, gli smartphone indirizzano le scelte personali. Rischi e vantaggi. La Commissione Ue punta i riflettori

Le tecnologie digitali modellano sempre più il nostro vivere quotidiano; ciò pone molte questioni sul piano culturale ed educativo, massmediale, giuridico, e spesso è a livello europeo che occorre cercare la risposta. In questa prospettiva la Commissione europea ha recentemente promosso un dibattito d’orientamento sulla strategia Ue per il mercato unico digitale la cui adozione è prevista per il mese di maggio. I commissari ne percepiscono le opportunità per l’economia e la società europee, ma al tempo stesso avvertono l’esistenza di attentati alla dignità della persona umana, rischi per i consumatori o questioni aperte per la politica della concorrenza.
Al di là dei progressi nel settore dei nuovi mezzi di comunicazione, oggi le moderne tecnologie si integrano per unificarsi in un insieme che è ormai chiamato “Internet delle cose”, che è anzitutto una massa innumerevole di “sonde”, spesso microscopiche collegate a qualsiasi tipo di oggetto per formare un enorme sistema di raccolta dati. Queste “sonde” sono connesse senza fili a Internet.
La rapida crescita dell’Internet delle cose è impressionante. All’inizio del 2014 circa 10 miliardi di dispositivi – computer, telefoni cellulari, automobili, vestiti, frigoriferi, cibo, piante, aerei, persone – sono stati connessi in modalità wireless. Si stima che nel 2020 saranno 30 miliardi. La massa dei dati raccolti è davvero immensa. 172 milioni di transazioni con carte Visa al giorno in tutto il mondo, 500 milioni di messaggi su Twitter, solo per fare degli esempi. Questo “big data” viene memorizzato nel “cloud”, la nuvola, o più prosaicamente negli enormi parchi dei server (server farm).
In futuro, lo smartphone diventerà l’oggetto più prezioso per noi, se non lo è già. È attraverso lo smartphone che ci connettiamo e definiamo il nostro approccio personale con la combinazione delle diverse applicazioni scaricate e dei parametri integrati. Di fatto, esso diventerà sempre più una sorta di avatar di noi stessi per consigliarci sulla nostra salute, informare i membri della nostra famiglia, il nostro medico, la nostra assicurazione; lo utilizzeremo se il nostro corpo inviasse segnali irregolari, per adeguare il riscaldamento della nostra casa alle nostre abitudini, per dirci quali opzioni di cena ci offre il frigorifero di casa, anche in funzione del nostro peso, e per proporci una gamma di prodotti del supermercato in base ai precedenti acquisti effettuati.
Il nuovo mondo che viene istituito dall’Internet delle cose avrà innegabili vantaggi, ad esempio nell’economia dell’energia, perché offrirà soluzioni intelligenti o “smartes”, come si dice; ma sono evidenti svantaggi e rischi. Sono in pericolo il rispetto della privacy dei cittadini e i diritti dei consumatori. Non è la macchina che si comporterà come un essere umano; è l’essere umano che rischierà di conformarsi alle esigenze della gigantesca macchina che sarà l’Internet delle cose.
In questa prospettiva, la Commissione europea prevede tre grandi assi di intervento per la sua strategia digitale. Essa intende anzitutto migliorare l’accesso dei consumatori e delle imprese ai beni e ai servizi digitali, in particolare agevolando il commercio elettronico transfrontaliero. Il secondo obiettivo è la creazione di un ambiente propizio allo sviluppo delle reti e dei servizi digitali. Così, l’adozione del regolamento sulla protezione dei dati personali potrebbe aumentare la fiducia degli utenti nella sicurezza delle piattaforme online e dei motori di ricerca. Infine, terzo asse, i commissari intendono dare all’economia digitale il suo potenziale di crescita a lungo termine. Per questo è necessario risolvere ad esempio i problemi legati alla proprietà, alla protezione dei dati e alle norme del big data.
Nel quadro della sua politica di concorrenza, la Commissione europea rimane inoltre vigile sulle grandi aziende tecnologiche. Amazon, Apple, Facebook e Google sono attualmente oggetto di indagine per quanto riguarda le loro pratiche fiscali, la loro politica di protezione dei dati, l’eventualità di una loro illecita posizione dominante sul mercato. Proprio il 15 aprile la Commissione ha puntato i riflettori sul caso-Google, accusata di abuso di posizione dominante nel mercato europeo, ed è finito sotto inchiesta anche il sistema operativo Android per gli smartphone. Margrethe Vestager, commissaria Ue per la concorrenza, ha affermato: “Smartphone, tablet e dispositivi analoghi rivestono un ruolo sempre più importante nella vita quotidiana di molte persone, e vogliamo essere certi che i mercati in questo settore possano svilupparsi senza alcuna restrizione anti-concorrenziale imposta da qualche azienda” L’insegnamento sociale della Chiesa ci impedisce di condannare le tecnologie in sé, ma ci chiede di formulare esigenze forti sulla loro modalità di utilizzo. Questo è il motivo per cui è assolutamente centrale seguire attentamente i prossimi lavori della Commissione europea in tale ambito.

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