I laici per la Chiesa di domani

Nella comunità cristiana del Paese è in atto un dibattito sul futuro. Il ruolo del Comitato centrale dei cattolici tedeschi

Il laicato tedesco non intende ritrarsi in disparte davanti ai problemi sociali, politici ed ecclesiali: anzi rilancia, impostando un cammino di dialogo e di impegno a 360 gradi, e proponendo alla Chiesa in Germania di avere il coraggio di fare scelte ardue ma decise. Potrebbe essere questa una chiave di lettura dei lavori della sessione plenaria autunnale del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), tenutasi a Bonn il 21 e 22 novembre.

Dialogo sull’attualità. Il presidente della Zdk, Alois Glück, giunto a metà del suo secondo mandato, si è trovato a dover gestire un’assemblea ricca di molti temi, anche alla luce di prossimi avvenimenti di primaria importanza per i fedeli tedeschi. In particolare in vista della chiusura del “Processo di dialogo e riflessione sul futuro della Chiesa cattolica tedesca”, nel prossimo autunno 2015, la Zdk ha deciso di creare un gruppo di studio che trovi le formule per dare continuità a questo lungo dialogo che ha caratterizzato il rapporto tra i laici e la gerarchia ecclesiastica a partire dal settembre del 2010, quando venne annunciato dall’allora presidente della Conferenza episcopale tedesca, l’arcivescovo oggi emerito Robert Zollitsch. L’iniziativa nasceva quattro anni or sono per “traghettare” la Chiesa cattolica del Paese oltre la crisi che scoppiò virulenta a causa dello scandalo legato agli abusi sessuali, ma che in questi anni ha abbracciato molti altri temi, dalla pastorale familiare alla disciplina del fine vita e alla eutanasia, alla accoglienza dei profughi: tutti temi ripresi durante l’assemblea del Comitato centrale dei cattolici.

Non ci sarà un nuovo Sinodo. Il presidente Alois Glück, nel rimarcare l’importanza che questo confronto – tale da essere paragonabile a un percorso sinodale che ha visto vescovi e associazioni laicali tenere consultazioni per ridare credibilità e fiducia nella Chiesa -, ha dovuto a malincuore riferire all’assemblea sulla non realizzabilità di un nuovo Sinodo della Chiesa di Germania, a distanza di 40 anni dalla chiusura del Sinodo di Würzburg, indetto nell’allora Germania Federale per discutere e attuare i dettami del Concilio Vaticano II: “Noi, come rappresentanti del laicato cattolico, dobbiamo ora delineare e sviluppare le proposte che possono essere attuate nel quadro del diritto canonico e riflettere sulla vasta gamma di punti di vista”, ha detto il presidente della Zdk in conclusione dell’assemblea. Certamente gli spunti non mancheranno per giungere a una riflessione comune: la Chiesa tedesca si trova a confrontarsi con problemi etici e sociali notevoli, e nel corso del dibattito è stato chiaro come tale percorso possa essere realizzabile solo con un protagonismo ecclesiale diffuso.

Preghiera ecumenica. Il laicato e i vescovi sanno – come è emerso dall’appuntamento della Zdk – di doversi confrontare con temi che toccano le comunità credenti, l’immaginario collettivo e la vita di ogni giorno (famiglia, lavoro, educazione, diritti, inclusione…). Ecco allora che il cammino ecumenico, anche in vista dell’anniversario di Martin Lutero previsto per il 2017, deve ripartire da quel momento comune vissuto il 21 novembre, con la celebrazione del 50° della “Unitatis redintegratio”. Il rettore della ZdK, Stefan Bernhard Eirich, ha ricordato durante la preghiera ecumenica dei vespri che “il Decreto sull’ecumenismo adottato 50 anni fa ha messo il dialogo ecumenico su un livello completamente nuovo e questa è la luce che vogliamo condividere”. E una candela è stata accesa insieme dai rappresentanti della Zdk, da quelli del Congresso della Chiesa evangelica tedesca (Dekt) e della Conferenza della agenzie e associazioni ecclesiali evangeliche (Kkwv). La luce è stata portata in processione per le strade del centro di Bonn, prima della preghiera comune nella chiesa di sant’Alberto Magno.

In difesa della vita. Un impulso al rapporto ecumenico sui grandi temi sociali ed etici, ferme restando le differenze che esistono tra la Chiesa Cattolica ed Evangelica tedesche, potrebbe venire dall’impegno comune auspicato dall’assemblea della Zdk, nel dibattito sull’eutanasia e sul suicidio assistito, in coincidenza con la discussione in atto al Bundestag, il Parlamento tedesco. Ecco allora l’importanza per la Zdk di agire in accordo con la Chiesa evangelica per uno stimolo verso il Bundestag affinché legiferi in favore delle cure palliative e degli hospice. Per Alois Glück l’autodeterminazione non può essere intesa nel senso che ognuno vive e muore solo: “Il diritto all’autodeterminazione, senza la dimensione della responsabilità sociale per chiunque, è un veleno per la società”, ha affermato, in quanto “nessun uomo è se stesso senza vincolo sociale. E il suicidio ha anche un impatto su altre persone”.

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