Contro la violenza di genere

Approvato il piano triennale di lavoro: quattro gli ambiti d'intervento

Con voto unanime, il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha approvato il Piano triennale 2015-2017 degli interventi previsti dalla legge regionale n. 4/2013 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere. Il Piano è il risultato della collaborazione tra l’assessorato alla Sanità e Politiche sociali e il Forum permanente contro la violenza di genere, organo simile al precedente gruppo di lavoro contro le molestie e la violenza di genere. Infatti, dal gennaio 2014 il Forum è la sede di dialogo e di confronto tra le istituzioni, le associazioni di volontariato e la società civile su questa problematica. Promuovere cultura del rispetto. Giacinta Prisant, coordinatrice del Centro donne contro la violenza di Aosta, precisa che il piano è un programma di “lavoro in rete” per i prossimi anni e in particolare individua le priorità delle azioni da adottare. In pratica, stabilisce i quattro ambiti d’intervento, che sono la formazione, la prevenzione grazie alla sensibilizzazione e all’informazione, la crescita della rete e dei servizi offerti e la creazione dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere. Questo Piano è un documento d’indirizzo, mentre la progettazione operativa di ogni singola azione sarà precisata in atti futuri che dovranno essere approvati dal Consiglio regionale. “In questo piano – spiega Prisant – abbiamo puntato molto sulla formazione non solo degli operatori e dei volontari: verranno organizzati degli appuntamenti dedicati agli insegnanti, agli avvocati e ai giornalisti. In particolare, sarà ideato un percorso formativo specifico anche per gli operatori del settore con l’intento di potenziare il lavoro di rete e con l’obiettivo di aumentare le competenze tecnico-specialistiche. Si vorrebbe anche pianificare un modello comune di presa in carico tra i diversi soggetti che si occupano di disagio femminile. Infine, grazie a campagne comunicative vorremmo non solo prevenire la violenza, ma anche proporre una cultura del rispetto e del dialogo”. Per realizzare questo Piano il budget complessivo ammonta a 340.000 euro. “La novità importante – continua la coordinatrice – è che vogliamo occuparci non solo delle vittime, ma anche di chi fa loro violenza. Spesso sono persone che hanno subito a loro volta violenze e maltrattamenti. Solo intervenendo anche sulla persona violenta possiamo evitare che il problema si ripeta anche su altre donne. Esistono già in Italia dei centri che si occupano di loro, che ottengono dei risultati molto positivi; infatti, per gli uomini che seguono questi percorsi la recidiva è molto bassa”. Problema trasversale. Anna Maria Torrione, volontaria del Centro di ascolto della Caritas di Aosta, racconta: “Adesso nel territorio regionale ci sono diverse associazioni e una casa protetta che si occupano esclusivamente di questa problematica, per cui chi si trova in difficoltà sa dove andare e a chi rivolgersi. All’inizio degli anni 2000, appena abbiamo aperto la nostra struttura di accoglienza, abbiamo accolto diverse donne maltrattate. Per questo sono una componente del Forum permanente contro la violenza di genere e prima facevo parte del gruppo di lavoro”. “Il problema – precisa la volontaria – esiste anche nella nostra piccola regione, ma per fortuna nella nostra realtà c’è molta attenzione alla problematica sia da parte degli operatori e delle istituzioni sia da parte delle associazioni di volontariato. I dati sul fenomeno fino ad ora non sono stati raccolti in maniera adeguata, ma sembra che il numero dei casi sia praticamente costante negli ultimi anni e che sia una questione non legata al ceto sociale di appartenenza”. Torrione ammette: “Ci siamo stupiti anche noi volontari, ma pare che le vittime appartengano anche a ceti medio alti. Proprio per comprendere meglio il fenomeno il Piano prevede la creazione di un Osservatorio regionale sulla violenza di genere. Infatti, l’esigenza prioritaria è quella di disporre di un sistema scientifico di raccolta dati per realizzare una banca dati unica da pubblicare sul sito istituzionale della Regione autonoma Valle d’Aosta, ovviamente rispettando e tutelando tutti”.Paola Fumagalli(28 febbraio 2015)

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