Vita consacrata: un anno per capire

Numerose le iniziative delle comunità religiose per "uscire" dai conventi e far conoscere la bellezza di una vita di preghiera e carità

Conventi, monasteri, case religiose e ordini monastici insieme alle diocesi di tutta Europa hanno reso note le iniziative pensate per l’Anno della vita consacrata, che ha appena preso avvio. Nei Paesi Bassi, ad esempio, l’abate trappista di Nostra Signora di Koningshoeven, Bernard Peeters, ha invitato tutte le comunità religiose e monastiche olandesi a partecipare a una “catena di preghiera”, per “ringraziare per il passato; abbracciare con speranza il futuro; unirsi spiritualmente alla preghiera dei monasteri nel mondo”. Concretamente ogni comunità s’impegna per una settimana in particolare a pregare secondo queste tre intenzioni. Sarah Numico per Sir Europa ha intervistato fr. Bernardus che nel 2006 è stato scelto dai ventuno confratelli come loro abate. Koningshoeven fu fondato nel 1881 ed è stato il primo monastero contemplativo maschile nel Paese dopo la Riforma. Da Koningshoeven sono nate altre comunità nei Paesi Bassi, in Indonesia e Uganda. I monaci vivono anche della loro produzione di birra trappista, formaggio e pane.

Quali sono le sue attese per l’anno della vita consacrata?
“Spero possa portare a una maggiore considerazione del ruolo che i religiosi hanno svolto nella vita della società e della Chiesa nei Paesi Bassi. C’è veramente una mancanza di comprensione e di conoscenza sul grande contributo che soprattutto le congregazioni di vita attiva hanno avuto nella nostra società, per esempio nel settore della cura della salute o nell’educazione. Spero anche si arrivi a una comprensione più profonda e consapevole del carisma specifico di ogni ordine e congregazione religiosa. Da parte nostra si tratta di rispondere alla domanda: ‘come viviamo il nostro carisma oggi?’. Spero infine sia l’occasione per mostrare nella Chiesa e nella società che la scelta della vita religiosa è possibile e rende la propria vita feconda e significativa”.

Ci sarà qualcosa di speciale nei Paesi Bassi durante questo anno?
“La conferenza dei superiori maggiori nei Paesi Bassi (Knr) organizzerà una giornata ‘porte aperte’ straordinaria per tutti i conventi e i monasteri. Probabilmente, anche se la data non è ancora definita, sarà nella giornata mondiale per le vocazioni (quarta domenica dopo Pasqua). La Conferenza sta anche organizzando un incontro di alto livello su ‘Perfectae Caritatis’, il documento del Concilio Vaticano II sulla vita religiosa, mentre il 31 gennaio ci sarà una giornata dedicata in particolare ai religiosi giovani, quelli che stanno facendo il percorso di formazione; un’altra giornata si concentrerà sui religiosi stranieri che lavorano e vivono nel Paese. Poi ogni ordine e congregazione, così come le diocesi, stanno preparando iniziative particolari. Ad esempio nella nostra diocesi, a ‘s-Hertogenbosch il vescovo ha chiesto a un gruppo di religiosi di costituire un comitato per organizzare eventi a livello diocesano. Una parrocchia di Tilburg ha programmato dieci serate nel corso dell’anno per approfondire la spiritualità e il carisma di diverse congregazioni religiose. E poi abbiamo lanciato la catena di preghiera dei monasteri. C’è un sito web che coordina ogni cosa (http://godgewijdleven.blogspot.nl/)”.

Che significa essere monaco oggi nei Paesi Bassi?
“Per me, essere monaco oggi nella nostra società secolarizzata significa mantenere viva la memoria di Dio. Dobbiamo mostrare con le nostre vite che c’è un Dio che ci ama e che vuole che noi viviamo. Dobbiamo creare luoghi in cui le persone possano incontrare Dio e possano incontrarsi tra di loro per sperimentare relazioni vere e gioiose”.

Qual è il ruolo del cristianesimo in Europa?
“Penso sia di mettere in evidenza il ruolo centrale della persona. Un essere umano è persona solo se in relazione con Dio e con gli altri. Senza comunione e senza relazioni non c’è la persona. La fede cristiana è importante perché mostra alle persone che hanno un valore e non sono riducibili a essere un prodotto, un macchinario o un mezzo per fare più soldi”.

Che cosa sta dando alla Chiesa olandese papa Francesco?
“Mi sembra che Papa Francesco stia dando alla Chiesa un volto più umano, senza dimenticare l’ispirazione divina. Il suo appello a mostrare a tutti la tenerezza di Dio e a uscire per le strade è un messaggio importante anche per la Chiesa nei Paesi Bassi. A causa del nostro passato e costretti dalla cultura dominante secolarizzata, i cattolici olandesi sono troppo timidi; ma Papa Francesco sta ridando loro coraggio di testimoniare la propria fede. La Chiesa nel nostro Paese ha veramente bisogno del suo richiamo a guardare sempre a Gesù. A volte siamo rinchiusi in noi stessi”.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy