Pastorale giovanile in Europa, Spagna

Pastorale giovanile in Europa: nuovo protagonismo
La Chiesa è chiamata a favorire un nuovo protagonismo dei giovani in chiave missionaria; i giovani devono essere i primi protagonisti dell’evangelizzazione dei loro coetanei, testimoniando la gioia del Vangelo. È uno dei messaggi-chiave che emerge dal quarto convegno europeo di pastorale giovanile, svoltosi a Roma dall’11 al 13 dicembre, alla presenza di 130 partecipanti da 32 Paesi. L’iniziativa era promossa dal Pontificio Consiglio per i laici in collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Papa Francesco in un messaggio ai partecipanti al convegno ha affermato: “Voi che lavorate nel campo della pastorale giovanile, fate un lavoro prezioso per la Chiesa. I giovani hanno bisogno di questo servizio: di adulti e coetanei maturi nella fede che li accompagnino nel loro cammino, aiutandoli a trovare la strada che conduce a Cristo. Ben più che nella promozione di una serie di attività per i giovani, questa pastorale consiste nel camminare con loro, accompagnandoli personalmente nei contesti complessi e a volte difficili in cui sono immersi”. Prendendo la parola, il cardinale Angelo Bagnasco, vicepresidente del Ccee, ha parlato delle sfide del relativismo e della secolarizzazione che conducono l’uomo ad “agire come se Dio non esistesse, decidere come se i poveri non esistessero, sognare come se gli altri non esistessero”. “Di fronte allo smarrimento soprattutto nel nostro continente – ha aggiunto il porporato -, c’è un grande bisogno e forse un desiderio più o meno consapevole di un messaggio gioioso, di speranza e di fiducia”. Da qui l’auspicio formulato dal cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici: “Per le strade dell’Europa, i giovani non si sentano mai soli, ma abbiano sicuri punti di riferimento e speranza per il futuro”. “I nostri giovani – ha proseguito – fanno parte di un’umanità ferita, dove tutte le agenzie educative, specialmente la più importante, la famiglia, hanno gravi difficoltà. Essi vivono seri problemi di identità e stentano a fare le loro scelte. Hanno bisogno, dunque, di essere accompagnati con rispetto, dedizione e pazienza nelle difficili strade che percorrono nel nostro tempo”. Da qui l’impegno, rinnovato alla luce del contesto attuale, di “portare i giovani a una fede matura nella ricerca della propria vocazione e a un’amicizia personale con Gesù”: un compito essenziale, questo, della pastorale giovanile che oggi in Europa è chiamata a ridare speranza a una generazione disillusa che vive nell’unica certezza che tutto è provvisorio. A Roma è stato anche ricordato che la riscoperta della dimensione missionaria dei giovani, testimoniando la gioia del Vangelo, è essenziale per attuare quella Chiesa in uscita capace di intercettare le attese profonde di ogni giovane del continente.

Spagna: diocesi di Getafe verso la “Grande missione”
Monsignor Joaquín María López de Andújar, vescovo di Getafe, ha presentato le iniziative promosse dalla diocesi per l’Anno della carità, che rappresenta l’ultimo passo in preparazione della “Grande missione” diocesana con la quale si festeggeranno i 25 anni di vita della diocesi spagnola (1991-2016). “La Grande missione – ha spiegato il presule – è la risposta della Chiesa alla crisi della nostra società. Crisi economica, ma ancora di più crisi di umanità, crisi di speranza. Per questo, vogliamo portare a tutti la gioia della fede, della vita cristiana”. Il vescovo ha sottolineato come la Chiesa sia sensibile a tutto ciò che sta accadendo nel mondo ed è quindi necessario portare la speranza di Cristo dove si soffre: negli ospedali, nelle carceri – in diocesi ci sono tre carceri con una popolazione carceraria di 4.000 detenuti – o nelle mense, dove centinaia di famiglie ricevono cibo quotidianamente. Per portare a tutti la Buona notizia, il “Cerro de los Ángeles” (Colle degli Angeli), a Getafe, accoglierà dal 6 all’8 marzo il congresso della nuova evangelizzazione “Vieni e Lo incontrerai”, che vuole riunire migliaia di persone e che sarà uno degli eventi principali dell’Anno della carità. Il congresso preparatorio alla “Grande missione” sarà arricchito dalle relazioni di esperti in nuova evangelizzazione, come monsignor Rico Pavés, vescovo ausiliare di Getafe, o don José María Gil Tamayo, segretario generale della Conferenza episcopale spagnola. L’Anno della carità prevede anche un ambizioso programma di formazione spirituale, che si svilupperà nelle 126 parrocchie della diocesi e nelle sue comunità. Nelle parrocchie sarà portata avanti un’intensa missione di evangelizzazione destinata non solo a coloro che già sono praticanti al fine di rinnovare il loro impegno missionario, ma soprattutto ai cosiddetti lontani, ai quali si proporranno diversi itinerari: la bellezza, la ricerca comune della verità, l’esercizio della carità e la custodia responsabile del Creato.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy