Svizzera, Francia, Portogallo

Svizzera: “Combattere la povertà non i poveri”
“In un Paese che ha più milionari che beneficiari dell’assistenza sociale, è inaccettabile che i più poveri portino il peso di una politica fiscale sbagliata. L’assurda concorrenza fiscale tra i Cantoni e i Comuni nella speranza di attrarre i super-ricchi si riflette negativamente nella concorrenza per respingere i beneficiari dell’assistenza sociale”. Scrivono così venti associazioni svizzere del mondo dell’assistenza sociale e dei sindacati, d’ispirazione cristiana (come Caritas svizzera) o meno, in un documento pubblicato nei giorni scorsi con il titolo “Combattere la povertà non i poveri”. Il riferimento è agli attacchi politici e mediatici degli ultimi mesi contro il minimo vitale e l’aiuto sociale. In Svizzera nel 2012, sono state poco più di 250mila le persone ricorse all’assistenza sociale, per la maggior parte minori, dice il documento, una parte di loro “working poor”, cioè lavoratori a bassissimo reddito. La Costituzione elvetica garantisce il diritto a essere aiutati e assistiti in caso di difficoltà, ma sono poi i singoli Cantoni che regolamentano modi e misure. Di qui la denuncia: “Stiamo assistendo nei Cantoni a vari tentativi e proposte per tagliare i budget dell’assistenza, attraverso vari meccanismi” per porre rimedio allo “smantellamento fiscale praticato per anni che ha posto molti Cantoni in difficoltà finanziarie”. Per i firmatari del documento l’impegno deve andare nella direzione di lavorare per una serie di obiettivi tra cui: “il livello minimo di sussistenza sociale; più equa ripartizione tra Comuni e Cantoni dei costi dell’assistenza; il mantenimento e il consolidamento delle prestazioni di assicurazione sociale (disoccupazione, disabilità), ma anche “facilitare l’accesso alla formazione, tra i beneficiari dell’assistenza”. Nonché “un mercato del lavoro diversificato e accessibile con salari decenti e posti di lavoro anche per le persone indebolite da un percorso vita difficile”; infine, “colmare il divario tra ricchi e poveri”.

Francia: verso Natale, la fede per le strade di Parigi
Si è realizzata una vera “missione cittadina popolare” nella capitale francese nel tempo d’Avvento perché “i cattolici di Parigi vogliono condividere la gioia della nascita di Gesù” e “permettere a ciascuno di riscoprire il Natale” (www.paris.catholique.fr). Tantissime le iniziative promosse in diocesi, molto diverse tra loro. C’è stato, ad esempio, nella parrocchia di Notre-Dame de Nazareth, il concorso dei presepi per gli esercizi commerciali del quartiere. A Sant’Agostino tutti i fine settimana, davanti alla chiesa, si sono levati i canti di Natale con distribuzione di bevande calde. Il programma culturale era nutrito, con concerti e mostre. Ma è “sui marciapiedi” che si è svolta buona parte delle iniziative. Sul muro esterno di Saint-Christophe de Javel è stato proiettato il calendario dell’avvento: ogni giorno un breve cartone animato e passi della Scrittura. I giovani di Saint-Jean-Baptiste hanno animato un flashmob all’uscita della metro Pasteur. E per le strade si sono messi in scena presepi viventi e rappresentazioni sacre. Un grosso sforzo è stato dedicato all’attenzione ai poveri e le parrocchie hanno organizzato cene di Natale, “perché nessuno resti solo”.

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