Europa, centro e periferia

Il 25 novembre Bergoglio sarà a Strasburgo. Dal 28 al 30, invece, raggiungerà la Turchia. Molta attesa sul piano "politico" e religioso

Due viaggi all’estero, intensi, ravvicinatissimi, impegnativi e non esenti da possibili “sorprese” sul piano diplomatico, politico e religioso. Papa Francesco si recherà in visita alle istituzioni europee a Strasburgo il 25 novembre. Quindi, a breve distanza, riprenderà l’aereo per raggiungere questa volta, il 28-30 novembre, la Turchia. Due “missioni” che prevedono momenti protocollari, discorsi ufficiali, incontri con autorità civili e religiose. Due tappe accomunate però dalla comune matrice europea. Che si tratti di andare nel cuore del Vecchio continente, in Alsazia, al confine tra Francia e Germania, oppure di mettere piede nella frontiera orientale d’Europa, la Turchia, Bergoglio non rinuncerà a portare il suo messaggio di pace e di concordia.

Nei palazzi di Ue e CdE. I due appuntamenti imminenti sono stati presentati – non a caso – nella stessa occasione, a Roma, il 17 novembre, da padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana. Quello di Strasburgo, ha sottolineato subito Lombardi, “sarà il più breve viaggio internazionale” di un Pontefice. Infatti il 25 novembre Bergoglio “resterà a terra tre ore e 50 minuti”. L’impegno di Strasburgo si configura come una visita ufficiale alle istituzioni europee che hanno sede nella città francese. Il Papa si rivolgerà prima all’Europarlamento, quindi all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (CdE). “È un viaggio che non presenta eventi di tipo pastorale o liturgico”, ha proseguito Lombardi, specificando che il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, aveva invitato il Pontefice lo scorso anno, “ma allora la situazione era fluida, si sarebbero dovute tenere le elezioni europee” del maggio scorso. “Sarà interessante vedere come il Papa distribuirà i temi nei due discorsi, diversi e complementari”. Il Parlamento Ue infatti è eletto a suffragio universale dai cittadini di 28 Stati con 500 milioni di abitanti; l’Assemblea CdE invece è un emiciclo di secondo livello, di un’istituzione che rappresenta 47 Stati con 800 milioni di cittadini. Padre Lombardi ha quindi ricordato il precedente della visita di Giovanni Paolo II a Strasburgo nel 1988, “ma da allora la situazione è molto cambiata”, “c’era ancora il Muro di Berlino”, e l’Europa “oggi occupa un posto ben diverso nello scenario globale”.

Ad Ankara e Istanbul. Un viaggio ricco di spunti e guidato da uno spirito di fraternità ecumenica e di dialogo interreligioso, sulla scia di una lunga tradizione che nella storia ha portato i Pontefici in terra di Turchia. Così padre Federico Lombardi ha presentato il viaggio che Papa Francesco farà ad Ankara e Istanbul dal 28 al 30 novembre. La Turchia, Paese ai confini tra l’Europa e l’Oriente; terra “ponte” ma anche “ai margini”, in cui la religione prevalente è l’islam, dove i cristiani rappresentano meno dello 0,2% della popolazione e i cattolici sono una esigua ma viva minoranza. Diverse sono le “motivazioni” che hanno spinto Francesco a recarsi in questa “periferia” d’Europa: c’è l’attenzione per il Paese ospitante e per la situazione in cui la Turchia si trova in questo momento, alle prese con la crisi mediorientale e l’ondata dell’Isis che batte ai suoi confini meridionali, a pochi chilometri dalla città assediata di Kobane. C’è il dialogo interreligioso in una nazione dove la popolazione è a maggioranza musulmana e nella quale vive una piccola comunità cattolica che il Papa abbraccerà e incoraggerà.

Fra Erdogan e la “moschea blu”. Ma soprattutto c’è l’invito dell’amico fraterno Bartolomeo I, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, con il quale Bergoglio ha già vissuto insieme tante tappe importanti del suo Pontificato: dal primo inizio, con la partecipazione straordinaria a Roma del Patriarca, al pellegrinaggio a Gerusalemme, fino all’incontro per la pace in Medio Oriente in Vaticano con i presidenti israeliano e palestinese. Bartolomeo ora lo attende a Istanbul per celebrare in comunione con lui la festa del patrono Sant’Andrea il 30 novembre. Lo schema del viaggio è nel suo complesso molto simile a quello di Benedetto XVI nel 2006, sebbene manchi la tappa di Smirne. Il Papa arriverà il 28 novembre ad Ankara dove verrà accolto dalle autorità pubbliche. A Istanbul invece ci saranno gli incontri con le realtà religiose. Molto atteso è il passaggio alla moschea Sultan Ahmet conosciuta anche come “moschea blu”. Si tratta – ha detto Lombardi – “di un gesto importante per i rapporti con i musulmani”. Papa Francesco potrebbe pregare in moschea ma non si tratterebbe, come già accaduto per Benedetto XVI, di una preghiera “formale” o pubblica, quanto piuttosto di un momento di “raccoglimento” personale. Domenica 30 novembre, il Papa sarà presente alla Divina liturgia nella chiesa patriarcale di San Giorgio, al termine della quale sono previsti i discorsi di Papa Francesco e del Patriarca Bartolomeo.

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