Combattere la marginalità

Una proposta di legge per istituire il reddito minimo garantito. I punti di forza e di debolezza

Contrastare la marginalità, garantire la dignità delle persone e favorire l’inclusione sociale. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge n.42 dal titolo “Disposizioni in materia di istituzione del reddito minimo garantito” presentata da tutti i consiglieri regionali di opposizione. La proposta. La proposta mira a “rafforzare le politiche finalizzate al sostegno economico e a favorire l’inserimento sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nella società e nel mercato del lavoro”. La situazione economica delle famiglie valdostane negli ultimi anni è peggiorata notevolmente e anche il dato della disoccupazione, soprattutto giovanile, è allarmante. Secondo L’Istat, nel terzo trimestre di quest’anno la disoccupazione in Valle d’Aosta è salita all’8,6%, lo 0,6% in più sia rispetto allo stesso periodo del 2013 sia rispetto al secondo trimestre di quest’anno. Nel 2013, in Valle d’Aosta su una popolazione totale di poco oltre i 128.000, le persone povere erano circa 4.000, di cui circa 1.800 sono state aiutate dal banco alimentare. Questa proposta di legge in 11 articoli definisce il reddito minimo garantito e stabilisce le modalità per ottenerlo. Il contributo consiste in 7.200 euro netti l’anno e viene erogato a favore di disoccupati e lavoratori precariamente occupati, purché l’Isee sia inferiore ai 12.000 euro. La somma del contributo aumenta leggermente in base al numero dei componenti del nucleo familiare, dai 600 euro mensili si arriva fino a 1.350 euro mensili per una famiglia di almeno quattro persone. Chi vuole usufruire di tale misura economica deve dichiarare di essere disponibile a trovare un’occupazione, ma anche a partecipare a progetti di formazione e di volontariato sociale. Quindi, il reddito minimo garantito permette di superare la soglia di povertà. Infine, la proposta di legge stabilisce i tempi della sperimentazione e la disponibilità finanziaria. Il progetto verrà proposta fino al 2017 e verranno investiti 2 milioni di euro all’anno. Un buon inizio. Luigino Vallet, presidente della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, commenta: “Quando si propongono leggi che riguardano l’inclusione, la lotta alla povertà e la dignità della persona sono sicuramente proposte positive. La proposta affronta una problematica purtroppo attuale anche nella nostra Regione. E dà voce a chi per svariate ragioni non ne ha”. Il presidente della Fondazione, che svolge attività di pubblica utilità, aggiunge: “Questa proposta di legge mi sembra un buon punto di partenza. Nella relazione introduttiva si accenna alla formazione, ma non si fa riferimento né al terzo settore, né tanto meno a qualche richiamo a principi di sussidiarietà. Quindi, non c’è un richiamo a una proposta organica di valorizzazione generativa della persona da includere. Sia in Italia sia in Europa sono stati proposti progetti simili vincenti che prevedevano un percorso di restituzione da parte della persona aiutata”. Punti di forza e debolezza. Anche Michela Colombarini, presidente del Forum delle associazioni familiari della Valle d’Aosta, sottolinea i medesimi punti di forza e punti di debolezza. “La tematica affrontata – precisa la presidente – è interessante e bisogna sempre più accorgersi di queste nuove povertà. Qualsiasi nuova proposta che migliori il welfare è da sostenere. Ritengo che i disoccupati e chi ha difficoltà economiche spesso perdano anche le relazioni. E la povertà più grande nella società contemporanea è quella relazionale. Per questo ritengo che non sia sufficiente aiutarle economicamente, bisognerebbe affiancare loro la rete del terzo settore, così forse non si sentirebbero esclusi”. Nella presentazione della legge “vengono accennati sia il discorso della formazione sia quello del volontariato, ma poi nel testo della proposta queste tematiche non vengono affrontate”. Paola Fumagalli(02 dicembre 2014)

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy