Repubblica Ceca, Ucraina, Slovacchia, Islanda

Repubblica Ceca: la ricostruzione di Velehrad
Oltre 350 milioni di corone (13 milioni di euro) sono stati investiti nella ricostruzione di Velehrad, Repubblica Ceca, negli ultimi cinque anni. Il progetto, intitolato “Velehrad – Centro di dialogo culturale tra Europa occidentale e Europa orientale” ha trasformato il volto di uno dei più noti e più visitati luoghi di pellegrinaggio del Paese. La maggior parte del lavoro è stato svolto durante l’Anno giubilare dei santi Cirillo e Metodio, il 2013, in occasione del 1050° anniversario del loro arrivo nella Grande Moravia. Oltre alla ricostruzione della basilica e agli scavi archeologici che hanno rivelato le preziose origini medievali del monastero, una somma ingente è stata investita nell’installazione di tre interessanti mostre dedicate rispettivamente alla Sacra Scrittura, alla storia di Velehrad e ai martiri del XX secolo. Il rinnovamento del sito di pellegrinaggio proseguirà nel 2015 nel quadro del progetto “Velehrad barocca”, con l’obiettivo di restaurare tutte le cappelle laterali e la sacrestia della basilica, e installare alcune attrezzature tecniche per i portatori di handicap.

Ucraina: un libro sul futuro e la speranza
“Un futuro e una speranza: missione, formazione teologica e trasformazione della società post-sovietica”: è il titolo di un libro scritto da Mykhaylo Cherenkov e recentemente presentato presso la sede dell’Università Cattolica Ucraina a Leopoli. Il lavoro di ricerca è iniziato nel 2012 e il testo è il risultato di un dialogo teologico tra Cherenkov e il giovane teologo britannico Joshua Sorl, docente presso lo Spergen College di Londra. Il volume è dedicato a “un’analisi approfondita della società ucraina, alla influenza della Chiesa, alla formazione religiosa”. Una particolare attenzione è rivolta agli eventi di Maidan. Secondo l’autore, “c’era un barlume di speranza, la possibilità di un futuro diverso. Pertanto, la ‘Rivoluzione della dignità’ in realtà è diventata un orientamento sul modo in cui i valori del Regno di Dio possono essere incorporati nella trasformazione sociale”. Sia Cherenkov che Sorl sono convinti che il libro attirerà l’attenzione sulla questione ucraina e si tradurrà in “una manifestazione di solidarietà internazionale con la comunità cristiana” del Paese.

Slovacchia: sviluppo del turismo religioso
Un Club degli amici del Cammino di Santiago “Xacobeo” in Slovacchia è stato fondato a Bratislava. Il progetto mira a promuovere lo sviluppo del Cammino di Santiago in Slovacchia e dei luoghi di pellegrinaggio in generale. “Le persone possono contribuire con la preghiera, le donazioni, la cooperazione, oltre che offrendo ospitalità ai pellegrini. Può essere un sostegno fornito da singoli individui e dalle varie comunità e parrocchie e speriamo che questa iniziativa incoraggi e contribuisca positivamente allo sviluppo del cosiddetto turismo ecclesiale” e religioso, spiegano i rappresentanti del Forum del Cammino di Santiago, che riunisce diverse organizzazioni da tutti gli angoli del Paese. Il percorso va da Kosice a Litmanová passando per Cerveny Klastor, Levoca e Kezmarok, e la sua apertura ufficiale è avvenuta nel maggio 2014. Per ulteriori informazioni: www.svatojakubskacesta.sk

Islanda: il vescovo Bürcher, malato, lascia Reykjavik
“Già lo scorso anno Papa Francesco mi ha detto ‘Abbi cura della tua salute'”: così scrive il vescovo di Reykjavik, mons. Pierre Bürcher, in una lettera del 9 gennaio scorso alla diocesi islandese in cui spiega le motivazioni che lo hanno spinto a presentare al Pontefice “per motivi di salute, già alcuni mesi or sono”, la rinuncia pastorale all’incarico di vescovo di Reykjavik. Nato in Svizzera nel 1945, Bürcher era stato nominato vescovo di Friburgo (Svizzera) nel 1994 per poi essere mandato da Benedetto XVI a Reykjavík nel 2007, alla guida di oltre 11.500 cattolici. Affetto ora da “bronchite cronica asmatica”, il vescovo spiega di aver ricevuto “il consiglio unanime di molti medici” di “cambiare clima, in una regione meno fredda e non vulcanica”. Ad attenderlo un periodo in Terra Santa, “d’accordo con il Patriarca di Gerusalemme” per “dedicarmi alla preghiera e secondo le mie possibilità essere a disposizione per animare ritiri spirituali e pellegrinaggi per sostenere i nostri fratelli e sorelle orientali, come ho fatto fin dall’inizio del mio ministero”. Continuerà a seguirlo l’associazione San Giovanni Maria Vianney di Losanna che in tutti questi ha accompagnato e sostenuto economicamente il lavoro pastorale del vescovo in Islanda. “Mi dispiacerà lasciare questo bel Paese e questa diocesi giovane e in piena espansione”, scrive ancora Bürcher, che nella lettera ringrazia tutti per la comprensione e la collaborazione fedele. “Ho potuto piantare: altri bagneranno, altri ancora potranno raccogliere”.

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