In cammino verso il Sinodo

Il card. Marx ha presentato gli esiti della plenaria della Conferenza episcopale. Spazio a famiglia, migranti e mass media

Il tradizionale incontro con i giornalisti – trasmesso anche in diretta streaming su domradio.de, canale digitale della Chiesa tedesca – ha chiuso giovedì 26 febbraio la sessione plenaria primaverile della Conferenza episcopale tedesca – Dbk. Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco- Frisinga e presidente della Dbk ha ripercorso i lavori iniziati lunedì 23 febbraio. Per la prima volta nella storia della Conferenza episcopale tedesca, i vescovi si sono riuniti a Hildesheim, dando seguito all’invito del vescovo Norbert Trelleborg, in occasione dei 1200 anni dall’istituzione della diocesi. Vari argomenti hanno caratterizzato il dibattito dei prelati, alla luce della situazione interna sia della Chiesa sia della società tedesca: la riflessione sulla famiglia in vista del Sinodo dei vescovi del prossimo ottobre, con riferimento anche al nuovo questionario sottoposto ai fedeli di tutto il mondo; il tema dell’approccio all’immigrazione e all’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo, anche in considerazione di fenomeni xenofobi e intolleranti come Pegida, e con un forte rilancio della formazione sacerdotale per l’accoglienza; il confronto con le nuove sfide della comunicazione digitale e dei social media, come campo di pastorale e di miglioramento del messaggio ecclesiale; l’analisi delle situazioni di crisi mondiale, con riferimento particolare alle minacce provenienti dal cosiddetto Stato islamico e alla guerra in Ucraina.

La famiglia centro dell’evangelizzazione. Il cardinal Reinhard Marx ha evidenziato che i vescovi hanno “parlato a lungo del prossimo Sinodo. Abbiamo inizialmente rivolto uno sguardo alla Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi dell’ottobre scorso. Dai risultati dell’assemblea, divenuti lineamenta per il nuovo confronto, e dai quali si è generato il nuovo questionario, risulta fondamentale che la famiglia ritorni a essere il soggetto vitale dell’evangelizzazione”. Riferendosi al nuovo questionario, che sviluppa alcuni dei temi già trattati nel precedente, il cardinale ha evidenziato come “per noi vescovi arriva a dispetto di tutte le questioni controverse per ampliare i nostri orizzonti e per rinnovare l’annuncio del Vangelo della famiglia”. Al Sinodo parteciperanno oltre al cardinal Marx, il presidente della Commissione sul matrimonio e la famiglia, il vescovo di Dresda Heiner Koch, e il presidente della Commissione pastorale, il vescovo di Osnabrück Franz-Josef Bode.

Il problema-Pegida, sì all’accoglienza. Proprio il vescovo di Dresda, monsignor Heiner Koch, ha animato il dibattito relativo ai problemi riguardanti l’immigrazione, l’accoglienza dei profughi e la lotta alla discriminazione xenofoba. Koch ha lamentato il “crescente razzismo”, decisamente palese in Germania: “Chi incita contro i rifugiati, gli stranieri, gli immigrati e le persone di colore, ha la Chiesa contro”, ha detto. E riferendosi al movimento anti islamico Pegida, che proprio da Dresda ha iniziato le sue manifestazioni xenofobe e razziste, è stato riferito che il movimento ora ha dei problemi organizzativi, benché non sia scomparso. C’è stata una scissione, ma il fondatore, Lutz Bachmann ha perseguito un “radicalismo di destra in parole e stile”, ha aggiunto Koch. La rielezione a capo di Pegida, avvenuta il 24 febbraio, “fa temere – secondo il vescovo di Dresda – che la democrazia rappresentativa è in una parte della popolazione tedesca in crisi di legittimità”. Sulla questione del diritto all’azione caritativa e di protezione da parte delle comunità ecclesiali locali, i vescovi hanno preso una posizione molto decisa: la Chiesa non rivendica alcun diritto speciale per se stessa ma se le comunità cristiane ospitano i richiedenti asilo, questo accade in casi specifici, e le discrezionalità di legge e regolamentari debbono essere vagliate per evitare disagio umanitario o addirittura il rischio di violazioni dei diritti umani dopo le fughe dai Paesi d’origine. Ma resta ineludibile la ricerca della soluzione in collaborazione con le autorità statali.

Verso la sfida digitale. Nella sua sintesi dei lavori il cardinal Marx ha più volte sottolineato l’importanza per la Chiesa, non solo quella tedesca, di accogliere la sfida della nuova comunicazione, che attraverso l’uso dei social network può aprire nuove strade di evangelizzazione. La giornata di studio che i vescovi hanno dedicato ad approfondire i temi della pastorale, della teologia e dell’approccio coi fedeli attraverso i media sul web ha dato due risposte: da un lato che la Chiesa che è in Germania vuole stare al passo coi tempi e studia i mezzi migliori per riuscirci. Dall’altro, riprendendo le parole di Ansgar Mayer, esperto di comunicazione digitale, il cardinal Marx ha sottolineato che “le persone sono costantemente alla ricerca di risposte, vogliono ottenerle il più presto possibile. Motivi per saper usare il desiderio di appartenenza, la partecipazione, l’orientamento, l’idealismo, il contatto e la gestione delle identità sono importanti anche per la Chiesa”. Il consiglio di Mayer “per noi è che la Chiesa si metta senza indugi a usare i social media e non abbia paura della comunicazione digitale”.

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