Quale formazione dopo le “medie”

Dieci milioni di euro per tre anni contro la dispersione scolastica

La Regione Liguria ha stanziato recentemente 10 milioni di euro per tre anni, con risorse tratte dal fondo sociale europeo, con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica. Nello stesso tempo ha approvato la programmazione per i percorsi d’istruzione e formazione professionale che si rivolgono ai giovani in uscita dalle scuole medie. Ogni anno in regione sono circa 1.400 i ragazzi interessati ai corsi triennali gestiti dagli enti di formazione e dagli istituti professionali. Tali percorsi rappresentano anche una grande opportunità contro l’abbandono scolastico. Necessario agire sulle cause. Agire sulle cause che determinano l’abbandono scolastico, e formare i docenti attuando l’autonomia scolastica: sono alcune delle strategie necessarie per ridurre gli abbandoni scolastici indicate da Rossella Verri, vicepresidente nazionale di Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori e formatori) e presidente di Uciim Liguria onlus. “Nella graduatoria dei 27 Paesi Ue – spiega – l’Italia è in ritardo, collocandosi quart’ultima”. Per questo, “prima di parlare delle strategie per combattere l’abbandono scolastico, occorre fare luce sulle cause principali che lo hanno determinato”. In particolare, “manca l’idea di quale tipo di cittadino e persona si voglia formare per contribuire a costruire il Paese”. Verri ricorda, tra l’altro, che “la scuola media unica, la più grande innovazione scolastica del secolo scorso, è invecchiata per programmi, organizzazione e struttura”. Per questo è necessario “rivoluzionare il metodo d’insegnamento e della didattica, che deve essere per competenze, del lavoro in classe, a cominciare dalla scuola dell’infanzia”. Tra le azioni da intraprendere Verri ne indica prioritariamente alcune: “Selezionare il corpo docente, formare i docenti in servizio, riconoscerne e valorizzarne la professionalità; tornare a dare importanza alle materie fondamentali quali letteratura, storia, scienze e matematica”. È inoltre necessario “valorizzare l’autonomia scolastica, ad oggi non pienamente attuata” e “tornare al rispetto degli obblighi disciplinari” compresa la “condotta ed il riconoscimento dei ruoli”. La lotta alla dispersione è anche tra gli obiettivi di Uciim che è da tempo attiva in tale settore con convegni e corsi di formazione. Puntare sull’orientamento. “La chiave più importante cui affidare l’apertura di orizzonti sereni sul fronte del successo scolastico è quella di un serio orientamento”. Ne è convinto Emiliano Stroppiana di Aesseffe, l’agenzia di servizi formativi senza scopo di lucro operante in Liguria dal 2001, emanazione delle Acli. Stroppiana evidenzia innanzitutto che “in questi ultimi anni la Regione Liguria ha posto in essere iniziative e finanziamenti importanti contro la dispersione scolastica soprattutto attraverso il cosiddetto “Piano giovani” del 2013″. “La strada intrapresa è sicuramente quella giusta – spiega – visto che un seguito a quanto già è stato messo in atto sarà garantito dalla programmazione del Fondo sociale europeo 2014-2020”. Stroppiana ricorda “l’esperienza realizzata da Aesseffe con la realizzazione, insieme ad un altro ente di formazione, Asfor, a otto Istituti della scuola secondaria di primo e secondo grado e a due corsi di laurea, di una importante sperimentazione dal nome ‘La giusta via: orientare non solo per informare ma per educare a scegliere'”. Per lui “il modello vincente per fare orientamento è farlo diventare un percorso ‘educativo’ che favorisca la crescita personale, la ricerca e valorizzazione dei talenti che ogni giovane ha dentro di sé”. Non meno importante è “valorizzare il ruolo delle famiglie e degli insegnanti che devono aiutare meglio i giovani a scegliere consapevolmente la propria strada, affinché non ne siano condizionati né le capacità né il futuro”.Adriano Torti(27 marzo 2015)

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