L'”I care” di Eliseo: ” “credete nella politica!

Il Sindaco, alla sua scrivania, risponde al telefono. Prima allunga le orecchie, poi strabuzza gli occhi, e infine fa un salto sulla sedia. Nessuna cattiva notizia, questa volta. Semmai una bella sorpresa. Dall’altro capo del filo un notaio annuncia al primo cittadino che l’ex consigliere comunale ed assessore Eliseo Crespi, da poco deceduto senza eredi, ha lasciato tutti i suoi averi al Comune. Un paio di appartamenti e alcuni conti in banca.
Non capita tutti i giorni che un’eredità finisca nelle casse comunali. A memoria d’uomo mancano altri esempi simili. Talvolta succede che grandi o piccole eredità siano indirizzate a enti religiosi oppure alle parrocchie, dove si sa che il capitale viene generalmente indirizzato alla carità, alle mense per i poveri, alle opere parrocchiali, a migliorare i servizi educativi tipici della comunità cristiana… E per fortuna accade ancora.
Ma Eliseo Crespi, assessore democristiano a Legnano (Milano) fra il 1951 e il 1961, ha pensato diversamente. Dopo essersi ritirato a vivere in un paesino non lontano, Castelletto Ticino, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, negli ultimi giorni della sia vita ha forse ripensato a quegli anni spesi per la sua città natale, ricordata nei libri scolastici per la battaglia del 1176 fra la Lega lombarda (quella storica!) dei liberi Comuni contro l’imperatore germanico Federico Barbarossa. Il messaggio del Crespi che dona i suoi averi ai legnanesi sembra essere chiaro: si può voler bene alla propria città, tanto da impegnarsi sul piano politico – ma anche sociale, culturale, religioso, sportivo… – per vederla crescere, migliorare, ammodernare. Un segnale di fiducia – da vivo come da defunto – nella stessa politica, nella partecipazione democratica; un "I care" che va controcorrente rispetto al disimpegno, al mugugno costante, alla protesta sterile, al "va tutto male, madama la Marchesa".
Lo stesso sindaco di Legnano, Alberto Centinaio, ha infatti dichiarato: "Mi ha colpito e commosso allo stesso tempo ricevere la notizia di questa eredità. Sapere poi che il defunto fu in anni lontani consigliere comunale e assessore attribuisce a questo gesto un significato ulteriore: sta a indicare lo stretto legame affettivo" che Eliseo Crespi "ha mantenuto nel corso dell’intera sua esistenza con una città che ha contribuito ad amministrare per ben dieci anni nel periodo non facile della ricostruzione post bellica e dello sviluppo industriale".
In questo caso l’eredità morale appare ancor più preziosa di quella materiale.

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